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Società

Rapporti sempre più precoci, malattie a trasmissione sessuale sempre più diffuse tra tra i giovani: i dati

La scarsa conoscenza dei fattori di rischio e la certa tendenza a rapporti non protetti determina ricadute sul versante delle patologie.
sesso

Prendiamo le mosse dagli ultimi studi pubblicati dall’HBSC (Health Behaviour in School-aged Children), coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità. I dati riferiti al biennio 2021-2022 certificano un abbassamento del primo approccio al sesso tra i più giovani. Inoltre, nel rapporto Istat 2024 dedicato a “L’interruzione volontaria di gravidanza in un’ottica generazionale” si registra un’età media del primo rapporto sessuale intorno ai 15-16 anni, con circa un quinto dei giovani che matura la prima esperienza ancora prima dei 16 anni; emerge una convergenza di genere, con rapporti sempre più prossimi alla prima mestruazione. Tendono ad annullarsi le differenze di genere: stando ai dati riferiti al 2022, il 21,6 per cento dei ragazzi e il 18,4 per cento delle ragazze avrebbero avuto un primo rapporto sessuale completo prima dei 16 anni; in ogni caso, il sesso inizia tra i minorenni per circa il 56 per cento degli italiani.

Un dato da leggere in combinato disposto con ulteriori rilevazioni che dimostrano un limitato uso del profilattico, una scarsa conoscenza delle malattie a trasmissione sessuale (MTS) e una preoccupante spirale di violenza nelle relazioni affettive.

Il boom della pillola del giorno dopo

La scarsa conoscenza dei fattori di rischio e una certa tendenza a intrattenere rapporti non protetti determina ricadute sul versante delle patologie a trasmissione sessuale. Per l’Epicentro (Istituto Superiore di Sanità) sono proprio le fasce giovanili (specie 15-24 anni) quelle più a rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili, un problema che se investe molti paesi in via di sviluppo, non è estraneo alle nostre latitudini. Il nostro paese registra un aumento proprio tra i più giovani di patologie come clamidia, gonorrea, sifilide e Hiv, dovuto a pratiche quali rapporti non protetti, chemsex e sesso occasionale.

Un trend globale. Per l’OMS ogni giorno si registra un milione di nuove infezioni a trasmissione sessuale nel mondo, che pur interessando in termini generali la fascia più attiva nei rapporti sessuali (15–49 anni), vede i giovani (24 anni o meno) quelli più colpiti.  

E poi c’è un altro elemento di cui tener conto, quello riferito al ricorso alla “pillola del giorno dopo”: a seguito della sostanziale liberalizzazione nel nostro Paese tra i più giovani, si riscontra un vero e proprio boom di richieste da parte di queste ultime, che hanno finito per soppiantare l’aborto terapeutico.

I tempi cambiano e abbandonarsi a sentimenti come nostalgia o facili moralismi sarebbe un esercizio inutile, a tratti ipocrita. Non si tratta di abbracciare credenze fideistiche – con tutto il rispetto per chi le pratica – o pensare a un improponibile ritorno al passato, casomai puntare maggiormente all’educazione e all’informazione. In un mondo dominato dal “tutto e subito” i rischi non sono pochi, e quando si parla di menti non ancora mature questi ultimi di moltiplicano.

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