Sulle origini del Covid-19 continua ad aleggiare il solito alone di mistero. La missione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) – che, proprio in questi giorni, ha inviato a Wuhan una task force di esperti internazionali – proverà a far luce su quanto avvenuto nel cuore della provincia dello Hubei. Quello esploso in Cina lo scorso gennaio è davvero il primo focolaio di Sars-CoV-2 oppure, come sostiene il governo cinse, è semplicemente il primo a essere rilevato? La sensazione è che per l’Oms non sarà affatto facile trovare elementi utili per rispondere a una domanda del genere.

Se alle incertezze di base aggiungiamo anche la politicizzazione della pandemia, con le accuse reciproche tra Stati Uniti e Cina sulle responsabilità del virus, allora la soluzione al rebus diventa sempre più complessa. L’ultimo tassello di questa estenuante “caccia alla verità” comprende un report diffuso nello scorso fine settimana dal Dipartimento di Stato americano. Washington continua a puntare il dito contro Pechino, ipotizzando poca trasparenza e ritardi. Ancora una volta, le accuse della Casa Bianca sono pesantissime. Mancano, tuttavia, le prove per certificare affermazioni al vetriolo. Al momento, dunque, la relazione statunitense non può che essere considerata l’ennesima sfuriata dell’amministrazione Trump contro il governo cinese.

Tre date sospette

31 dicembre, 11 marzo e 28 gennaio 2020: queste tre date sono legate da un filo rosso. La prima coincide con la denuncia cinese all’Oms di una strana polmonite virale che stava iniziando a diffondersi in quel di Wuhan. La seconda riguarda l’annuncio al mondo intero dell’Oms in merito a quel misterioso virus, nel frattempo rinominato Sars-CoV-2 e diventato pandemico. Infine il 28 gennaio: il giorno in cui la casa farmaceutica cinese Sinovac avrebbe avviato le ricerche per produrre il CoronaVac, il vaccino contro il coronavirus.

I più maliziosi si chiedono: come è possibile che in Cina, a neanche un mese dalla diffusione del Covid, ci fosse già un’azienda che stava studiando un vaccino contro la malattia? C’è chi sostiene che una prova del genere sia sufficiente per dimostrare come Pechino fosse consapevole della contagiosità del Sars-CoV-2 ben prima di tutti gli annunci ufficiali. E che il Dragone non abbia quindi volontariamente voluto avvisare il mondo intero. A conferma di ciò, i riflettori sono puntati sulla terza data: quella inerente all’elaborazione della ricetta anti Covid.

Gli studi di CanSino

Il sito americano Biotech (7 dicembre) ha scritto che “Sinovac Biotech Ltd ha iniziato lo sviluppo di un vaccino contro il Covid-19, denominato CoronaVac, il 28 gennaio 2020“. Un altro sito, Healthworld (7 luglio), ha aggiunto che “Sinovac Life Sciences Co, società controllata dalla Sinovac Biotech Ltd, ha iniziato lo sviluppo di un vaccino contro il Covid-19 in Brasile il 28 gennaio 2020”. “Prove” del genere, in realtà non dissipano alcun dubbio né aggiungono notizie rilevanti. Anzi: rischiano di alimentare una certa confusione di fondo. Anche perché lo scorso 29 febbraio, ad appena due mesi dallo scoppio dell’epidemia di Wuhan, la signora Chen Wei, virologa cinese considerata in patria una sorta di eroina nazionale, ricevette le prime dosi di un vaccino sperimentale anti Covid-19. E questo significa che la Cina si è subito attivata per creare un siero capace di silenziare la minaccia rappresentata dal coronavirus.

Dando un’occhiata a una fonte assai autorevole, ovvero la rivista Science, scopriamo come “alcuni produttori di vaccini Covid-19 abbiano lanciato i loro progetti il giorno dopo che la sequenza di Sars-CoV-2 è diventata pubblica il 10 gennaio“. Il Ceo di CanSino, Yu Xuefeng, è stato chiarissimo: “Abbiamo iniziato a esaminarlo a metà gennaio, ma c’è stata un’esitazione”. Mister Yu era preoccupato che il Covid potesse essere una malattia transitoria, proprio come avvenuto alla Sars a cavallo tra il 2002 e il 2003. In quell’occasione, infatti, aziende e governi investirono ingenti risorse nello sviluppo di vaccini anti Sars. Ma quel virus sparì, da solo, appena un anno dopo la sua comparsa. Alla fine CanSino ha comunque deciso di dedicarsi al siero contro il coronavirus. E, in appena un mese, aveva sviluppato un primo prodotto. Il 16 marzo 2020 l’azienda cinese ha lanciato a Wuhan la prima sperimentazione sul vaccino Covid.