Regione Veneto, mancano 4 mila borse di studio. Che diciamo agli studenti che le meritano?

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Un buco profondo diciannove milioni di euro. È la cifra che la regione del Veneto non ha versato nelle borse di studio per gli studenti universitari che ne hanno diritto. La giunta del presidente Luca Zaia non stanzia abbastanza soldi nel bilancio regionale per le borse di studio: secondo gli ultimi dati forniti dalle opposizioni e dall’Unione degli Universitari, in Veneto ci sono 4.135 idonei non beneficiari, cioè ragazzi che avrebbero diritto al sussidio ma non lo riceveranno. 

Il problema si protrae da anni. Nei principali atenei del Veneto (università di Verona, Padova, Ca’ Foscari e Iuav di Venezia) ci sono migliaia di studenti che rispettano i requisiti per ricevere la borsa di studio: sono requisiti di merito dati dai voti degli esami, e di reddito, in base ai parametri patrimoniali. Tuttavia, molti di questi ragazzi non ricevono il contributo (che è competenza delle regioni) perché l’amministrazione non versa abbastanza nel bilancio.

L’importo medio delle borse supera i 4mila euro all’anno: sono soldi che gli universitari utilizzano per pagarsi l’affitto in sede, i mezzi pubblici, i libri scolastici e altre spese.  Negli ultimi anni la regione, con l’aiuto del ministero, ha operato alcune manovre tappabuchi. L’esempio più recente arriva con l’ultimo assestamento di bilancio, in cui la giunta ha trovato tre milioni per le borse, insufficienti per coprire tutti gli idonei. Finora gli studenti si sono dovuti arrangiare, chiedendo aiuto ai genitori o trovandosi un lavoro. 

All’orizzonte non si vede una soluzione: l’assessore all’istruzione Elena Donazzan, da poco eletta in parlamento europeo con Fratelli d’Italia, si è sempre difesa dicendo che alla fine le borse sono state pagate (grazie all’intervento del ministero, e con un ritardo che ha messo i ragazzi in difficoltà) e accusando il governo Draghi, che aveva allargato la platea degli idonei con i fondi Pnrr. 

“La situazione inizia ad essere pesante – attacca la capogruppo Pd in consiglio regionale Vanessa Camani – non si vede una via d’uscita. Come negli ultimi anni, si conferma la grave penuria di risorse che la regione mette a disposizione per l’erogazione delle borse. I numeri sono stati confermati dall’assessore al bilancio: delle 4.772 borse ancora da finanziare, i 3 milioni previsti andranno a coprirne appena 637. Restano a bocca asciutta 4.135 studenti idonei, per un ammontare di oltre 19 milioni di euro. Ora la speranza è che intervenga il governo con fondi nazionali. Il Veneto si conferma la regione peggiore su questo fronte. Almeno abbiamo ottenuto nero su bianco un impegno per la giunta, ovvero il reperimento di nuove risorse per garantire il sostegno a tutti gli idonei”. 

Dal sindacato studentesco si alza la protesta. Francesca Pollero, di Udu Padova, fa sentire la propria voce nella battaglia per le borse di studio. “Chiediamo risposte sul disinteresse della Regione per le borse, gli idonei non beneficiari sono in aumento in tutta Italia. Questa situazione non invoglia gli studenti ad inserirsi nella nostra realtà cittadina e universitaria”. Le fa eco Marco Dario, di Udu Venezia. “Negli anni abbiamo provato più volte a cercare un confronto con l’assessora, invano, dal momento che non si presenta nemmeno ai tavoli istituzionali, a dimostrazione di quanto abbiano a cuore la condizione di migliaia di studenti. Chiediamo solo che venga garantito un diritto fondamentale per costruirci un futuro”.

Da pochi giorni a Padova è possibile fare la richiesta per il bando delle borse del prossimo anno accademico, ma l’Unione degli Universitari non è fiduciosa. “Il rischio è che molte persone, pur avendone diritto, non potranno ricevere la propria borsa di studio, a causa di una regione che continua a mostrare disinteresse per il diritto allo studio”.