Robert Gallo, professore di medicina della Homer & Martha Gudelsky Foundation, co-fondatore e direttore dell’Institute Human Virology presso la University of Maryland School of Medicine e co-fondatore e consulente scientifico internazionale della Global Virus Network, è di sicuro tra i virologi più conosciuti e rilevanti che abbiano mai esercitato questa professione. La virologia è una branca che abbiamo in qualche modo imparato a conoscere attraverso le disamine sulla pandemia. Per comprendere l’importanza del professor Gallo, però, è sufficiente sapere che ha scoperto l’Hiv nel 1982. Nel corso della pandemia, sono apparse numerose disamine medico-scientifiche. Il dottor Robert Gallo si è distinto per aver posto l’accento sul vaccino usato contro la poliomielite. Perché? In che modo potrebbe essere di aiuto nella lotta contro il Sars-Cov2? Di questo e di altro abbiamo parlato con uno dei vertici, se non con il vertice, della virologia internazionale.

Cosa dovremmo aspettarci riguardo il nuovo coronavirus per questa estate?

Non lo so. È una bella domanda. Peraltro molto frequente oggi. Credo che nessuno lo sappia con certezza. Spero, e credo, che quest’estate sarà serena, ma è difficile da prevedere. Nessuno può dirlo con sicurezza. Speriamo che quest’estate sia serena.

Quanto tempo ci vorrà per il vaccino?

Dipende tutto da ciò che si intende per vaccino. Se si intende un vaccino che funzioni per tutto il mondo, bisogna prima dimostrare che sia sicuro, dimostrare che funzioni, che sia facile da produrre e che non sia troppo costoso. Questo non dovrebbe essere complicato: tutti stanno lavorando perché funzioni. Il vaccino a base di proteina Spike è un vaccino semplice da produrre grazie alle moderne tecnologie. Prima che si sappia con certezza saranno necessari un paio di anni. Esiste un vaccino sperimentale: esiste ed è stato testato, ma non è ancora ufficialmente un vaccino. Non c’è una gara in corso per la produzione del vaccino. In Cina hanno già iniziato la produzione da qualche mese. Non sappiamo con certezza se questo vaccino funzionerà. La speranza, però, è che funzioni, a prescindere da dove venga prodotto.

Perché ha nominato il vaccino per la poliomielite?

Ho menzionato il vaccino per la poliomielite perché ha un approccio differente, ma in ogni caso funziona attraverso una sorta di simulazione di una risposta di emergenza da parte delle difese immunitarie. Secondo me, potrebbe funzionare. Tutto si basa sulla risposta delle difese immunitarie, anche se il coinvolgimento del sistema immunitario è soltanto indiretto o secondario. In ogni caso, l’organismo impara a produrre una risposta emergenziale, attivando le difese immunitarie. Il sistema immunitario non è direttamente coinvolto dal vaccino contro la poliomielite, ma viene attivato e agisce. In Italia non si è parlato del vaccino per la poliomielite perché non si è registrata attenzione al riguardo.

Perché ha paura che l’immunità duri per poco tempo?

Solitamente questo tipo di virus è stagionale. Ci sono studi recenti che hanno dimostrato che anticorpi contro virus stagionali simili al coronavirus non durano molto. Forse per 4 o 5 mesi. È quindi ipotizzabile che anche gli anticorpi indotti dal vaccino possano durare poco tempo. Non sto dicendo che lo so con certezza, ma è possibile.

Quali sono le responsabilità dell’Oms?

Dare informazioni riguardanti l’epidemia, riguardo la diffusione della epidemia. Non credo necessariamente che debbano informarci riguardo al vaccino.

Cosa ne pensa riguardo la teoria delle origini del nuovo coronavirus? 

Dipende cosa si intende per ‘’creati in laboratorio’’: se si intende una fuga del coronavirus da un laboratorio, è un’affermazione impossibile da confutare. Potrebbe essere scappato. Ma non ci sono prove che sia stato creato dall’uomo. Penso sia impossibile dimostrare qualsiasi ipotesi. Potrebbe essere stata una fuga, come potrebbe non esserlo.Potrebbe avere origini naturali, come molti coronavirus: è facile essere infettati dai pipistrelli. Potrebbe essere passato dal pipistrello all’uomo, da un pipistrello ad un’altra specie animale, forse al mercato. Non si hanno notizie sicure. Potrebbe essere scappato da qualche laboratorio, ma non è stato creato appositamente dall’uomo. Qualsiasi affermazione categorica sarebbe stupida.

Dovremmo avere paura degli altri virus?

La paura non è come il panico. Non sono d’accordo quando si dice che non dimenticheremo la paura di questo periodo. Ci sono stati moltissimi virus nell’ultimo secolo, negli ultimi cinquanta anni (SARS, HIV eccetera). Più o meno ogni trentanni abbiamo avuto un virus di questo tipo. Probabilmente lo ricorderemo e avremo paura per i prossimi dieci anni. Tra venticinque ce ne saremo dimenticati. Ce ne saranno sicuramente altri.

Australia, Giappone, Taiwan e Germania. Perché questi paesi hanno gestito meglio la pandemia?

Forse per fortuna. Per caso. Molti casi del coronavirus in Nord Italia sono dipendenti dalla Germania. Forse altri paesi hanno avuto le giuste risorse. Da quello che ho potuto vedere in Italia, le camere degli ospedali sono molto piccole rispetto agli altri Stati. Nonostante questo, nel Sud Italia sono stati registrati pochissimi casi. Si trova all’ultimo posto in Europa.

Lei ha isolato il virus dell’Hiv. Qual è la situazione di questa patologia nel mondo, oggi?

L’Hiv è un problema ancora molto diffuso negli Stati Uniti, specialmente nelle zone ispaniche, di Washington e nelle comunità nere. Ci sono stati otto milioni di casi infetti e lo stesso numero di morti. È molto più diffuso negli uomini rispetto alle donne. Per il vaccino credo ci vorrà ancora un po’ di tempo, nel frattempo stiamo cercando di rendere il più vivibile possibile la vita dei malati di HIV.

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