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L’estate è praticamente finita ma questo, per chi ama viaggiare, non è certo un problema. Non si smette mai di sognare e di programmare la prossima avventura e ogni occasione è buona per riempire la valigia, mettere lo zaino in spalla e partire: feste comandate, ponti, ferie arretrate. Eppure, ci sono posti da cui sarebbe meglio tenersi alla larga. Posti dove anche il viaggiatore più scafato rischia di trovarsi spiazzato di fronte a una realtà oltre la sua portata.

Disastri naturali, violenza, sanità assente o molto carente, conflitti armati in corso, corruzione, terrorismo. Insomma, esistono Paesi verso i quali, prima di partire, bisognerebbe fare più di una riflessione. A darci una mano per conoscerli (e magari evitarli) ha pensato il sito Hellosafe, che per la prima volta ha pubblicato il Travel Safety Index, un indice che indica la sicurezza dei Paesi dal più sicuro al più pericoloso (per quanto riguarda il 2024).

Se l’Islanda svetta al primo posto come luogo più innocuo sulla faccia della terra e l’Italia si attesta su un modesto 33° posto tra i Paesi europei in cui viaggiare (l’Ucraina è al numero 36, seguita al 37 dalla Russia), a destare interesse sono, ovviamente, gli ultimi della fila, i cattivi maestri della geopolitica globale. Sul podio abbiamo, dal primo posto al terzo, Filippine, Colombia e Messico. Con un punteggio da 0 a 100, dove 0 sta per il massimo della sicurezza e 100 il massimo della pericolosità, le Filippine totalizzano un punteggio di 83,32, la Colombia 79,21 e il Messico 78.42.

Ma su cosa si basa questo indice? Come si legge sul sito, “l’HelloSafe Index è stato concepito per valutare la sicurezza complessiva dei Paesi di tutto il mondo attraverso un’analisi approfondita basata su una serie di 35 criteri raggruppati in cinque categorie principali, con dati tratti da fonti ufficiali di riferimento, in particolare da varie agenzie delle Nazioni Unite (UNDP, OMS, UNODC, UNHCR, UNSD, FAO), dalla Banca Mondiale e da numerosi enti di ricerca internazionali (IEP, EIU, IMDC, SIPRI, IISS, UCDP). Questi criteri coprono vari aspetti della sicurezza, dai rischi ambientali agli aspetti sociali e politici, tra cui il coinvolgimento in conflitti armati e la qualità delle infrastrutture sanitarie. Inoltre, l’indice HelloSafe è destinato a essere aggiornato ogni anno”.

Altri Paesi considerati pericolosi secondo questo criterio (in ordine dal quarto posto a salire) sono: India, Russia, Yemen, Indonesia, Somalia, Mozambico, Pakistan, Venezuela, Iran, Siria, Stati Uniti e Bangladesh. Spicca, in questa hall of fame, la posizione intermedia di un paese come l’Afghanistan che, incredibilmente, ha totalizzato un punteggio di 54,29 (bene ma non benissimo).

Tornando ai tre Paesi più pericolosi, per quanto riguarda le Filippine hanno pesato principalmente l’instabilità politica, la carenza di infrastrutture sanitarie, il grado di militarizzazione e corruzione delle forze di polizia e il numero di omicidi ogni 100.000 abitanti. Per quanto riguarda Colombia e Messico è anche superfluo spiegare quale sia la ragione di questa pessima reputazione nel 2024: il narcotraffico è una piaga sociale, un vero doppio Stato che fin troppo spesso si sovrappone a quello legale. Diffusione di armi, violenza tra bande, omicidi, intimidazioni, corruzione. Insomma, il clima da quelle parti non è certo dei migliori.

La lista, tuttavia – come anche specificato nel sito -, non dev’essere intesa come un suggerimento turistico. In effetti, proprio il Messico e la Colombia godono di un turismo florido in ogni periodo dell’anno. Dunque è bene non generalizzare e, al di là di toni che possono essere ironici, anche questo articolo non intende scoraggiare i viaggiatori. L’importante è sapere che in certe zone del globo esistono situazioni limite ed è bene non partire sprovveduti.

Oltre a siti come Hellosafe esistono modi ufficiali per scegliere con cognizione di causa la prossima meta di viaggio. Indubbiamente, il portale più autorevole sul quale tenersi informati è quello che fa capo alla Farnesina: Viaggiare Sicuri. Insomma, le informazioni ci sono, basta utilizzarle e, in fin dei conti, anche i paesi che nel 2024 sono stati considerati meno sicuri possono offrire opportunità per muoversi in sicurezza.

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