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A differenza di quanto successo nella scorsa primavera, con la seconda ondata della pandemia di coronavirus la Grecia si è scoperta incredibilmente fragile, con un sistema sanitario che non si è rivelato in grado di reggere il colpo. In parte a causa di politiche turistiche forse troppo permissive nel corso dell’estate e in parte per un sentore – fallace – di sicurezza causato dall’ottima risposta dello scorso marzo, la situazione nel Paese è sfuggita di mano. E, adesso, Atene si trova a fare i conti con uno scenario a dir poco non rassicurante, con alcune periferie che hanno raggiunto tassi di occupazione delle terapie intensive superiori all’80%.

Attica e Tessaglia, i punti deboli della Grecia

Negli scorsi mesi il panorama epidemiologico della Grecia denotava le più grandi criticità soprattutto nella Tessaglia. E in modo particolare, a vivere le maggiori difficoltà era la città di Salonicco, cui immagini degli ospedali saturi e delle ambulanze incolonnate al di fuori dei pronto soccorso avevano fatto il giro del globo.

Mentre però come riferito da Gkikas Magiorkinis, alto membro del consiglio epidemiologico della Grecia, la situazione in Tessaglia pare essersi stabilizzata e tendente alla discesa nei prossimi giorni, lo stesso non vale per un’altra importante regione del Paese: l’Attica. La regione di Atene, infatti, si ritrova in questi giorni a dover fare i conti con terapie intensive piene all’83% e con un atteso aumento dei contagi ancora per almeno dieci giorni, in uno scenario ben poco rassicurante per la popolazione della periferia. E come riportato dal quotidiano ellenico Kathimerini, il rischio a questo punto per la regione non è soltanto quello relativo all’allungamento delle misure di lockdown ma anche e soprattutto quello relativo ad un suo potenziamento per favorire ulteriormente la decrescita dei contagi.

Se trema l’Attica, barcolla tutta la Grecia

Le preoccupazioni legate all’incremento dei contagi nella periferia dell’Attica (così si chiama l’entità regionale in Grecia) evidenziano in modo particolare come a livello centrale l’organizzazione della lotta alla pandemia di coronavirus sia stata sostanzialmente fallimentare. Il successo nella scorsa stagione ha infatti distolto l’attenzione del governo guidato da Kiriakos Mitsotakis che, non concentrandosi adeguatamente sul potenziamento di un sistema sanitario lacerato dalle politiche passate di austerity, non si è dimostrato in grado di reggere al colpo della seconda ondata. E lo scenario attuale, in fondo, non è che il naturale e scontato punto di arrivo di una serie di superficialità assolutamente evitabili.

Il vero problema, però, nasce dal fatto che la regione dell’Attica è il cuore pulsante di tutta la Grecia che, da sola, produce quasi due quinti della ricchezza di tutto il Paese e nella quale vive oltre un greco su tre. Fermarne l’economia e prolungare la serrata per i suoi abitanti, dunque, è un duro colpo per le casse di tutto il Paese, considerando soprattutto il già durissimo colpo patito dal settore della ristorazione e del turismo. E anche in ottica futura, la scomparsa di una moltitudine di attività operanti sui settori in questione potrebbe provocare un danno di lungo periodo in grado di cambiare per sempre il volto turistico della Grecia.

In questo scenario, dunque, le prossime settimane saranno fondamentali per Atene per valutare tutte le strade volte a salvare al tempo stesso la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle attività imprenditoriali del Paese, in una situazione però tutt’altro che favorevole. Poiché, in alternativa, i rischi sono quelli di assistere o ad un’impennata delle ospedalizzazioni e dei decessi oppure di una morte costante e continua di sempre più attività imprenditoriali, generando un danno economico di lungo periodo per l’Attica difficile da recuperare in tempi brevi. E, soprattutto, potrebbero riportare la Grecia agli incubi non ancora dimenticati degli scorsi anni, quando la crisi aveva reso insopportabile le rate di restituzione dei debiti contratti, con lo spettro della Troika che di nuovo aleggerebbe su Atene.