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Società

Perché la gente prende d’assalto la carta igienica come risposta al virus

La corsa all’acquisto di armi da fuoco e carta igienica è diventata un po’ il simbolo dell’emergenza Covid-19 negli Stati Uniti. Il noto sito di vendita armi “ammo.com” ha recentemente reso noto che tra fine febbraio e inizio marzo le...

La corsa all’acquisto di armi da fuoco e carta igienica è diventata un po’ il simbolo dell’emergenza Covid-19 negli Stati Uniti. Il noto sito di vendita armi “ammo.com” ha recentemente reso noto che tra fine febbraio e inizio marzo le vendite sono salite del 70% mentre secondo l’Fbi, tra gennaio e febbraio 2020, sono stati emessi 5,5 milioni di documenti per l’acquisto di armi. Il Los Angeles Times ha invece reso noto che molti americani hanno comprato la loro prima arma da fuoco proprio in questo periodo. Del resto, le lunghe code fuori dei negozi di armi, formatesi in concomitanza con l’emergere della crisi Covid-19, hanno mostrato un segnale ben chiaro: in caso di emergenze o pandemie, l’americano medio preferisce essere pronto a qualsiasi evenienza.

Nel gennaio del 2020, la polizia dello stato della Virginia ha registrato un incremento dell’86% dei cosiddetti “background check”, i controlli sui precedenti penali degli acquirenti, rispetto al medesimo mese dello scorso anno. In Colorado, in una sola settimana, sono stati effettuati ben 14 mila controlli, il doppio rispetto al medesimo lasso di tempo nel 2019. In Pennsylvania invece il sistema informatico che si occupa del trattamento dei “background check” è andato in tilt a causa dell’elevato numero di domande. Il Maggiore Gary Dance, direttore del Pennsylvania “State Police Bureau of Records and Identification” ha illustrato come in un solo giorno (il 17 marzo) il Pennsylvania Instant Check System abbia registrato ben 4,342 operazioni, mentre il medesimo giorno dello scorso anno ne venivano registrati 1,359.

Non si vendono soltanto armi e munizioni (che oramai scarseggiano), ma anche giubbotti anti-proiettile, materiale tattico, fondine e giubbotti da combattimento con tasche per caricatori. Larry Hyatt, proprietario di “Hyatt Guns” a Charlotte, Nord Carolina, spiega che la vendita non riguarda fucili da caccia, ma armi da difesa personale. Non solo pistole, ma anche fucili da assalto AR-15. Hyatt ha poi aggiunto che tra i clienti ci sono anche molte persone anziane che si sentono vulnerabili. Probabilmente lo spirito dell “Old Wild West” fa ancora parte del Dna di molti statunitensi.

Non solo armi

Ci sono poi armerie che negli Stati Uniti regalano anche carta igienica per ogni acquisto di armi effettuato, come nel caso del “Dragon Arms” di Colorado Springs; il tutto illustrato in un video pubblicato sul canale YouTube: “regaliamo una dozzina di rotoli di carta igienica per ogni acquisto di arma”, con tanto di esposizione sul bancone.

L’assalto alla carta igienica è invece qualcosa che va tra l’altro oltre i confini statunitensi visto che il fenomeno si è verificato in diversi Paesi come Canada, Australia, Francia, Italia, mentre a Hong Kong una gang armata è arrivata al punto di rubare 600 rotoli di carta igienica da un supermercato, come illustrato da Forbes.

La corsa a tale prodotto resta un mistero della psiche collettiva. Una plausibile spiegazione l’ha fornita alla Bbc la dottoressa Cathrine Jansson-Boyd, psicologa e docente presso la Anglia Ruskin University, secondo cui si tratterebbe di una reazione pratica all’ansia che dà ai consumatori il senso di avere la situazione sotto controllo. Probabilmente il fenomeno è iniziato in modo molto semplice, con alcune persone che ne avevano acquistate delle confezioni come scorta; questi clienti sono a loro volta stati imitati da altri, il prodotto ha iniziato a scarseggiare sugli scaffali dei supermercati e da lì potrebbe essere nato l’assalto alla carta igienica. L’illusione ottica della scarsità di un prodotto può di fatto generare una reale scarsità, soprattutto quando un prodotto ha dimensioni corpose, anche se i supermercati e i produttori hanno assicurato che non vi è alcun pericolo di restare senza. Uno scaffale sprovvisto di confezioni formato famiglia di carta igienica ha certamente un impatto maggiore rispetto a quello dei sottaceti o dei biscotti, senza ovviamente dimenticare che si tratta comunque di un bene di prima necessità. C’è poi l’aspetto dell’eco mediatico dato all’assalto alla carta igienica, che avrà plausibilmente influito sul fenomeno.





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