Squilla il telefono. Potrebbe essere chiunque: un parente che ha bisogno di un favore, un’amica che non vedete da tempo e che vorrebbe salutarvi, o anche il vostro datore di lavoro, che nei giorni precedenti vi aveva anticipato i dettagli di una nuova mansione. Appena rispondete alla chiamata, dall’altra parte dello smartphone sentite però una voce che non conoscete. È pubblicità? In un certo senso sì: “pubblicità progresso” nella Cina del 2024.
A parlare è una specie di “assistente sociale” del Governo che vi chiede, senza troppi giri di parole, se avete figli e quali piani avete per il futuro. Avete in programma una gravidanza? Avete già un bambino? La funzionaria vi spiega che è lì per voi, e che sarebbe ben felice di richiamarvi per ricordarvi quando arriverà il “momento giusto” per concepire un pargolo (sulla base del vostro ciclo mestruale).
Insomma, se siete donne cinesi in età fertile, ovvero giovani quanto basta per concepire figli, sappiate che nelle ultime settimane potreste aver ricevuto chiamate di questo tipo. In Cina, addetti degli uffici dei governi locali o membri dei comitati ufficiali dei residenti, noti come juweihui, si stanno dando da fare per chiedere ai rappresentanti del gentil sesso informazioni sui loro piani riproduttivi.

Squilla il telefono
Telefonate del genere, ha spiegato la rivista cinese Caixn, fanno parte di misure governative più ampie che mirano a monitorare la fertilità e fornire servizi correlati ad eventuali donne in procinto – o desiderose – di avere un figlio.
Il motivo è presto detto: il tasso di natalità della Cina è sceso a livelli bassissimi nel corso degli ultimi anni, e questo ha spinto le autorità ad abbandonare la loro decennale campagna volta a limitare la crescita della popolazione. Il nuovo mantra? Promuovere una società favorevole alla fertilità.

Ma che cosa succede, in sostanza? Quando le coppie si registrano per il certificato di matrimonio, o quando avviene un parto in ospedale, le informazioni riguardanti le donne vengono inviate agli uffici locali di pianificazione familiare. Le informazioni sono poi inoltrate ai lavoratori del quartiere, o delle amministrazioni locali, che contatteranno gli sposi o le neo mamme.
Il copione è sempre lo stesso. “Ni Hao! È la signorina Huang? Mi dispiace disturbarla. Sono del suo ufficio distrettuale, è incinta adesso?”, si è ad esempio sentita chiedere Jane Huang, una madre lavoratrice di 35 anni con un figlio che vive nella provincia del Fujian, in un resoconto raccontato al South China Morning Post.
L’inverno demografico spaventa Pechino
Secondo il China Population and Development Research Centre, nel 2022 il tasso di fertilità della Cina è sceso a 1,09 punti, mentre il tasso di fertilità a Shanghai, una delle città più ricche del Paese, ha toccato lo 0,6 nel 2023.
Che cosa significa? Un tasso di sostituzione della fecondità di 2,1 figli per donna è ampiamente accettato come il tasso necessario affinché la popolazione di un Paese rimanga costante. Scendere al di sotto di questa soglia, per una qualsiasi nazione, significa non poter più contare su un adeguato tasso di sostituzione della popolazione (che nel frattempo invecchia, si ammala e muore).

Nel caso cinese, se il tasso di fertilità della Cina continuerà a scendere, al punto che – senza correttivi – in futuro per ogni bambino che nascerà moriranno sei persone. Ecco perché il Governo centrale sta cercando di capire perché così tante donne sono restie ad avere uno o più figli, e si sta impegnando ad elaborare misure politiche per invertire una simile tendenza demografica.
Ricordiamo che Pechino ha abbandonato le sue politiche di controllo delle nascite nel 2021, quando il Dragone ha aumentato il limite di figli per famiglia a tre e ha smesso di imporre multe alle famiglie che avessero superato quella quota. Adesso è arrivato il momento di cambiare registro e promuovere la fertilità.

