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“#enthusiasm: tranquillamente potrebbe essere il titolo di un post su Instagram, che vede per protagonisti tutti i partecipanti al photowalk. Per molti il loro primo assegnato di street photography, un compito da assolvere in poche ore”.

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Così il fotoreporter Marco Negri descrive l’esperienza di demostrantion shooting attraverso il corteo del Primo Maggio organizzato da Street Photo Milano, il primo festival internazionale di street photography organizzato nelle strade meneghine che fino al 6 maggio popolerà di eventi la capitale lombarda.

Nato in partnership col prestigioso Miami Street Photography Festival, Street Photo Milano celebra la street con numerose attività che spaziano dalle letture portfolio ai workshop di fotografia, dai panel con gli artisti alle mostre. Tutte le attività del festival sono organizzate e sostenute dai collettivi Eyegobananas e Burn My Eye, i cui membri esprimono al meglio lo spirito fresco e innovativo della manifestazione. Partner di eccezione dell’iniziativa è Leica, brand che più di ogni altro ha nelle sue radici una forte affinità con la fotografia umanistica, street e di reportage.

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In questo contesto frizzante e dinamico, Street Photo Milano non dimentica di regalare esperienze dirette sul campo. Un esempio tra tutti è proprio il photowalk del Primo Maggio durante il quale venti fotografi – professionisti e amatori – hanno immortalato volti e dettagli del corteo per le strade di Milano sotto guida paziente e attenta di Marco Negri e dei ragazzi di Eyegobananas.

Bandiere rosse, striscioni, pugni alzati al ritmo dei cori e volti di ogni sorta immersi nelle strade del centro di Milano: questo è l’1 maggio visto attraverso gli obiettivi degli street photographer.

I partecipanti al photowalk hanno saputo fare tesoro delle indicazioni fornite dal loro “tutor” Marco Negri durante il briefing che si è tenuto il 30 aprile presso la redazione de il Giornale.it e Gli Occhi della guerra, media partner di Street Photo Milano.

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“La loro risposta è stata positiva, ben compilata ma soprattutto inaspettata”, racconta Negri, “molti di loro hanno saputo interpretare la manifestazione entrando in contatto, quasi toccando con mano l’evento, traducendo sensazioni e descrivendo il corteo non con le parole ma con la luce”.

Dopo il corteo i fotografi si sono poi incontrati presso lo Spazio Edit – sede delle sei mostre esclusive allestite durante il festival – dove il fotreporter ha affiancato gli streetphotographer anche nell’editing delle fotografie.

In bianco e nero o a colori, gli scatti hanno colto il fulcro della manifestazione: “l’essere umano con le sue emozioni, vera essenza della street”, come afferma Juan Reyes, fondatore del Miami Street Photography Festival, giunto dall’America per assistere al lancio della prima edizione milanese della manifestazione. Insieme ad altri streetphotographer, Reyes ha imbracciato la macchina fotografica ed è sceso per le strade di Milano per farsi catturare dalla sua umanità ricca, intensa e sempre degna di essere immortalata.

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