Il confronto è impari, si nota subito e non deve essere accompagnato da alcuna spiegazione. Il 26 dicembre l’Italia ha ricevuto le prime 9.750 dosi del vaccino anti Covid-19 realizzato da Pfizer-BioNTech. Una quantità minima, per avviare una campagna di vaccinazione irrisoria più che “simbolica”, come era stata definita dal commissario all’emergenza sanitaria Domenico Arcuri.

La sensazione è che il governo italiano, grazie a una narrazione roboante, abbia trasformato in una vittoria trionfale quella che in realtà assomiglia molto a una chiara sconfitta sul campo. D’altronde, basta fare i conti in tasca agli altri Paesi europei per rendersene conto. Giusto per fare un esempio, c’è un abisso tra le poco meno di 10mila dosi di vaccino ottenute dall’Italia e le oltre 150mila (151.125 per l’esattezza) della Germania. Secondo Arcuri, il numero di dosi spettanti a ciascuna nazione avrebbe dovuto essere proporzionale alla popolazione presente in quegli Stati. La Germania, dall’Unione europea, “ha avuto le stesse dosi o poco più” dell’Italia e di tutti gli altri Paesi, ha dichiarato il supercommissario.

Un confronto impari

Se è importante considerare la popolazione, allora l’Italia conta circa 60 milioni di abitanti mentre la Germania 83 milioni. Il problema, come abbiamo visto, è che Roma ha ottenuto la miseria di 9.750 dosi. Importanti quanto vogliamo per lanciare un messaggio di speranza, per celebrare il primo passo di un percorso lunghissimo e via dicendo. Ma nettamente inferiori alle 150mila e passa dosi ricevute da Berlino. Calcolatrice alla mano, se la matematica non è un’opinione – e se davvero la variabile da considerare è la popolazione di una nazione – l’Italia avrebbe dovuto avere circa 10mila dosi, a fronte delle 12mila della Germania.

E in effetti, per il Belpaese, così è stato. Ma per quale motivo i tedeschi hanno incamerato quasi 140mila dosi in più rispetto a quanto dovuto? Prima di provare a rispondere alla domanda, è utile fare un ulteriore confronto. Il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, è stato chiaro, parlando di un primo carico in arrivo il 26 dicembre (le famose 150mila dosi) e di altri tre carichi (per un totale di 1,9 milioni di dosi) in arrivo il 28 dicembre, il 30 dello stesso mese e nel corso della prima settimana di gennaio. Discorso completamente diverso per l’Italia, con le famigerate 9.750 dosi iniziali, a cui vanno aggiunte 470mila dosi a settimana a partire dal 28 dicembre. Per un totale di 8,749 milioni di dosi nel primo trimestre 2021 provenienti da Pfizer-BioNTech e 1,346 milioni da Moderna

Due versioni

Facciamo un passo indietro. Il settimanale tedesco Der Spiegel aveva sollevato un polverone in merito a un presunto errore commesso dall’Europa in fase di acquisizione dei vaccini. Nei mesi scorsi Bruxelles ha stretto accordi con più aziende farmaceutiche per ottenere quanti più vaccini anti Covid possibili. La strategia seguita consisteva nel diversificare l’offerta, accordandosi con i player più promettenti in campo. Sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che la Commissione europea abbia scelto di non acquistare 340 milioni di dosi dei due vaccini più promettenti, quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna, per rispettare le logiche commerciali.

Dal momento che l’Ue intendeva suddividere le fette della torta dei vaccini in modo tale da garantire adeguate quote dell’affare a tutte le case farmaceutiche in corsa, l’inghippo capitato a uno dei player in gara, Sanofi, avrebbe mandato all’aria tutti i piani. Già, perché i francesi di Sano, che avrebbero dovuto ottenere la stessa quota degli altri, hanno riscontrato dei problemi. Morale della favola: il loro vaccino riceverà l’approvazione soltanto nel quarto trimestre del 2021. Risultato: l’Europa, di fatto, non ha acquistato diverse centinaia di milioni di vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, nel frattempo prelevate da altri.

L’indiscrezione è stata respinta dalla Commissione europea. Intanto però, secondo quanto riportato dalla Bild, il governo tedesco, probabilmente alla luce di quanto accaduto con Sano e per paura di restare all’asciutto, avrebbe acquistato più dosi dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna (altra indiscrezione per la quale conviene usare il condizionale). Detto altrimenti, in barba ai piani europei, Berlino potrebbe aver prelevato, per i fatti suoi, un bel po’ di vaccini. E questo mentre il resto dei Paesi europei stava aspettando (e rispettando) la suddivisione delle quote tra le case farmaceutiche in corsa.

Arcuri ha tuttavia fornito un’altra spiegazione. L’ufficio del Commissario, ha sottolineato il Corsera, ha scritto in una nota che le dosi ricevute dalla Germania non sarebbero state 150mila, bensì 11mila. “Le 150mila che sono state consegnate fanno parte delle forniture successive che nel nostro Paese arriveranno a partire dal 28 dicembre. L’assegnazione è stata fatta a livello Ue sulla percentuale di popolazione, sia per il vax day sia per le forniture successive a regime. Il nostro piano di distribuzione prevede di avere 450mila dosi a settimana a partire da domani, che arriveranno direttamente nei luoghi di somministrazione”, si legge nella nota.

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