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Una storia macabra, già emersa per la verità da almeno tre anni, ma che adesso vede un’inaspettata conclusione; il riferimento è alle accuse, portate avanti da almeno sei bambini di età compresa tra i nove ed i tredici anni, di violenze sessuali effettuate da soldati francesi di stanza presso l’aeroporto di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. La storia sarebbe andata avanti tra il 2013 ed il 2014 ed ha visto l’emergere dell’orrore perpetuato da alcuni soldati d’oltralpe, i quali abusavano sessualmente di minorenni a cui andavano poi, quasi come ‘ricompensa’, razioni di cibo e di altri generi di prima necessità. In tutto, sono tredici i soldati di Parigi coinvolti nell’inchiesta, terminata però con un nulla di fatto: nei giorni scorsi infatti, la Magistratura francese ha decretato il non luogo a procedere in quanto, secondo i giudici transalpini, gli unici testimoni sarebbero gli stessi bambini abusati le cui versioni non sarebbero tutte coerenti. Un finale che lascia ulteriore amaro in bocca: la Reuters riporta infatti come, nelle disposizioni firmate dai Magistrati, si afferma esplicitamente l’impossibilità di escludere l’esistenza degli abusi.

Da dove nasce l’inchiesta

Il primo quotidiano a parlare della possibilità dell’esistenza di abusi sessuali posti in essere da soldati francesi, è stato il The Guardian; la testata britannica ha infatti ricevuto nel 2015 i documenti che attestavano indagini interne, tra commissioni e squadre di investigatori giunte in Africa, da cui si evinceva la presenza di crimini sessuali effettuati da membri dell’esercito francese nei confronti di minori centrafricani. Il luogo degli orrori sarebbe, come detto prima, l’aeroporto di Bangui; i bambini presenti nella struttura erano profughi scappati dalle campagne circostanti, in cui infuriavano le tensioni presenti in quel paese a partire dal 2013: si trattava dunque di minori in estremo stato di bisogno, a volte senza nemmeno i genitori. In cambio di cibo, i militari costringevano i bambini a rapporti sessuali oppure ad assistere agli abusi; una dinamica inquietante ed abominevole, sulla quale i vertici militari francesi avevano iniziato ad indagare sotto stretto riserbo.

A fornire i documenti al The Guardian, è stata l’associazione ‘Aids Free Word’; i membri di Afw sono riusciti a risalire ai faldoni di carte e file che attestavano la presenza di crimini di natura sessuale dei francesi e, da lì in poi, la notizia è diventata pubblica. Ovviamente il caso ha suscitato indignazione in Francia, con diverse associazioni che hanno sollevato diversi solleciti affinché si potesse accertare tutta la verità, punendo tanto i responsabili quanto chi, pur sapendo, non ha fatto nulla per modificare la situazione e porre fine agli orrori. I magistrati d’oltralpe hanno quindi avviato un procedimento, volto a produrre un’inchiesta in grado di rendere giustizia a chi ha subito i crimini sessuali; le indagini hanno portato a sospettare di almeno tredici soldati, con le testimonianze di sei bambini. Come detto però, adesso tutto rischia di insabbiarsi; il NYT lo scorso 6 gennaio ha riportato la decisione dei giudici francesi sul non luogo a procedere, dunque per i minori centrafricani abusati non ci saranno colpevoli giudicati come tali per gli abusi da loro subiti.

La missione francese nella Repubblica Centrafricana

La piccola Repubblica nata dall’indipendenza ottenuta dalla Francia nell’agosto del 1960, ha una composizione etnica e religiosa molto variegata che spesso ha dato adito a contrasti e tensioni; per tal motivo, Parigi non ha mai smesso di guardare con attenzione all’evolversi della situazione a Bangui, nel 2003 ha pure inviato un piccolo contingente a presidio dell’aeroporto della capitale centrafricana. Ma è dal 2012 che la situazione è sembrata precipitare; nel paese è emersa la forza dei Seleka, una coalizione di gruppi e sigle contrarie al mantenimento del potere dell’ex presidente Francois Bozizé, spodestato con un colpo di Stato il 24 marzo 2013 e sostituito da Michel Djotodia. Da quel momento, le violenze hanno assunto spesso carattere settario e migliaia di cittadini sono dovuti scappare dalle proprie case; è in questo clima che l’allora presidente francese Francois Hollande si è fatto autorizzare dall’Onu, con voto del Consiglio di Sicurezza, una missione delle truppe di Parigi per cercare di stabilizzare la situazione.

A partire dal 6 dicembre 2013, i soldati francesi hanno iniziato ad avere compiti di controllo e pattugliamento sia della capitale che delle zone più calde del paese; in totale, il contingente francese è formato da 1.600 soldati. Tredici di loro, come detto, sono implicati nel terribile caso giudiziario che però non è destinato a diventare un processo; i bambini centrafricani non vedranno mai alla sbarra i propri aguzzini, né vedranno i nomi di chi ha commesso quei terribili atti tra coloro giudicati come responsabili. La decisione della Magistratura francese di dichiarare il non luogo a procedere, tanto nel paese transalpino quanto a livello internazionale, non sta mancando di far discutere e di suscitare indignazione nell’opinione pubblica; alcune associazioni a Parigi hanno dichiarato di essere pronte a ricorrere contro la decisione dei giudici, fornendo prove e documenti che attesterebbero i crimini commessi ad opera dei soldati.