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Il calcio, evidentemente, non ha niente a che vedere con le Olimpiadi. Se, infatti, a Parigi gli atleti del Dragone hanno fatto incetta di medaglie, i suoi calciatori professionisti continuano a rimediare figuracce. L’ultima, o meglio l’ennesima, è arrivata pochi giorni fa. Lo scorso 5 settembre, in occasione delle qualificazioni alla Coppa del Mondo Fifa 2026, il Giappone ha rifilato sette gol ad un’impalpabile rappresentativa cinese. Una squadra sempre più allo sbando e incapace di far fede alla promessa del leader Xi Jinping, che nel 2015 dichiarava che avrebbe voluto trasformare la Nazionale cinese di calcio in una delle migliori al mondo entro il 2030. Certo, c’è ancora un po’ di tempo per rimediare. Ma la sensazione è che, per questa Cina, qualificarsi al prossimo Mondiale sia un’impresa irrealizzabile.

Già, perché nonostante l’Asia abbia la possibilità di qualificare direttamente otto squadre alla prossima Coppa del Mondo (più una nona attraverso il meccanismo dei playoff), difficilmente la Nazionale cinese, attualmente all’87esimo posto nel ranking Fifa, bisserà la sua unica presenza a un Mondiale, risalente al 2002.

La Calciopoli cinese

A peggiorare ulteriormente la situazione, non bastassero già le questioni di campo, ecco una brutta vicenda di corruzione sportiva. La Federazione calcistica cinese (CFA) ha infatti squalificato a vita 38 calciatori e cinque dirigenti di club dopo un’indagine durata due anni su partite truccate e gioco d’azzardo, nell’ambito di una stretta sui mali oscuri sul calcio. Le autorità del Ministero della Pubblica Sicurezza hanno scoperto che sarebbero state truccate 120 partite con 41 club coinvolti. La nebbia è ancora fitta e poche sono le informazioni rese disponibili. Sappiamo, per esempio, che tre ex giocatori della Nazionale – Jin Jingdao, Guo Tianyu e Gu Chao – e il sudcoreano Son Jun-ho sono tra i calciatori squalificati a vita.

44 persone sono state sanzionate penalmente per reati quali corruzione, gioco d’azzardo e apertura illegale di casinò, mentre altre 17 sono state ritenute colpevoli di corruzione e combine. Soltanto ad agosto, un ex vicepresidente della CFA era stato condannato a 11 anni di carcere per aver accettato tangenti, mentre un ex presidente della stessa Federazione era stato condannato all’ergastolo a marzo.

Pallone sul palo

I soldi e la determinazione non sono bastati alla Cina per promuovere un complicato miracolo pallonaro. Anche la Tv di Stato sembra essere consapevole dei limiti della Nazionale di calcio visto che, sul suo canale principale, ha preferito mandare in onda la squadra paralimpica invece del match Giappone-Cina.

All’indomani della disfatta in terra nipponica, i tifosi hanno preso d’assalto i social criticando giocatori, dirigenti e Federcalcio. Le notizie sulle indagini di corruzione non hanno fatto altro che aumentare lo scontento, dal momento che molti fan ritengono che i deludenti risultati ottenuti dalla Nazionale di calcio siano frutto di corruzione e malagestione.

E pensare che, nel 2015, la CFA aveva presentato un piano di riforma di vasta portata che avrebbe portato la Cina a diventare una potenza calcistica leader entro il 2050. La pandemia, i problemi economici che hanno coinvolto alcuni grandi sponsor dei club locali (Evergrande in primis) e la corruzione hanno contribuito a spegnere i riflettori sul rettangolo verde del Dragone. Qualcuno riuscirà a riaccendere la luce prima che sia troppo tardi?  

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