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Società

Perché l’aumento delle vaccinazioni non coincide col calo dei contagi

No, gli scienziati non sanno ancora dire con certezza se le persone vaccinate siano in grado di trasmettere il Sars-CoV-2 ai non immunizzati o meno. Il dibattito è aperto, così come sono in corso discussioni per capire quanto tempo sarebbe...
campagna vaccinale e andamento casi

No, gli scienziati non sanno ancora dire con certezza se le persone vaccinate siano in grado di trasmettere il Sars-CoV-2 ai non immunizzati o meno. Il dibattito è aperto, così come sono in corso discussioni per capire quanto tempo sarebbe meglio lasciar passare tra l’iniezione della seconda dose – nel caso di Pfizer-BioNTech, AstraZeneca e Moderna, mentre Johnson & Johnson richiede una sola dose – e il ritorno a una relativa tranquillità. Negli Stati Uniti, ad esempio i Centers for Disease Control and Prevention hanno consigliato di aspettare un paio di settimane dopo l’avvenuto processo di inoculazione. Un periodo, insomma, durante il quale l’organismo è incaricato di produrre una quantità sufficiente di anticorpi neutralizzanti per silenziare il Covid.

Contagi e infezioni

Attenzione però, perché, ad oggi, essere vaccinati non conferisce una sorta di patentino di immunità valido al 100%. Ciò significa che anche i vaccinati talvolta possono maturare forme di contagio, seppur in modalità nettamente più lieve rispetto al normale (o, addirittura, asintomatica). Da qui possiamo dedurre due cose: da un lato coloro che hanno ricevuto il siero anti Covid possono ammalarsi; e dall’altro è possibile che queste persone mantengano la capacità di infettare altri individui.

Unendo i due punti, si evince che la “relazione” che sussiste tra l’aumento delle vaccinazioni e la diminuzione dei nuovi casi non sempre è consequenziale. Nel senso che, vaccinare un buon numero di persone – al di sotto dell’immunità di gregge, soglia stimata intorno al 70% della popolazione di un dato Paese –, non vieta necessariamente ai casi di continuare a crescere per un po’ di tempo.

Le variabili da considerare

Per capire meglio la nostra affermazione, è utile analizzare la relazione tra vaccini e contagi. La vaccinazione non implica il non contagio. Al momento, e in attesa di sviluppi futuri, non esiste uno scenario privo di rischi. Già, perché intanto, come abbiamo visto, gli stessi vaccinati possono sviluppare il Covid, anche se in forme lievi e via dicendo. Il motivo è semplice: i vaccini non sono efficaci al 100%, e quindi ci sarà sempre un numero di persone non trascurabile che, seppur vaccinate, potrebbe ammalarsi in modo leggero o asintomatico (che poi è più o meno quello che accade con il vaccino dell’influenza). Inoltre, i vaccini in commercio sono neutralizzanti ma potrebbero perdere parte della loro caratteristica al cospetto di alcune particolari varianti, come quella brasiliana e sudafricana. In più, non conosciamo la durata esatta dell’immunità dopo la malattia e dopo il vaccino.

La funzione dei vaccini

Tutto questo, però, non implica che i vaccini siano inutili. Anzi: proprio l’esatto contrario. Grazie all’azione dei sieri, le persone si ammaleranno di meno o in forme molto blande. Di conseguenza, potranno pur esserci positivi, ma asintomatici oppure curabili senza bisogno di ospedalizzazione. Ecco, dunque, perché non dovremmo spaventarci di fronte a un aumento dei contagi parallelo all’incremento delle vaccinazioni.

Giusto per fare qualche esempio, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove i piani vaccinali hanno somministrato milioni e milioni di dosi, il numero di ospedalizzazioni e casi gravi della malattia è sceso drasticamente. Anche i contagi sono diminuiti, ma Washington e Londra devono comunque continuare a fare i conti con un buon numero di casi. Nelle ultime 24 ore, l’America ha contato oltre 60 mila casi, a fronte dei poco meno di 10 mila rilevati in Uk. Insomma, la funzione più importante del vaccino – per adesso – non è quella di impedire i contagi, quanto piuttosto quella di fare in modo che le persone si infettino in forma blanda o asintomatica. E anche questo è un ottimo modo per sconfiggere il virus.





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