Dopo due anni e mezzo di attesa, South Park torna sugli schermi e lo fa alla sua maniera: nel modo più dissacrante e provocatorio di tutti. La premiere della 27ª stagione della longeva e fortunatissima serie animata di Matt Stone e Trey Parker si apre con Cartman che si lamenta della decisione del presidente Usa, Donald Trump di tagliare i fondi a NPR, ironizzando sul fatto che il governo “non può cancellare uno show”.
Poco dopo, appare la versione animata di Trump, ritratto in modo grottesco, letteralmente (nudo) a letto con Satana, suo amante, con vere foto del presidente sovrapposte goffamente a un corpo animato. Un trattamento simile a quello riservato a Saddam Hussein nel film di South Park del 1999. Satana stesso dichiara che Trump e Saddam sono “esattamente uguali”. L’episodio fa anche riferimento alla polemica sulla lista di Jeffrey Epstein e all’annuncio della cancellazione del Late Show di Stephen Colbert da parte di CBS e Paramount.
Free Speech? Si, soprattutto quando è scomodo
La rappresentazione di Trump nell’episodio di mercoledì è stata particolarmente spietata e brutale, con continue battute sulle dimensioni dei suoi genitali. In una scena, mentre è a letto con Satana, il personaggio di Trump dice: “Forza, Satana, sai che non puoi resistere”, scoprendo le coperte per mostrarsi. Satana replica: “Non riesco a vedere nulla, è troppo piccolo”.
La Casa Bianca ha reagito in malo modo. In una dichiarazione rilasciata a Variety e ad altri media, il portavoce della Casa Bianca Taylor Rogers ha duramente criticato lo show, definendolo irrilevante da oltre vent’anni e accusandolo di aggrapparsi a idee prive di ispirazione in un disperato tentativo di attirare attenzione. Rogers ha sottolineato che il presidente Trump ha mantenuto più promesse in soli sei mesi rispetto a qualsiasi altro presidente nella storia degli Stati Uniti, affermando che “nessun programma di quarta categoria può interrompere la striscia vincente di Trump”.
Reazione fuori luogo. Perché? Chi conosce South Park sa che in 26 stagioni non ha mai fatto sconti a nessuno: da Barbra Streisand trasformata in un mostro robotico stile Godzilla, ad Al Gore ossessionato dal cambiamento climatico, fino a Bono Vox dipinto letteralmente come una cacca gigante. Insomma, vera satira che prende di mira – talvolta in maniera volutamente grottesca – i potenti del mondo. Come disse una volta Frank Zappa alla rivista Playboy: “Non sono qui per confortare le persone. Sono qui per disturbare, per far pensare”. Ed è proprio quello che deve fare uno show come South Park.
Sullo sfondo emerge l’ipocrisia di alcuni conservatori Usa: a lungo paladini del “free speech” e della libertà di parola contro le follie del Politically Correct e del Woke, una volta al potere hanno represso le voci dissenzienti, nelle università e altrove, riguardo al genocidio in corso a Gaza da parte di Israele.
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