Aveva annunciato l’imminente pubblicazione di un nuovo paper ricco di prove inconfutabili per dimostrare al mondo intero la vera origine del Sars-CoV-2. Una presunta origine sintetica, ricollegabile al famigerato laboratorio di Wuhan, da dove il virus sarebbe fuoriuscito in seguito a circostanze ancora da chiarire. La dottoressa Li Meng Yan, virologa cinese fuggita in America dopo – sostiene lei – essere stata azzittita dai suoi superiori, è invece sparita dalla circolazione.

A dire il vero il suo primo studio, quello che già avrebbe dovuto squarciare il velo di omertà sul coronavirus, non ha raccolto un feedback positivo da parte della comunità scientifica. Anzi: fin da subito c’è chi aveva sottolineato come la credibilità di questa virologa derivasse soltanto dalla sua storia di rifugiata politica e non da una prestigiosa carriera accademica. Anche perché il nome di Li Meng Yan sarebbe rimasto sconosciuto fino al luglio 2020. E sarebbe salito agli onori delle cronache soltanto dopo essere stato rilanciato dal podcast di Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump.

La Hong Kong School of Public Health, l’università nella quale la donna ha dichiarato di lavorare, aveva invece definito la storia personale della dottoressa falsa e infondata. Eppure, al netto della freddezza generale, le rivelazioni di Miss Li avevano riscosso un certo successo in giro per il mondo, proponendo la narrazione di una paladina della verità fuggita dalle grinfie del Partito Comunista cinese per rivelare al mondo l’inconfessabile segreto sull’origine sintetica del coronavirus.

Un report falso?

A stroncare questa narrazione ci ha pensato la Cnn che, nel corso di un lungo approfondimento – nel quale sono stati tirati in ballo esperti e scienziati di fama mondiale – ha definito “scadenti” e “sostenute da Bannon” le ricerche diffuse dalla dottoressa sul Sars-CoV-2. Le rivelazioni della donna non avrebbero dunque niente a che fare con la scienza ma, al contrario, risponderebbero a complessi interessi geopolitici. Cerchiamo, per quello che è possibile, di fare un po’ chiarezza.

Il Johns Hopkins Center for Health Security – una delle voci più autorevoli sulla pandemia – ha criticato il rapporto sottolineando che Yan e i suoi coautori hanno citato molteplici articoli “che presentano punti deboli o difetti”. Ma non è finita qui, perché una revisione della Cnn sulla ricerca di Miss Li ha svelato che il lavoro della donna sarebbe stato costruito su quelle che sembrano essere le stesse teorie – con tanto di passaggi simili e grafici identici – presentate mesi prima da un blogger anonimo i cui scritti erano stati pubblicati su G News, un sito web collegato a Bannon.

Una fonte ha poi rivelato alla Cnn che i tre coautori del documento – Shu Kang, Jie Guan e Shanchang Hu – hanno usato pseudonimi al posto dei loro veri nomi. Una pratica, questa, disapprovata nel lavoro scientifico e accademico. “Sono tutti cinesi ma hanno sede qui negli Stati Uniti. Non volevano i loro veri nomi là fuori per paura delle loro famiglie in Cina”, ha rivelato la stessa fonte.

La “stroncatura” del Johns Hopkins Center

Dal momento che i documenti di Miss Li stavano ottenendo sempre più credito, soprattutto sui social network, gli esperti del Johns Hopkins hanno pensato bene di confutare, punto per punto, gli studi della dottoressa. “Da un lato non vogliamo dare credito a così tanta spazzatura. D’altra parte, poiché viene presa sul serio, è importante sottolineare che questa non è scienza”, ha dichiarato Gigi Kwik Gronvall, un immunologo dell’istituto.

Ad esempio, una nota a piè di pagina presente nella ricerca di Li rimanda al saggio di un imprenditore rifiutato da una rivista scientifica e pubblicato su Linkedin. Billy Zhang, il nome dell’imprenditore, ha detto alla Cnn di essere rimasto sorpreso. Un’altra nota è attribuita a un articolo scritto da un autore per un sito web di alimenti anti-geneticamente modificati, mentre una terza nota si riferisce a un autore che sostiene di gestire una società che sembrerebbe non esistere.

Angela Rasmussen, virologa della Columbia University, sostiene che il rapporto di Yan si prefigga di ingannare allo scopo di diffondere “propaganda politica“. “Questo articolo è molto ingannevole per qualcuno senza un background scientifico, perché utilizza un linguaggio molto tecnico che lo fa sembrare un documento scientifico legittimo”, ha spiegato alla Cnn. “Ma chiunque abbia una formazione reale in virologia o biologia molecolare che legga questo articolo si renderà conto che in gran parte è una sciocchezza”, ha concluso. Adesso non resta che attendere l’eventuale replica della diretta interessata: Miss Li Meng Yan.

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