(Glasgow) Il Southside di Glasgow è famoso per la vita notturna, gli edifici graffitati e una certa propensione a un’esistenza all’insegna della semplicità. Le birrerie vanno per la maggiore, insieme agli edifici semideserti, i barbieri hipster e i negozi etnici principalmente asiatici. A poche centinaia di metri, poi, c’è il Celtic Park, uno dei due tempi del calcio scozzese insieme all’Ibrox Stadium dei rivali del Rangers.

Quando cala la notte, il Southside diventa un quartiere di dannazione. Qui risiedono molte di quelle centinaia di persone che ogni anno rimangono incastrate nel tunnel della droga. E per le quali a un certo punto non diventa più mattina.

In Scozia l’impressionante aumento di consumo di droghe prodotte e vendute illegalmente come il Valium è stato collegato ad un numero senza precedenti di overdose fatali proprio a Glasgow, ma in generale in tutto il Paese, secondo i servizi sanitari della città. Nel 2018 si è registrato un aumento del 43% dei decessi rispetto al 2017. E allo stesso modo un numero altrettanto crescente di persone è stato costretto a ricevere cure urgenti per overdose non mortali nei servizi ospedalieri.

A finire sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori è una sostanza particolare, una sorta di street Valium che negli anfratti della città è conosciuto come street blues. Ma anche l’uso del Naloxone, un farmaco che può invertire gli effetti di un’overdose da oppiacei, è aumentato a dismisura.

Saket Priyadarshi, direttore medico associato del NHS Greater Glasgow & Clyde addiction services, è stato molto chiaro a riguardo: “Quando la gente compra street blues, non sa cosa c’è nelle pillole. La qualità e il dosaggio possono essere molto variabili. La gente potrebbe pensare che stiano prendendo Diazepam ma in realtà i principi attivi potrebbero essere altre benzodiazepine molto più potenti come l’Etizolam. L’uso di questo farmaco, in particolare, è connesso a gravi danni provocati da dosi eccessive non fatali, arrivi in sequenza nei reparti di pronto soccorso o, non certo in ultimo, morte”.

Le gang di spacciatori riescono a vendere le pastiglie per pochi centesimi a persone vulnerabili, specie quelle che vivono in alloggi per senzatetto, dove il personale è stato testimone di un’ondata di decessi legati all’assunzione del farmaco. Tra i locali della Scozia si sente più di qualcuno dire apertamente che le pillole di street blues sono diventate ormai più economiche di un pacchetto di patatine. Del resto per gli spacciatori si tratta dell’unico modo per coprire una fetta di mercato, quella dei reietti appunto, che non avrebbe accesso al consumo di stupefacenti se non fossero acquistabili quasi gratis.

In Scozia il tenore di vita è piuttosto alto (il reddito pro capite è di 32mila euro circa), i grandi settori occupazionali del Paese consentono di tenere il livello di disoccupazione al di sotto del 5% (la produzione di whisky dà lavoro a 35mila persone senza considerare l’indotto, l’estrazione di petrolio nel Mare del Nord vale 12 miliardi l’anno e ad, Aberdeen, “la città di granito”, il reddito pro capite è secondo solo a quello di Londra), quindi anche il mercato degli stupefacenti non avrebbe in linea di massima necessità di richiedere prodotti low-cost. Allo stesso modo, però, il deficit del paese è il doppio più alto di quello del resto della Gran Bretagna e viene impiegato in sanità, istruzione e assistenza appunto agli indigenti. Quelli che con le poche risorse a disposizione si avvicinano alle droghe di strada, prodotte a costo quasi zero e con marginalità basse, ma che proprio per via della facilità con cui possono essere messe in circolo fanno gola alle gang di quartiere.Di recente è stata sgominata una banda che produceva 1,6 milioni di sterline di Valium in un garage a Paisley, nel Renfrewshire, dove la polizia ha sequestrato una pressa per pillole in grado di produrre 250.000 compresse all’ora.

Lo street Valium, poi, è particolarmente pericoloso poiché viene spesso assunto in combinazione con altre droghe come l’eroina e persino con farmaci come il metadone regolarmente prescritto, proprio perché i consumatori abituali sono anche quelli che più necessitano di cure mediche e assistenza sanitaria. Il mix perfetto che i pusher non vedono l’ora di sfruttare.
Nel corso del 2018 i decessi per droga in tutta la Scozia hanno superato le mille unità. Si tratta del tasso di mortalità connesso agli stupefacenti più alto in Europa, più che raddoppiato rispetto a dieci anni fa. Un lasso di tempo per nulla casuale, poiché nel 2008 il governo scozzese aveva inaugurato un piano strategico chiamato The Road To Recovery, finanziato con 689 milioni di sterline dal momento della sua inaugurazione fino ad oggi. Il consumo di droghe di strada, tuttavia, è peggiorato di continuo, al punto tale che gli esperti stanno cercando di convincere le forze governative a considerare questa crisi come una “emergenza sanitaria pubblica”.

Kirsten Horsburgh, coordinatrice della strategia Sd per la prevenzione delle morti per droga, ha detto al Guardian: “Se parlassimo di quasi mille persone che muoiono ogni anno per altre cause, ci sarebbero proteste in tutti il paese e verrebbe studiato un approccio sistemico completo per affrontare la questione. Ma siccome si parla di tossicodipendenti allora l’attenzione cala”.

Il riferimento è all’impiego di risorse pubbliche che, come detto, vengono già utilizzate per l’assistenza sanitaria, ma in soluzioni poco efficaci. Un’idea potrebbe essere quella di studiare degli hub per l’accoglienza di malati o tossicodipendenti in cui si possano ricevere delle terapie di sostituzione degli oppiacei. Un lavoro certosino volto al supporto psicofisico dei più deboli. Una questione, se vogliamo, a tutti gli effetti morale, ma pure logica, visto che la tutela delle fasce deboli della popolazione non può essere considerata secondaria rispetto al rilancio delle città.
L’esempio concreto lo fornisce ancora Glasgow, celebre nel corso dei decenni per la sua atmosfera trasandata e maledetta da porto di mare. Per cambiarle volto, le opere di riqualificazione si sono susseguite di continuo, e sono state imponenti. Oggi è la città più popolosa della Scozia e una delle capitali culturali, artistiche e del design del Regno Unito. Ebbene, se gli spazi razionalizzati l’hanno resa un gioiello, molte persone, specie quelle che risiedono nel Southside, sono rimaste indietro.

I piani di assistenza non riescono a tenerle lontane dallo stigma sociale che è di fatto la prima causa dello scarso accesso agli aiuti (di qualsiasi genere) e che apre a sua volta la strada a tutta una serie di spirali che hanno talvolta come triste epilogo quello del rifugio in una pillola di ansiolitico blu. Per gli assistenti sociali la diffusione di street Valium è talmente epidemica che è venuto naturale ribattezzarla “peste blu”. I consumatori sono così disperati che pendendola tra le mani accettano di sottoporsi a un gioco al massacro. Come per tutte le droghe, peraltro, ma aggravato dal fatto che il contenuto della singola pillola resta praticamente sconosciuto. Quando si ingerisce una compressa, è un po’ come sedersi di fronte a una pistola carica, in una insensata roulette russa della droga.