Riflettori puntati sull’autunno, quando l’Europa, Italia compresa, potrebbe doversi trovare a fare i conti con una seconda ondata di Covid. La comunità scientifica non ha risposte certe. Alcuni epidemiologi sostengono che sì, con la fine dell’estate e la stagione delle influenze il virus tornerà a diffondersi; altri ritengono invece che l’agente patogeno ha “perso” gran parte della propria carica virale e che, in ogni caso, gli ospedali non saranno presi d’assalto.

Tutto questo ha un senso se analizziamo il problema da un punto di vista sanitario e nella prospettiva in cui ci troviamo adesso. All’orizzonte c’è tuttavia uno scenario ben diverso, visto che da qualche settimana i cittadini europei possono circolare liberamente da uno Stato all’altro. Ecco: il rischio è che un turista, o comunque una persona proveniente da un altro Stato, possa reintrodurre involontariamente l’infezione nel Paese da lui visitato.

Certo, alcuni governi (non tutti) costringono i viaggiatori a a una quarantena per evitare il peggio. Ma i flussi aerei sono ripartiti e – si presume – diventeranno sempre più consistenti con il passare dei mesi. Non solo: oltre ai viaggiatori europei, sempre da qui ai prossimi mesi, bisognerà mettere in conto anche l’arrivo del “resto del mondo”.

Il Covid travolge l’India

In merito ai viaggiatori extra Ue è importante sollevare un problema non da poco (tra l’altro già verificatosi in Italia all’inizio della pandemia). Molti di loro, in un futuro non troppo lontano, potrebbero legittimamente entrare in un Paese utilizzando uno scalo intermedio. Facciamo un esempio: a gennaio 2021 l’Italia riaprirà le frontiere a tutti i turisti e non solo ai cittadini europei. La Spagna, al contrario, sceglierà di accogliere solo i turisti dell’area Ue. Un indiano che avesse intenzione di visitare Madrid potrebbe benissimo passare per l’Italia, e da lì bypassare l’ostacolo burocratico.

Torniamo al presente e diamo adesso un’occhiata alla situazione epidemiologica in giro per il mondo. Tra le nazioni più colpite dal virus, oltre a Stati Uniti e Brasile, troviamo l’India. Come sottolineano fonti di agenzia, il gigante asiatico ha registrato un record di casi di coronavirus, 16.922 in un giorno, portando il totale a 473.105. Il ministero della Sanità ha anche riportato 418 morti in più, portando i decessi a 14.894. Il governo di Nuova Delhi ha previsto che i casi nella sola area della capitale potrebbero espandersi a oltre mezzo milione entro la fine di luglio, e sta prendendo in considerazione la possibilità di acquisire hotel di lusso e stadi per convertirli in ospedali da campo.

Nel frattempo il personale delle forze armate fornisce assistenza medica ai pazienti affetti da coronavirus tenuti in carrozze ferroviarie che sono state trasformate in reparti medici in nove località della capitale. Il ministero della Sanità ha dichiarato di aver aumentato i test a oltre 200.000 al giorno in tutto il paese, portando il numero totale di campioni testati finora a quasi 7,3 milioni.

Una testimonianza emblematica

Insomma, attualmente la situazione epidemiologica in India non è delle migliori. A questo proposito è interessante leggere la testimonianza riportata da Dagospia in merito a un viaggiatore indiano, appena rientrato in Italia via Germania e al quale non sarebbe stato imposto alcun periodo di quarantena. E tutto questo nonostante in India, il suo Paese di provenienza, il Covid non accenni a fermare la sua corsa.

“Un mio amico indiano – scrive un lettore del sito – da febbraio è rimasto bloccato in India a causa del coronavirus. È rientrato in Italia un paio di giorni fa dal suo paese (dove l’epidemia è in espansione) passando dalla Germania, dove non è stato messo in quarantena. Stesso copione una volta arrivato in Italia: non è stato messo sotto osservazione né in quarantena. Come lui, tanti altri stanno rientrando nel nostro paese e si rischia a breve di avere un altissimo numero di contagiati a causa di questi comportamenti”.

Le regole della Germania sono chiare: “A partire dal 16 giugno la Germania ha abolito tutti i controlli e le restrizioni all’ingresso per i viaggiatori provenienti dai Paesi UE e Schengen”. Inoltre “per chi proviene da Paesi terzi (non Ue e non Schengen), invece, l’ingresso in Germania sarà ancora sottoposto a restrizioni (almeno fino al 1 luglio). L’ingresso è consentito in questi casi unicamente ai cittadini tedeschi (sempre) e ai cittadini stranieri che siano residenti in Germania (“angemeldet”) o che abbiano comprovati motivi di urgenza per entrare nel Paese”.

In Italia, almeno fino al prossimo 30 giugno, “gli spostamenti da e per Stati non indicati nell’elenco (l’India è fra questi) continuano ad essere soggetti agli artt. 4 e 5 del DPCM 11 giugno 2020. E’ quindi possibile spostarsi verso gli Stati e i territori non elencati solo per motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute; è previsto l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni al rientro in Italia e non è possibile avvalersi di mezzi di trasporto pubblico per raggiungere l’abitazione dove si svolgerà il periodo di isolamento”. Eppure, a giudicare dalle lettera, c’è chi potrebbe aver trovato il modo di eludere le maglie della burocrazia.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME