Alla fine il “non avere uno stipendio fisso” ha graziato Katharina Andresen. La giovane miliardiaria norvegese, una delle più ricche al mondo insieme alla sorella Alexandra secondo la rivista Forbes, si è resa protagonista di una disavventura.

Fermata per guida in stato di ebrezza

La ricca ereditiera, che possiede insieme a padre e sorella la Ferd Company (holding norvegese dei servizi finanziari), è stata fermata sette mesi fa dalla polizia norvegese per un normale controllo di routine. Peccato, per lei, che si trattasse di un venerdì sera, il venerdì della settimana di Pasqua, quello santo. Pur trattandosi di un venerdì dedicato alle rinunce, pare che la cena della miliardaria abbia previsto invece qualche bicchiere di troppo. La polizia ha infatti sottoposto la giovane ereditiera al classico alcool test verificando così il superamento della soglia consentita. In Norvegia sono severissimi.

Il limite per legge è di 0,02 grammi di alcool contenuti nel sangue. In Italia, per esempio, è di 0,5. Il test di Katharina Andresen ha dato esito positivo, 0,064 per l’esattezza, superando così di tre volte la soglia consentita. Per lei è partito il processo penale. Un iter che si è concluso solo la scorsa settimana, a distanza di sette mesi dall’evento.

Carcere con condizionale, multa e ritiro della patente

Alla fine la condanna è stata severa. 18 mesi di carcere, ma che non verranno scontati a causa della condizionale, insieme al ritiro della patente per 13 mesi e a una multa di 25mila euro. La giovane che i giornali hanno sempre descritto come molto “umile”, ha chiesto ovviamente scusa pubblicamente, sostenendo di “non aver aspettato abbastanza” dall’ultimo bicchiere. A voler essere pignoli la miliardaria avrebbe dovuto dire “la prossima volta non bevo proprio”, considerato che nel severissimo limite norvegese rientra forse a malapena mezzo bicchiere di vino.

Le multe in base al reddito sono la soluzione?

È stata poi sollevata una polemica da parte dei giornali norvegesi circa quella che doveva essere la reale portata dell’ammenda. Secondo i media infatti la multa imposta di 25mila euro sarebbe stata il risultato di un “condono” fatto da giudici norvegesi alla giovane ereditiera. La legge in Norvegia prevede infatti che le multe siano progressive rispetto al reddito percepito. In particolare la legge parla di 1,5 volte rispetto allo stipendio lordo (annuale).  Secondo i giudici però,   all’epoca dei fatti Katharina Andresen “non aveva nessun reddito fisso e i beni posseduti in azioni, alla data della sentenza, non hanno ancora prodotto alcun dividendo”.

Così nel pratico sarebbe stata “aggirata” la particolare legge norvegese, che avrebbe portato Katharina Andresen al pagamento di una cifra enorme. In pratica è come se scattasse l’aggravante di possedere un’azienda che produce e fattura. I media norvegesi lamentano così la differenza di trattamento, ma la multa in base al reddito è davvero una soluzione?

In Europa sono Svezia, Svizzera, Germania, Finlandia e appunto Norvegia ad aver introdotto la norma. Una legge che ha prodotto casi ai limite dell’assurdo, come in Finlandia, dove un automobilista che viaggiava ai 70 km/h (ove vigeva il limite dei 40) ha dovuto pagare 80mila euro di multa. Soldi che vengono incamerati nelle casse dello Stato e finiscono chissà dove, forse a Bruxelles. Nel resto dell’Europa si mantiene invece la stessa cifra di sanzione a prescindere dal reddito posseduto. Ma forse è proprio l’istituto della multa pecuniaria ad essere antiquato e ormai funzionale solo al riempimento di casse comunali e al raggiungimento di assurdi parametri e improbabili pareggi di bilancio. Lavori socialmente utili e soldi che rimangono così nella disponibilità del cittadino e dell’economia, questa potrebbe essere la soluzione che mette d’accordo tutti. 

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