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Società

Prada rileva Versace, l’unione di due stili di successo per un trionfo di italianità

I due marchi, così diversi nell'impronta di stile, vengono da stagioni di successo. La loro "alleanza" apre una stagione nuova nella moda.
Prada

Gianni Versace aveva una personalità e un tratto creativo affascinati e unici. Una fantasia talmente distintiva, che non è stato difficile in tutti questi anni dalla sua morte (fu assassinato a Miami nell’ormai lontano 15 luglio 1997) mantenere quel filo rosso nelle collezioni, non solo di moda, ma anche nella profumeria e nell’home design, che ha aiutato la Maison a restare viva e amatissima in tutto il mondo. L’anima di Gianni è sempre stata lì, presente, prima di tutto nel cuore dei fratelli Santo e soprattutto di Donatella, che solo un mese fa ha ceduto il ruolo di direttore creativo del marchio e assunto quello di chief brand ambassador, in qualità di portavoce globale ufficiale e responsabile dei progetti benefici e filantropici. 

Al suo posto ora c’è Dario Vitale, designer proveniente dall’ufficio stile di Miu Miu, marchio di successo del Gruppo Prada, che nel corso di tre anni ha triplicato il fatturato, passando da circa 400 milioni di euro di fatturato a superare il miliardo. E forse già dai rumors nel mondo della moda, e in un certo senso anche da questo cambio stilistico, si poteva intuire quello era nell’aria ed è successo. L’annuncio è arrivato: Prada, il gruppo di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, ha acquisito la Maison fondata da Gianni Versace, stipulando un accordo definitivo per l’acquisizione del 100% di Versace da Capri Holdings. Il corrispettivo cash sarà basato su un enterprise value di 1,25 miliardi di euro ed è soggetto ad aggiustamenti alla chiusura.

La holding dei record

La prima buonissima notizia è che con questa acquisizione la Versace torna in Italia: Capri Holdings, società fondata dallo stilista statunitense Michael Kors, con sede nelle Isole Vergini britanniche e uffici a Londra e New York, aveva infatti rilevato il marchio della Medusa nel 2018. “Negli ultimi sei anni”, ha dichiarato John D. Idol, presidente e AD dell’azienda della Capri Holdings, “abbiamo compiuto enormi progressi nel riposizionamento del marchio, ponendo maggiore enfasi sulla sua tradizione di lusso e sulla sua eccezionale artigianalità. Grazie a un’intensa attività di prodotto,
marketing e miglioramento dei negozi, il marchio è ora ben posizionato per una crescita sostenibile a lungo termine. Siamo certi che il Gruppo Prada sia l’azienda perfetta per guidare ulteriormente Versace nella sua prossima era di crescita e successo”.

La seconda buona notizia è proprio che la Versace entra nel Gruppo Prada in un momento particolarmente roseo per la holding milanese, che ha dimostrato un primato singolare nel 2024,
attestandosi come best performer, a fronte di un esercizio che – a causa dei conflitti, dell’inflazione, dell’instabilità economica – ha penalizzato molti dei nomi della moda e del lusso. Ma appunto, non
Prada, che è riuscito a inanellare una serie di risultati che hanno superato le attese del mercato, forte soprattutto dello sprint di Miu Miu, già citato.

Patrizio Bertelli, presidente e AD di Prada Group, ha commentato: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Versace nel Gruppo Prada e di costruire un nuovo capitolo per un marchio con cui condividiamo un
forte impegno per la creatività, l’artigianalità e la tradizione. Puntiamo a perpetuare l’eredità di Versace celebrando e reinterpretando la sua estetica audace e senza tempo; allo stesso tempo, le offriremo una solida piattaforma, rafforzata da anni di investimenti continui e radicata in relazioni di lunga data. La nostra organizzazione è pronta e ben posizionata per scrivere una nuova pagina nella storia di Versace, attingendo ai valori del gruppo e continuando a operare con fiducia e rigore “.

L’alleanza di due donne diverse

E parlando di estetica, proprio la profonda diversità della cifra stilistica delle due Maison si ritiene possa diventare un punto di forza per il Gruppo. Ha dichiarato Andrea Guerra, amministratore delegato del gruppo: “Ci sentiamo pronti ad aprire questo nuovo capitolo. Versace ha un potenziale enorme. Il percorso sarà lungo e richiederà un’esecuzione disciplinata e pazienza. L’evoluzione di un marchio richiede sempre tempo e un’attenzione costante. Vorrei ringraziare Capri Holdings per aver preservato e valorizzato il patrimonio di questo meraviglioso marchio, Nonostante le incertezze del settore, guardiamo al futuro con fiducia, concentrati su una visione strategica a lungo termine”. Ha poi aggiunto Lorenzo Bertelli, Head of corporate social responsibility del gruppo Prada: “Siamo consapevoli che Versace ha caratteristiche diverse dai nostri marchi Prada e Miu Miu, ma per questo non faremo una rivoluzione del brand. È un punto di forza per il gruppo: non ci sono sovrapposizioni”.

La donna Versace, esibita e luminosa, dorata e coloratissima, amante di stampe vistose o barocche e accessori dallo spirito insieme mediterraneo e californiano, è così diversa dalla ragazza bon ton che veste il lusso Prada, certo con un pizzico di eccentricità (soprattutto per Miu Miu) ma sempre con quel tocco di imprescindibile milanesità. I toni dimessi e soltanto a tratti flash per “bucare” il grigiore urbano. Con la gonna sempre un po’ lunga e le silhouette geometriche, quasi di design. La Milanese dei Fuorisalone, tacchi non troppo alti, visitati in bicicletta con un bicchiere di Franciacorta in mano e infilata sul braccio una delle borsette più copiate al mondo. La donna del sole del nostro Sud o della splendente California, che passeggia sui tacchi in corso Garibaldi a Reggio Calabria o su corso Umberto a Taormina, o ancora su un auto decappottabile magari in Rodeo Drive. Versace. Prada. Due miti del fashion ora insieme.

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