Tamburi che suonano sordi e danno il “paso” e il ritmo ai “costaleros”, gli uomini che a spalla trasportano le grandi statue della Vergine Macarena, della Esperanza de Triana o del Cristo morente sulla croce. Quando i costaleros delle diverse confraternite, seguite dalle processioni degli incappucciati e delle donne velate di nero, fanno la loro sosta alle stazioni, le bande intonano marce funebri da brividi.
A Siviglia l’emozione è ancora più forte quando le soste avvengono sotto le finestre dei più noti cantanti di flamenco, che intonano le “saetas”, i drammatici canti religiosi gitani, eseguiti quasi sempre a cappella e sul ritmo tragico delle “seyguirias” flamenche. Quasi da lacrime anche le processioni della Madrugada, ossia dell’alba, a cui ha preso parte quest’anno, il Giovedì Santo, anche la Regina Sofia.
“Erano un po’ di anni che non seguivo una processione, sono stata a quella del silenzio del Giovedì Santo, nel centro di Almeria, e ho pianto”, dice una turista madrilena raccontando la sua esperienza in Andalusia al seguito del tradizionale “paso” degli scalzi incappucciati, che trascinano catene da penitenti al ritmo dei tamburi.
ll nipote di Buñuel fa il “pregon”
Due giovanissimi sposi hanno quasi le lacrime agli occhi dopo avere assistito alla Rompida de la Hora a Calanda, nella Regione autonoma di Aragona. Come è tradizione nella cittadina, a mezzogiorno, al primo rintocco della chiesa, sale un rumore immenso, come il rombo di un tuono gigantesco, che colpisce e schiaccia il villaggio. Tutti i tamburi si mettono a suonare ontemporaneamente. Un’emozione indefinibile, a cui segue la processione che fa il giro del paese. Un evento che già il regista Luis Buñuel (Calanda, 1900 – Città del Messico 1983) aveva immortalato nel suo cinema. A fare il Pregon, il banditore dell’edizione 2025, è stato il nipote Diego Buñuel. Celebre anche la processione di Murcia, che è in pratica un museo a cielo aperto, con le opere dell’artista barocco Francisco Salzillo. Le sue sculture per le processioni della Settimana Santa appartengono alla Confraternita di Nostro Padre Gesù Nazareno e c’è anche un’Ultima Cena, con tanto di dodici discepoli al tavolo che vengono trasportati per la città. Nella zona di Valencia, colpita a ottobre scorso dalla Dana, la grande alluvione del 29 ottobre 2024, si sono tenute processioni sobrie. A Picanya, uno dei paesi più colpiti, le stazioni sono state poste di fronte alle case distrutte e dove purtroppo si sono contati i morti. Le preghiere sono state anche per il patrimonio religioso e le chiese rovinati dalla forza violenta delle acque e dal fango.
Banderas il penitente
Tornando in Andalusia, suggestive e coloratissime le processioni di Malaga, a cui da almeno due decenni non manca mai Antonio Banderas, originario della città andalusa. L’attore vive davvero intensamente la Settimana Santa malaguena. Capelli cortissimi da penitente, indossa i panni del “cofrade”, confratello della Cofradía de la Virgen de las Lágrimas y Favores, di cui fa parte. Recita a memoria inni e canti religiosi e si presenta alle cerimonie in compagnia della moglie Nicole Kimpel e suo fratello Javier Banderas, anche lui confratello della stessa Cofradìa.
E per restare tra i famosissimi di Spagna, alle processioni non manca mai il figlio della celeberrima Duquesa de Alba, conosciuta come Cayetana d’Alba (Madrid, 28 marzo 1926 – Siviglia, 20 novembre 2014), una “grande” di Spagna, che possedeva in totale cinquanta titoli nobiliari. Secondo il Guinness dei primati, la Duquesa de Alba è stata la nobildonna con più titoli riconosciuti da un Governo esistente rispetto a qualsiasi altra nobile del mondo. Con un patrimonio di oltre 600 milioni di dollari è stata inoltre una delle donne più ricche di Spagna. Il figlio Cayetano Martínez de Irujo, ex medaglia d’argento olimpica di salto a cavallo, è stato visto a Siviglia con la fidanzata Bárbara Mirjan, e la sorella Eugenia Martinez de Iruko. I due fratelli hanno ereditato dalla madre Duchessa d’Alba la devozione per il Cristo dei Gitani, una “Cofradia” legata alla storia del Casato di Alba.
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