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Società

Qual è la migliore strategia di vaccinazione

Serviva il vaccino per iniziare a coltivare la speranza di una valida controffensiva contro la pandemia di Covid-19. Ora, a tempo record, il vaccino è arrivato ed è pronto a essere somministrato all’intera popolazione globale. L’emergenza sanitaria causata dal Sars-CoV-2...
Vaccino nel Regno Unito (Getty)

Serviva il vaccino per iniziare a coltivare la speranza di una valida controffensiva contro la pandemia di Covid-19. Ora, a tempo record, il vaccino è arrivato ed è pronto a essere somministrato all’intera popolazione globale. L’emergenza sanitaria causata dal Sars-CoV-2 finirà presto negli archivi della storia? Gli esperti non ne sono così convinti. O almeno: prima di tornare a vivere la tanto agognata “normalità”, sarà necessario attendere ancora. Non sappiamo quanto, intanto perché, dal punto di vista logistico, bisognerà attuare la più imponente campagna di vaccinazione della storia a livello globale.

Dovranno passare mesi, se non anni, affinché tutti i cittadini del mondo ricevano una dose del siero anti Covid. Dopo di che, sarà necessario valutare una serie di implicazioni scientifiche, alla quale dovranno dedicarsi gli esperti. Tra possibili mutazioni del virus resistenti al vaccino, ipotetiche reazioni indesiderate da parte di alcune categorie di persone e altri eventuali inconvenienti da mettere in conto, gli scienziati sono chiamati a prevenire ogni minaccia latente. Ma sul tavolo, accanto all’organizzazione della campagna di vaccinazione e alle incognite di natura scientifica, troviamo un aspetto che forse non è stato adeguatamente considerato: qual è la strategia di vaccinazione migliore da attuare?

Una corretta strategia

Per rispondere a una domanda del genere bisogna rivolgersi alla matematica. D’altronde sono stati i matematici a spiegarci quali distanze tenere per evitare di esser contagiati, l’andamento delle curve epidemiologiche, in che modo un ceppo virale è riuscito a diffondersi in tutto il mondo e tanto altro ancora. Secondo quanto riportato dal magazine online Undark, in un articolo tradotto in italiano da Internazionale, i re della matematica sarebbero al lavoro per capire come distribuire i vaccini nel modo migliore possibile. Attenzione: quando parliamo di distribuzione, non intendiamo riferirci alla consegna fisica dei vaccini ai vari Paesi del mondo, quanto piuttosto alla vaccinazione vera e propria.

In altre parole, dato che inizialmente saranno disponibili soltanto poche dosi, le autorità sanitarie dovranno scegliere chi vaccinare per primo. E stabilire chi riceverà il vaccino per primo, potrebbe rivelarsi cruciale per salvare migliaia di vite. Il problema, dunque, sta nel capire come assegnare i vaccini ai gruppi giusti nel momento giusto. La sua risoluzione, tuttavia, è complessa. Il motivo è semplice: il Covid è particolarmente pericoloso (leggi: letale) per gli over 65 e per tutti coloro che hanno problemi cronici – tra cui obesità, asma e diabete – , ma si diffonde per lo più attraverso i più giovani. Giovani, va da sé, che mediamente non presentano problemi di salute e sono quasi sempre in grado di superare la malattia.

Il dilemma della vaccinazione

Data la situazione, il dilemma può essere così riassunto: ai fini della lotta contro il coronavirus, è più utile evitare i decessi o rallentare la trasmissione del Covid-19? Se l’obiettivo è ridurre la mortalità, i primi a ricevere il vaccino dovrebbero essere gli anziani. Ma se l’intenzione dovesse essere quella di stroncare la diffusione, allora dovrebbero avere la precedenza i cittadini più giovani. A detta di Marc Lipsitch, epidemiologo di Harvard, la risposta corretta è identica in entrambi gli scenari: occorrerebbe vaccinare prima le persone più anziane, per poi passare a tutti gli altri.

Non in tutto il mondo, però, la situazione è identica. Mentre negli Stati Uniti a diffondere il virus sono stati soprattutto i giovani adulti, in India, dove più generazioni convivono in spazi ristretti, i responsabili della maggior parte dei contagi sono i bambini più piccoli. Ecco che, al fine di costruire validi modelli inerenti alla distribuzione dei vaccini, i matematici sono chiamati a scovare formule capaci di considerare diversi fattori. Tra cui: la varietà della popolazione di ciascun Paese, le interazioni predominanti che avvengono al suo interno, le condizioni socioeconomiche di ogni nazione, le abitudini quotidiane, età media e rischi per la salute. Certo, in mezzo a tutto questo è importante conoscere il tasso di riproduzione del virus (R0). Soltanto adottando una strategia di vaccinazione efficace sarà finalmente possibile uscire dall’incubo.





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