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Società

Perché il censimento dell’India è un evento storico

Questo censimento indiano è un evento cruciale perché raccoglie dati socio-economici fondamentali per politiche, Welfare e rappresentanza.

In India sono iniziate le operazioni per realizzare il censimento più grande del mondo. Si tratta di un evento a suo modo storico, visto che si tratta del primo conteggio della popolazione del Paese effettuato negli ultimi 15 anni. Sarebbe però un errore pensare che questo processo estremamente lungo e complicato serva soltanto a contare il numero degli abitanti di una popolazione che ha sfondato il tetto di 1,47 miliardi di persone. Le autorità porranno infatti ben 33 domande ai cittadini per conoscere il loro stile di vita e tracciare un quadro, non solo demografico ma anche socio-economico.

Più di 3 miliardi di funzionari saranno impegnati, per un anno intero, nelle due fasi che comporranno il 16esimo censimento indiano, l’ottavo dall’indipendenza del 1947, un atto ufficiale che includerà anche dati sulle caste e che – scrivono i media indiani – è considerato cruciale per le politiche del governo, l’erogazione dei servizi di Welfare e per la rappresentanza politica nel Paese, ricordiamolo, più popoloso del pianeta. Per la cronaca, l’ultimo censimento si è tenuto nel 2011, mentre quello del 2021 è stato ritardato dalla pandemia e poi ulteriormente posticipato a causa di problemi di programmazione amministrativa ed elettorale.

Molto più di un censimento

I numeri sono impressionanti. Il censimento coinvolgerà 36 tra Stati e territori indiani amministrati a livello federale, oltre 7mila sottodistretti, più di 9.700 città e quasi 640mila villaggi. Il lavoro sul campo sarà svolto da rilevatori e supervisori: insegnanti, funzionari locali e personale governativo.

Per la prima volta, l’intero atto verrà condotto in formato digitale con le autorità che raccoglieranno i dati usando app per dispositivi mobili. Le autorità hanno inoltre introdotto l’auto censimento, consentendo ai residenti di inviare i propri dati online tramite un portale che genera un codice identificativo univoco per la verifica da parte degli addetti al censimento.

Ci sono comunque due fasi porta a porta. La prima, conosciuta come Censimento delle abitazioni e degli alloggi, serve per raccogliere informazioni sulle condizioni abitative, i servizi disponibili e i beni posseduti dalle famiglie. La seconda fase, quella del censimento della popolazione, è invece prevista per febbraio 2027 e raccoglierà dati dettagliati su demografia, istruzione, migrazione e natalità.

Come detto, verranno rilevate anche le caste. Il lancio iniziale coinvolge alcune regioni selezionate, tra cui le isole Andamane e Nicobare, Delhi, Goa, Karnataka, Mizoram e Odisha. In queste aree, l’autocensimento si svolgerà nei primi 15 giorni di aprile, seguito da un elenco delle abitazioni e da un’indagine sugli alloggi tra il 16 aprile e il 15 maggio.

Il conteggio dell’India

Dalle sue origini come rudimentale censimento sotto il dominio coloniale, ha sottolineato la Cnn, il questionario censuario indiano si è progressivamente ampliato, rispecchiando il mutare delle priorità dello Stato. Il primo atto ufficiale, risalente al 1872, conteneva 17 domande: era essenzialmente un registro delle abitazioni che registrava chi viveva dove, insieme a dati di base come età, religione, casta e professione.

Nei decenni successivi le domande su lingua, alfabetizzazione e professione sarebbero state affinate, includendo dettagli su lavoro secondario. A partire dagli anni Settanta, il censimento ha assunto una prospettiva quasi del tutto socio-economica. Le storie migratorie, la durata della residenza, i modelli di fertilità e le classificazioni dettagliate dell’occupazione sono diventati standard fondamentali.

Negli ultimi decenni, in particolare nel 2001 e nel 2011, il censimento ha monitorato anche l’evoluzione dell’economia in via di modernizzazione, come modelli di pendolarismo, lavoro marginale rispetto al lavoro principale, frequenza scolastica e dati sempre più dettagliati su disabilità e fertilità.

Attenzione però, perché con l’ampliamento dell’ambito di raccolta dei dati, e in seguito alla modernizzazione dell’India, sono cresciute anche le preoccupazioni relative al possibile utilizzo di tali informazioni. Secondo alcuni analisti, i recenti sforzi per la creazione di database, tra cui il Registro Nazionale della Popolazione (Npr), e le intense revisioni delle liste elettorali, hanno acuito le preoccupazioni del pubblico riguardo al conteggio ufficiale, spesso collegandolo a questioni di cittadinanza e inclusione.

E ancora: Nuova Delhi ha elaborato le ultime politiche senza disporre di dati demografici recenti. In assenza di un nuovo censimento, in sostanza, il governo di Narendra Modi si è affidato a indagini campionarie che spaziavano dalla spesa per consumi ai dati sulla forza lavoro. Ecco perché l’attuale censimento è fondamentale per il presente ma soprattutto per il futuro dell’India.

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