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Le opportunità offerte dalla rete sono pressoché infinite, così come sono infinite le possibilità di delinquere. Dopotutto, il mondo oltre lo schermo è in parte una proiezione del mondo in cui viviamo, con tutti i pregi e tutti i difetti, e ormai il web offre terreno fertile per chi abbia intenzione di sfruttarlo con finalità illecite. Un quadro particolarmente esaustivo di quella che è la situazione italiana ce lo fornisce il Rapporto CLUSIT del 2023, che analizza a livello globale gli attacchi informatici noti e che dedica un corposo capitolo alle attività della Polizia postale e delle comunicazioni nel primo semestre del 2023.

Una piaga sociale

I crimini che in rete vanno per la maggiore passano dalla truffa, al cyberbullismo, fino a un articolato sistema di estorsioni. Un panorama composito, fatto di utenti inconsapevoli di nuotare in un mare di squali e di soggetti privi di scrupoli pronti ad approfittarsene. Purtroppo però la vera piaga, parlando di crimini online, è quella della pedo pornografia. Solo nel 2023 i siti internet finiti nella black list della Polizia postale, più precisamente del C.N.C.P.O [Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online], sono stati 2657; 579 i soggetti indagati e 39 gli arrestati.

Il problema dell’adescamento online di bambini e bambine di età inferiore ai 13 anni è un problema non tanto di natura tecnologica, quanto di natura sociale e di “educazione tecnologica”. Affidare un dispositivo elettronico a un bambino equivale a mettergli in mano le chiavi di un’automobile: chi si fiderebbe a lasciar guidare in autostrada un bambino o una bambina di 10 anni? Nessuno, ovviamente. Eppure, a causa di una scarsa, se non nulla, percezione del pericolo, quasi nessuno si fa gli stessi scrupoli nell’affidare a soggetti in tenera età smartphone e tablet, spesso senza alcuna tipologia di limitazione alla navigazione internet. Una vera e propria manna per chi scandaglia il web alla costante ricerca di giovani vittime da circuire.

Numeri preoccupanti

I numeri sono agghiaccianti: nel primo semestre del 2023 i casi trattati di vittime dai 0 ai 9 anni sono stati 20; i casi che hanno riguardato minori tra i 10 e i 13 anni sono stati 106; quelli che hanno riguardato vittime tra i 14 e i 17 anni sono stati 58. In buona parte dei casi, l’adescamento non sarebbe stato possibile se solo i genitori avessero vigilato con più attenzione.

Adolescenti a rischio

Particolarmente esposti a un’altra tipologia di crimine sono specificatamente gli adolescenti: parliamo della Sextortion, letteralmente un’estorsione di stampo sessuale. Se un tempo erano solamente gli adulti a cadere vittime di questa tipologia di crimine, ora la fascia più coinvolta è quella dei ragazzi e ragazze tra i 15 e i 17 anni. In questo caso, le vittime sono prevalentemente maschili. Sono infatti molti gli adolescenti che, apparentemente contattati da ragazze di bell’aspetto, inviano attraverso i sistemi di messaggistica dei canali social foto di nudo, salvo poi scoprire che dall’altra parte dello schermo non c’è una ragazza, ma uno o più criminali pronti al ricatto: soldi in cambio della promessa di non rendere pubbliche le immagini.

In questo caso le denunce non sono molte. Il senso di vergogna, infatti, spinge molti ragazzi a cedere al ricatto e a non confidare nulla a un adulto. Nel 2023 il totale dei casi trattati dalla Polizia ammonta a 66.

Nel dark web sotto copertura

Il contrasto di questo genere di crimini – oltre a passare dalla necessità di acquisire a livello sociale una nuova consapevolezza da riversare nell’educazione delle nuove generazioni – passa anche e soprattutto dalle attività sotto copertura degli investigatori che, operando nel dark web, scandagliano i bassifondi della rete alla ricerca di canali di diffusione di materiale sessuale che coinvolge i minori. Tra le attività portate a termine con successo nel 2023, il CLUSIT cita in particolare due importanti operazioni di contrasto, una denominata Shadow man e una Fast and done.

L’orco in manette

Nel primo caso, dopo lunghe e complesse indagini svolte in collaborazione con l’Europol e con la polizia britannica, si è arrivati all’arresto di un cinquantenne che da dieci anni imperversava nel dark web producendo e diffondendo materiale pedopornografico, celandosi dietro il nickname “Shadow”. L’uomo, oltre a filmati e foto, elargiva alla nutrita comunità di pedofili che popola il lato oscuro del web i suoi consigli per portare a termine con successo un adescamento. Nel secondo caso, ad essere arrestato è stato un quarantacinquenne. La segnalazione, in questo caso, proveniva da parte della polizia australiana. Durante la perquisizione, gli investigatori hanno trovato nei dispositivi in uso al soggetto qualcosa come 20.000 file pedopornografici, molti dei quali autoprodotti.

Educare le nuove generazioni

Debellare una piaga simile non è questione di poco conto, la rete offre protezione e anonimato a chi sa muoversi con l’intenzione di alimentare un mondo che si regge sulla depravazione. Occorre vigilare attentamente sull’educazione delle nuove generazioni, sensibilizzare i minori e, soprattutto, i genitori. Un ruolo cruciale lo può senz’alto svolgere la scuola, ma le istituzioni devono applicarsi affinché vi siano i mezzi adeguati per fronteggiare quella che è ormai una vera e propria piaga.

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