Royal Family, traballa la corona

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Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice invece è infelice a modo suo“. Se la Royal Family inglese rientri nel primo o nel secondo caso dell’incipit di Anna Karenina, difficile stabilirlo: nuovamente sulla bocca di tutti, i reali inglesi si trovano alle prese negli ultimi mesi non con il consueto chiacchiericcio fatto di tradimenti, vizietti privati, paparazzi e cappellini retrò, bensì con l’ineluttabile, ovvero la malattia -e forse-anche la morte.

La monarchia inglese al cospetto del nuovo Millennio

Dopo gli anni burrascosi legati alle vicende del matrimonio tra la Principessa Diana e Carlo, oggi re, chiuse con il triste epilogo in quel del Tunnel dell’Alma a Parigi, la monarchia britannica sembrava aver ripreso i suoi business as usual. Le levate di testa del giovane Harry, quel bravo ragazzo di William, la relazione ormai “lecita” tra Carlo e Camilla, passando per il rigore dell’anziana Elisabetta e la favola della commoner Kate, la principessa in blue jeans degli anni 2010 che piace a tutti. Tutto questo mentre fuori da Buckingham Palace il mondo cambiava: il nuovo Millennio, il villaggio globale, internet, il terrorismo, perfino una pandemia. In mezzo a questo mare burrascoso, inossidabile, l’anziana nonna Lilibet, colorata e ferrea, a tenere rigorosamente il timone dell’antica casata e il suo carrozzone di umani, troppo umani, residuo bellico del tempo che fu.

La scomparsa di Filippo di Edimburgo e Elisabetta II

Era l’aprile del 2021 quando, a quasi cento anni, il principe consorte Filippo di Edimburgo moriva circondato dall’affetto dei suoi cari e dei sudditi. Un lutto dai toni essenziali, senza la roboante pompa magna per via della pandemia, aveva quasi restituito dignità e fascino discreto alla monarchia inglese: il dolore solitario della regina Elisabetta impietrita dalla perdita, il funerale austero fra pochi intimi, i figli di nero vestiti dietro il catafalco del padre, principe e gaffeur, il ricongiungimento tra i fratelli William e Harry che aveva tenuto col fiato sospeso gli appassionati della saga dei Windsor. Una svolta intimista che aveva fatto guadagnare punti all’intero casato, investito dalla morte dell’anziano nonno. Poco più di un anno dopo, ‘a livella si è portata via la colonna portante della dinastia: terminato il funerale, il feretro di Elisabetta II che scompariva all’orizzonte, tra il saluto dei semplici e dei potenti, è davvero sembrato davvero l’emblema di un’epoca che stava lì lì per terminare per sempre.

Eredi allo sbando

Un anno fa l’incoronazione, per nulla sobria, di re Carlo III e della regina Camilla. Ma come accade per le famiglie dei poveri mortali quando la dipartita degli avi lascia il posto alle miserrime beghe, l’ultimo anno dei Windsor trasuda decadenza e approssimazione, aggravato dall’autoesilio americano del principe Harry e della consorte Meghan Markle. Re Carlo, dopo un battesimo da re senza lode e senza infamia, ha mantenuto il basso profilo ma saldo lo scettro, deludendo tutti quelli che si aspettavano un’istrionica ( e forse saggia) abdicazione in favore del figlio William. Almeno fino alla malattia che ha segnato uno stop alle sue attività pubbliche e che ha scatenato rumors quasi quotidiani sul suo presunto aggravamento e addirittura sulla sua morte. Ad aggravare il quadro calante, il mistero sulle condizioni di salute della principessa Kate, scomparsa dalle scene da mesi a causa di un intervento e relativa convalescenza per un male ancora da rivelare. Anche in questo caso una sequela di voci, di presunti avvistamenti, oltre al pasticciaccio brutto del foto-gate che ha causato più danni che altro. La regina Camilla, l’estranea di famiglia, rimasta sola a gestire le incombenze pubbliche, fino a dichiararsi talmente esausta da chiedere una pausa.

Declino britannico

Visti da lontano, i componenti della Royal Family, appaiono non solo gravati dalle contingenze umane, ma una sorta di Malavoglia in cerca d’autore. Esagerati, spendaccioni, spesso al limite della cialtroneria, chiusi in una gabbia di vetro in un Paese incastrato tra naftalina e futuro. Nessuno regge il confronto politico con la sovrana scomparsa. Quando venne incoronata, Elisabetta era una regina di un Paese in guerra, che doveva gestire un complesso impero coloniale e la costruzione del domani. Oggi, Londra si avvia verso un repubblicanesimo di fatto, mentre a Palazzo volano gli stracci. Il Commonwealth è claudicante tra scandali, spinte indipendentiste e insufficienze; dopo la Brexit l’isola non è più un luogo appetibile per le giovani generazioni europee. Quasi la metà dei giovani tra i 18 e i 24 anni chiede la Repubblica, un capo di Stato eletto ma soprattutto delle risposte dalla politica britannica, che vede da anni i due principali partiti in crisi e che ci sta abituando a continui cambi della guardia a Downing Street.

Della triade “mito, mistero e menzogna” che ha connaturato il potere assoluto dei sovrani nel tempo, nel Regno Unito restano ormai pochi misteri e tante menzogne. E un ponte di Londra che traballa…