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Società

Rimpasto a Tunisi, criptovalute fuorilegge in Cina, Bolivia nei Brics: cos’è successo oggi nel mondo

Dal licenziamento della premier tunisina al nuovo patto fiscale cileno passando per i miliardi cinesi di Binance: ecco i cinque fatti dal mondo di oggi.

Kais Saied ribadisce la sua presa sul governo con un licenziamento senza spiegazioni. La giunta militare birmana ha i giorni contati, secondo il governo d’opposizione in esilio. In Cina, Binance continua a fatturare decine di miliardi al mese nonostante Pechino abbia messo al bando la compravendita di criptovalute. La Bolivia di Arce si aggiunge alla lunga fila delle candidature ai Brics, e il presidente del Cile ci riprova con un nuovo patto fiscale per migliorare la vita dei pensionati e combattere l’evasione. Ecco le cinque notizie del giorno.

Licenziata a sorpresa la premier di Tunisi, Saied nomina un economista

Cambio a sorpresa ai vertici del governo di Tunisi. Il presidente della Repubblica tunisina Kais Saied ha licenziato la premier Najla Bouden (prima donna alla guida di un governo nel nord Africa) senza dare spiegazioni per la decisione presa. Al suo posto ha collocato Ahmed Hachani, giurista con grande esperienza nelle istituzioni finanziarie (nella Banca centrale tunisina). È probabile che una simile preferenza indichi la volontà di impegnarsi per salvare l’economia tunisina, sommersa nei debiti, e la speranza di ricomporre la grave crisi sociale che affligge il Paese. Nelle ultime settimane il presidente Saied ha più volte incolpato il governo di inattività, accusandolo di trascurare i servizi pubblici di base: sono infatti frequenti interruzioni sia d’acqua che di gas. Il nuovo capo del Governo ha prestato giuramento ieri sera davanti a Saied, secondo un video pubblicato della Presidenza tunisina.

Myanmar: per l’opposizione la giunta militare ha i giorni contati

Il governo civile in esilio ha emanato un comunicato in cui avverte che la giunta al potere sta tentando invano di camuffare una sconfitta imminente. Il motivo è che i militari al potere a Naypidaw hanno concesso una riduzione di pena alla consigliera di Stato Aung San Suu Kyi e al presidente Win Myint, entrambi deposti dal colpo di Stato di due anni fa. Secondo il Governo di unità nazionale del Myanmar, che raccoglie l’opposizione in esilio, lo sconto di pena “non è solo un tentativo minimo e simbolico di placare la rabbia dell’opinione pubblica verso gli atti terroristici illegali dei militari, ma è anche un tentativo di camuffare la sua imminente sconfitta”. San Suu Kyi e Myint “non hanno commesso alcun reato” e le condanne a loro carico “sono state sia illegali che ingiuste”. Nel frattempo, citando le continue violenze in tutto il Paese, la giunta ha rimandato le elezioni a data da destinarsi.

Binance fattura miliardi in Cina, anche se fuorilegge

Secondo quanto riportato da un’inchiesta del Wall Street Journal, Binance, la maggior società al mondo per la compravendita di criptovalute, fattura decine di miliardi in Cina nonostante Pechino abbia esplicitamente bandito il commercio di beni digitali a partire dal 2021. I dati raccolti dalla testata rivelano che quest’anno, nel giro di un solo mese, gli utenti di Binance con base in Cina hanno scambiato più di 90 miliardi di dollari in asset legati alle criptovalute. Questo volume di transazioni ha reso la Cina il mercato principale per Binance, rappresentando il 20% degli scambi mondiali se si escludono le compravendite fatte da sottogruppi di grossi trader. La società è stata fondata nel 2017 proprio in Cina dallo sviluppatore Changpeng Zhao, che ha poi trasferito la sede legale al di fuori del Paese quando Pechino ha imposto rigide restrizioni sullo scambio di beni digitali. Se in prima battuta questo aveva comportato una perdita del 17% per l’azienda, gli affari sono poi risaliti negli anni successivi. Binance cammina già sul filo del rasoio dal momento che oltreoceano il dipartimento di Giustizia americano sta valutando di incriminare la società per frode poiché opera in una zona grigia legale di scambio non registrato di valute.

La Bolivia si candida ufficialmente ai Brics

L’ambasciata boliviana a Mosca ha pubblicato una nota ufficiale nella quale esprime il desiderio del Paese sudamericano di aderire al gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). La notizia è stata resa pubblica dall’ambasciatrice della Bolivia a Mosca, Maria Luis Ramos Ursagaste, in un briefing con la stampa. “Abbiamo trasmesso a tutti i Paesi questa nota sulla nostra volontà di aderire ai Brics e, successivamente, per decisione del gruppo abbiamo inoltrato l’invito del presidente della Bolivia Luis Arce, proprio perché abbiamo già presentato domanda”, ha detto l’ambasciatrice ai giornalisti. Si allunga velocemente la lista dei Paesi che intendono aderire al gruppo Brics: alle già note candidature di Argentina e Iran, secondo il ministero degli Esteri cinese si aggiungono Indonesia, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto.

Il presidente Boric presenta il nuovo “patto fiscale” per migliorare la vita dei cileni

In seguito alla pesante sconfitta del progetto di riforma fiscale, bocciato in prima istanza dalla Camera dei Deputati la scorsa settimana, il presidente del Cile Gabriel Boric ha presentato in diretta tv il nuovo “patto fiscale“. L’iniziativa mira a incrementare il gettito fiscale di 8 miliardi di dollari per poter finanziare un aumento delle pensioni e garantire migliori servizi pubblici quali sanità, educazione e sicurezza. “Chi ha di più pagherà di più” ha affermato il presidente, che ha poi continuato: “il mio governo non rinuncerà a migliorare le pensioni di migliaia di pensionati che vivono in condizioni poco dignitose. Pensioni inferiori al salario minimo. Non c’è tempo da perdere”. Il nuovo piano illustrato dal capo di Stato prevede “un sistema moderno, equo, efficiente che fornisca garanzie a tutti su come vengono utilizzate le tasse”, oltre a “migliori verifiche degli obblighi fiscali e una riforma della tassazione dei redditi, sia per le società che per le persone fisiche, nell’ottica di aumentare il contributo di persone con redditi più elevati”.

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