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Società

Ryan Chen, il Trump della Cina che imita… Donald Trump

Un cinese di Chongqing, Ryan Chen, è diventato famoso sul web per imitare Donald Trump conquistando fan in tutto il mondo.
Il discorso di Trump alla Knesset e il niet alla liberazione di Barghouti

Se chiudete gli occhi e ascoltate uno dei suoi numerosi video postati sui social network vi sembrerà di avere a che fare con Donald Trump. L’aspetto curioso è che a parlare non è il presidente degli Stati Uniti bensì un cinese che in vita sua non ha mai messo piede in America e che, ovviamente, non ha alcun legame con l’inquilino della Casa Bianca. Lui si chiama Ryan Chen, ha 42 anni, viene dalla Cina, tecnicamente è direttore commerciale di uno studio di architettura ed è diventato famoso sul web… imitando il tycoon statunitense.

Ha imparato l’inglese ai tempi del liceo, nella città di Chongqing, dove è nato e cresciuto, e lo ha affinato guardando versioni pirata di Friends e altre sitcom. Conta milioni e milioni di fan, in patria e all’estero, e tutti si divertono con le sue imitazioni. “Non voglio offendere nessuno, voglio solo essere divertente”, ha dichiarato Ryan, il cui nome originale è Chen Rui. Il Trump cinese ha raccontato di aver sempre avuto un debole per l’imitazione, e di aver persino avuto problemi a scuola per aver più volte imitato gli insegnanti.

Le imitazioni del Trump cinese

Ryan ha studiato le cadenze idiosincratiche dei discorsi di Trump, le sue fissazioni e i suoi gesti delle mani. Lo ha fatto guardando videoclip e analizzando altri imitatori come Matt Friend, un famoso comico americano.

Ma di cosa parlano i video del Trump cinese? Di tutto ma non di politica. Ryan sa che deve stare alla larga dalla politica, sia americana che cinese, ufficialmente perché “ai cinesi non interessa molto la politica” e che “apprezzano Trump come intrattenimento”. Da qui capiamo una spetto molto importante della Cina e dei suoi cittadini: per molti cinesi Trump non è né buono né cattivo, semmai è affascinante per il suo carattere. “Il mio principio è che se non è divertente, non ne vale la pena”, ha aggiunto Ryan sottolineando che a suo avviso il discorso di Trump alle Nazioni Unite era “troppo noioso”.

Un passatempo o un lavoro?

Ryan, come ha fatto presente il Wall Street Journal, l’ultimo dei grandi quotidiani occidentali ad accorgersi di lui, ha un problema: come monetizzare questo talento imitatore? La risposta: per esempio facendo la pubblicità ad aziende cinesi. Un produttore cinese di auto elettriche lo ha pagato per partecipare a un salone dell’auto a Monaco. Altri lo hanno retribuito per girare brevi clip di presentazioni per illustrare nuovi ristoranti o attività commerciali con la parlata tradizionale di Donald Trump.

Ma come è nata questa mania? Il Trump cinese ha fatto sapere che il suo obiettivo principale era quello di mettere in mostra Chongqing, una megalopoli con oltre 30 milioni di abitanti dove i treni attraversano edifici a più piani costruiti sulle montagne su uno sfondo alla Blade Runner.

I video sono però diventati virali e, uno dopo l’altro, hanno conquistato sempre più fan. E anche altri imitatori, visto che ci sono già numerosi personaggi che come Ryan si stanno facendo strada sul web imitando Trump. “Io sono il vero falso Trump, gli altri sono fake”, assicura Ryan ai suoi follower.

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