A Seoul, tentacolare metropoli asiatica di quasi 10 milioni di abitanti, c’è un quartiere finito al quarto posto nella World’s Coolest Neighbourhoods, la classifica stilata ogni anno dalla prestigiosa rivista di viaggi TimeOut che riunisce i quartieri più cool del mondo. Nessuno, a dire il vero, si sarebbe aspettato che Seongsu-dong riuscisse ad abbandonare il suo passato fatto di fabbriche e vecchi magazzini, per trasformarsi in una delle aree più alla moda della Corea del Sud.
Non solo: questo quartiere, in passato polo industriale dedicato alla pelletteria e produzione di scarpe, oggi è diventato epicentro della creatività sudcoreana (e non solo). Viene addirittura soprannominato “la Brooklyn di Seoul” per evidenziare la sua nuova dimensione internazionale e all’avanguardia. E rientra, sempre secondo il giudizio di TimeOut, tra quei “posti fantastici” in cui stare quando si tratta di assaporare cultura, senso di comunità, vita notturna, attività commerciali uniche nonché di “trovare cibo e bevande a prezzi accessibili”.
Rivitalizzare un quartiere
I magazzini in mattoni rossi, in passato affollati di lavoratori e poi rimasti abbandonati e polverosi per molto tempo, oggi ospitano caffè alla moda, boutique e gallerie d’arte. Nel corso del 2024, Seongsu-dong ha ulteriormente consolidato il proprio status di “distretto della moda” (e alla moda) con l’apertura del primo flagship store sudcoreano del marchio di streetwear Kith, nonché di uno spazio commerciale per la piattaforma di moda locale Musinsa chiamato Daerim Warehouse.
Ma come ha fatto Seongsu a trasformarsi rapidamente in un luogo popolare, calamita per giovani e giovanissimi attratti da store esclusivi e allettanti negozi pop-up per marchi piccoli ma distintivi? L’atmosfera che si respira da queste parti, a Est del fiume Han che taglia in due Seoul, è frutto di un minuzioso progetto di riqualificazione urbana. Una riqualificazione che, anziché rinnovare completamente il paesaggio locale, si è concentrata sul cambiamento facendo attenzione a preservare il carattere del quartiere. Il risultato, oggi, è un mix di vecchie strade residenziali contornate da edifici d’altri tempi, caffetterie alla moda e negozi di tendenza.
Gli addetti ai lavori spiegano che l’evoluzione di Seongsu-dong può essere attribuita in gran parte anche al suo vantaggio competitivo nell’offrire prezzi di affitti più bassi rispetto ad altri quartieri come Myeong-dong e Gangnam.
La formula del successo
Il quotidiano The Korea Times ha scritto che Seongsu-dong è stato scelto come punto focale per la rigenerazione urbana di Seoul nel 2014. Le autorità avevano però notato un fenomeno preoccupante: quello della gentrificazione. Gli abitanti del posto, infatti, erano costretti a cambiare casa a causa dell’aumento degli affitti, un fenomeno che aveva iniziato a prendere forma a causa della stessa riqualificazione dell’area, oltre che per via dell’apertura di nuovi negozi di tendenza. È così che, a partire dal 2017, il quartiere ha implementato una serie di politiche mirate.
La strategia chiave consisteva nel limitare l’afflusso di franchising in loco, promuovendo e supportando le attività commerciali locali. Il ragionamento era e resta ancora lo stesso: coltivare e mantenere una certa cultura distintiva del quartiere per portare benefici nel medio-lungo periodo sia agli affittuari che agli inquilini. L’esperimento, se così vogliamo chiamarlo, ha funzionato.
Le attività del posto, come ciliegina sulla torta, sono state incentivate a decorare i loro edifici con mattoni rossi, in linea con il tema di Seongsu-dong che accosta stili retrò e moderni. Questo concetto ha tratto ispirazione dall’iconico paesaggio urbano di Brooklyn di New York, rinomato per i suoi numerosi edifici in mattoni rossi. Ed è così che a Seoul ha preso forma una sorta di “Brooklyn sudcoreana”.
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