7 agosto 2023. Aeroporto di Phoenix. Il controllore di volo dà il via libera all’American Flight 1388 e istruisce il pilota a dirigersi a destra subito dopo il decollo. Per errore il pilota però virerà a sinistra finendo a meno di 200 metri da un altro velivolo. Solo il provvidenziale intervento di un altro controllore, accortosi di quanto stava per accadere, eviterà l’impatto a mezzaria. Un salvataggio a pochi secondi dall’irreparabile che, si scopre adesso, negli Stati Uniti non è affatto un caso isolato.
L’ultimo incidente aereo in America è avvenuto nel febbraio del 2009 quando un velivolo della Continental si schiantò su una casa nei pressi di Buffalo nello stato di New York. Nella tragedia persero la vita 49 persone. “L’assenza di disastri aerei non deve far pensare che ci sia sicurezza”, ha dichiarato Jennifer Homendy, a capo del National Transportation Safety Board.
Un’inchiesta del New York Times, sulla base dei dati della Federal Aviation Administration (Faa), dei report consultati e delle interviste condotte, svela infatti come solo nel mese di luglio si siano registrati 46 close calls nel settore delle aerolinee commerciali. Se si prendono in considerazione i dati della Nasa il numero di mancati incidenti nell’ultimo anno raggiunge le circa 300 unità.
I rigorosi training a cui si sottopongono piloti e controllori di volo e la tecnologia in grado di far scattare allarmi all’occorrenza non sembrano più sufficienti a garantire la riduzione del pericolo. Il problema maggiore riguarda la mancanza di personale nelle torri di controllo. È stato stimato che al mese di maggio solo tre delle 313 strutture di controllo aereo avevano un numero adeguato di operatori in servizio. A molti controllori viene poi richiesto di lavorare sei giorni su sette. Lo stress sull’intera rete è inoltre acuito dal fatto che il traffico nei cieli nel frattempo è tornato ai livelli pre-Covid. In un report confidenziale si legge che “i controllori fanno errori in continuazione. Il morale è a terra. È solo questione di tempo prima che avvenga qualcosa di catastrofico”.
Le criticità dovute alla mancanza di operatori nelle torri di controllo sono però tutt’altro che recenti e risalgono addirittura agli anni Ottanta quanto il presidente Ronald Reagan licenziò oltre 11mila dipendenti in sciopero. Da allora la Faa non è riuscita a stare al passo delle successive ondate di pensionamenti e durante la pandemia molti altri lavoratori hanno abbandonato il settore.
A distanza di pochi giorni dall’inchiesta del New York Times, un altro quotidiano ha lanciato un ulteriore allarme per il settore aereo negli Stati Uniti. Il Washington Post ha riportato come le autorità federali stiano investigando quasi 5000 piloti sospettati di aver prodotto dichiarazioni mediche mendaci nascondendo condizioni di salute che avrebbero impedito loro di volare. L’inizio delle indagini da parte della Faa risalirebbe a due anni fa e avrebbe riguardato veterani dell’esercito beneficiari anche di sussidi per disabilità del tutto incompatibili con l’esercizio della professione. Sino ad ora, solo la metà dei casi sarebbe stata chiusa e circa 60 piloti sarebbero stati classificati come un “chiaro pericolo alla sicurezza aerea”.
L’idoneità psicofisica al volo è una materia delicata e negli ultimi anni è finita spesso al centro delle cronache. La comunità degli esperti ritiene che gli incidenti aerei in Cina nel 2022 e in Francia nel 2015 siano stati causati da piloti suicidi. Con tutta probabilità anche il caso della scomparsa del Boeing della Malaysian Airlines sull’Oceano Indiano potrebbe aggiungersi a questa lista.
Lo scandalo dei piloti chiama inoltre in causa il sistema di benefit messo in piedi dal dipartimento per gli affari dei veterani su pressione del Congresso. Come svelato dal quotidiano della capitale, la concessione di una generosa copertura agli ex combattenti delle guerre in Afghanistan e Iraq in diversi casi ha attirato pratiche fraudolente. Il paradosso di due decenni di interventi militari Usa è che avevano l’obbiettivo di garantire la sicurezza in patria e all’estero ma indirettamente hanno contribuito a creare un inatteso rischio nei cieli americani.