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È iniziata oggi la più grande missione umanitaria civile degli ultimi decenni portata avanti dalla Global Sumud Flotilla. Si tratta, per l’appunto, di una missione internazionale nata con l’obiettivo di rompere simbolicamente e materialmente l’assedio imposto da Israele sulla Striscia. Composta da oltre cinquanta imbarcazioni provenienti da più Paesi, la Flotilla si presenta come un’azione di solidarietà civile e internazionale, promossa da attivisti, ONG, associazioni, giornalisti, personaggi del cinema e dello spettacolo e da singoli cittadini impegnati per la giustizia e la liberazione della Palestina dall’occupazione israeliana.

Il termine “Sumud“, parola araba che significa “resilienza”, è stato scelto per evidenziare il legame profondo tra la resistenza non-violentata e la determinazione delle reti di solidarietà internazionale. La Flotilla si propone non solo di portare aiuti umanitari, ma anche di lanciare un messaggio politico chiaro, ovvero che gran parte della società civile non accetta più l’immobilismo difronte a un genocidio in mondovisione. Il convoglio navale vuole rompere l’indifferenza internazionale, riportando l’attenzione sui crimini dell’occupazione israeliana e sul dramma umanitario che si consuma da decenni. A ribadire quello che ci ha detto Maria Elena Delia, referente per l’Italia di del Global Movement per Gaza e del progetto Global Sumud Flotilla “perché le persone, gli uomini e le donne di tantissimi paesi vogliono dire, coi loro corpi a bordo di queste barche, che non sono più d’accordo coi loro governi che sostengono la barbarie dello sterminio palestinese”.

A Genova, la tappa italiana della Flotilla ha avuto un significato particolare. Nelle giornate precedenti alla partenza si è svolta una raccolta di beni di prima necessità, promossa in collaborazione con Music for Peace, storica organizzazione umanitaria genovese impegnata da anni nella distribuzione di aiuti in contesti di emergenza, e con il Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali), noto per aver chiuso il porto numerose volte a navi cariche di armi destinate a Israele e presente sulla scena genovese da decenni. È dalla grande sede di Music for Peace a Genova, che sabato 30 agosto si è mossa una macchina impressionante di umanità. L’organizzazione, insieme alla Flotilla e al Calp, è riuscita a smuovere Genova e l’Italia intera arrivando a raccogliere 300 tonnellate di generi alimentari, superando di gran lunga le aspettative e la capacità delle barche, dimostrando che la società civile c’è e riesce a muoversi in modo indipendente. Sin dal mattino la sede di via Belleydier è stata animata da volontari, attivisti, lavoratori portuali e semplici cittadini accorsi a partecipare all’evento.

La giornata si è conclusa con un corteo simbolico che ha visto la partecipazione di oltre 40mila persone fino al molo dove erano ormeggiate le imbarcazioni della Flotilla. Tra canti, slogan, bandiere palestinesi e luci che hanno illuminato tutta la sopraelevata genovese, un’infinita fiumana di gente ha portato la sua solidarietà ai membri dell’equipaggio ormeggiati al Porto Antico della città. Durante la mattina del 31 agosto il rito finale. Music for Peace ha caricato i pacchi con i generi alimentari nelle barche pronte alla partenza e una ad una sono uscite dal porto alla volta del porto di Augusta in Sicilia, da cui poi salperanno per il viaggio verso Gaza insieme alle imbarcazioni partite oggi dalla Spagna e a quelle che dovranno partire dalla Sicilia, dalla Tunisia e dalla Grecia.

La Global Sumud Flotilla è, in definitiva, un atto di speranza attiva che senza l’unione di associazioni, volontari e società civile non avrebbe visto la luce. “Se una goccia è nulla, tante gocce insieme creano il mare e il mare è una forza devastante”, ci ha ripetuto più volte Stefano Rebora di Music for Peace. E allora Buon vento Flotilla della disobbedienza civile!

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