La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Parigi, svoltasi sugli Champs-Élysées e in place de la Concorde il 28 agosto, ha visto la partecipazione di circa 4.400 atleti provenienti da 184 delegazioni. La sfilata è stata aperta da un taxi guidato dall’ex nuotatore paralimpico Theo Curin. Sul palco, ballerini con disabilità hanno eseguito coreografie simboliche, tra cui il sudafricano Musa Motha e l’attore Luc Bruyère. La torcia paralimpica, portata anche dall’italiana Bebe Vio, ha acceso il braciere finale.
I Giochi paralimpici estivi, arrivati alla diciassettesima edizione (i primi furono nel 1960 a Roma) sono cominciati due settimane dopo la fine dei Giochi olimpici e si concluderanno l’8 settembre. Saranno le Paralimpiadi più partecipate di sempre: l’Italia ha portato 70 donne e 71 uomini.
Negli sport paralimpici, gli atleti competono in categorie basate sul tipo e grado di disabilità per garantire competizioni eque. Ogni sport ha le proprie categorie, identificate da sigle che indicano il tipo di disabilità e lo sport. Ad esempio, nel nuoto, le categorie iniziano con “S” (Swimming) seguite da un numero che indica la gravità della disabilità, con numeri più bassi associati a disabilità più gravi. Il sistema è complesso, con molte categorie in sport come atletica e nuoto, mentre altri sport ne hanno solo una. Le categorie variano per garantire che atleti con diverse disabilità possano competere in modo equo.
Il movimento paralimpico sta cercando di superare la retorica degli atleti disabili come “superumani”, emersa con una campagna del canale britannico Channel 4 per le Paralimpiadi di Londra 2012. Questa narrativa, pur avendo avuto un grande impatto, è ora vista come superata e dannosa. Con Parigi 2024 il Comitato Paralimpico Internazionale ha promosso una comunicazione che enfatizza le capacità sportive degli atleti piuttosto che le loro disabilità. La nuova campagna si concentra sull’atletismo e sfida la percezione degli atleti paralimpici come “speciali”, promuovendo un racconto più equilibrato e inclusivo.
Il paese ospitante, la Francia, negli ultimi anni ha iniziato a investire maggiormente nel movimento paralimpico, con l’obiettivo di diventare una delle nazioni leader a livello mondiale, dopo aver ottenuto in passato risultati considerati deludenti. Nel 2018, le 28 discipline paralimpiche estive e invernali in Francia avevano ricevuto 3,2 milioni di euro di finanziamenti. Nel 2024, questa cifra è quintuplicata, raggiungendo circa 16 milioni di euro, di cui 12 milioni forniti dall’Agenzia nazionale per lo sport.
All’ultima edizione delle Paralimpiadi, quella di Pechino 2022, l’Italia si è posizionata undicesima nel medagliere finale dei Giochi, ottenendo in totale 7 medaglie – 2 ori, 3 argenti e 2 bronzi –, due in più di quelle vinte a Pyeongchang 2018. In testa al medagliere è arrivata la Cina, con 61 medaglie di cui 18 ori, seguita da Ucraina e Canada, rispettivamente con 29 e 25 medaglie.
Il nuoto è senza dubbio lo sport in cui l’Italia va meglio alle Paralimpiadi. BBC Sport ha inserito l’italiano Simone Barlaam al primo posto nella sua lista degli otto atleti da seguire a Parigi, definendolo “una figura chiave nell’affermazione dell’Italia come potenza paralimpica in piscina”. Barlaam, ventiquattro anni, è nato a Milano e ha una malformazione all’anca e uno sviluppo incompleto del femore destro, che gli ha reso una gamba più corta dell’altra.
Un’altra nuotatrice su cui l’Italia punta molto è Carlotta Gilli, ventitré anni, colpita dalla malattia di Stargardt, una retinopatia degenerativa, e nonostante questo detiene sei record del mondo in vasca lunga e finora ha vinto 5 medaglie paralimpiche (2 d’oro).

