Se la chiamano Sin City, città del peccato, un motivo ci sarà. E non è neppure difficile immaginarlo considerando che parliamo di Pattaya, celebre località balneare thailandese più nota per le allegre attività delle sue sex worker che non per le spiagge cristalline e paesaggi da cartolina. Qui, a un paio d’ore di auto da Bangkok, sono appena sbarcati 5mila Marines statunitensi creando il panico tra le preoccupatissime autorità locali.
Partiamo dalla motivazione dell’ “invasione” pacifica: la portaerei a propulsione nucleare degli Usa, la Uss Abraham Lincoln, si è fermata al porto di Laem Chabang per una manciata di giorni dopo aver trascorso 250 giorni continuativi in mare senza mai fare scalo. Il personale di bordo potrà quindi ora godere di una meritata pausa in una delle città più controverse dell’Asia a lungo associata al turismo sessuale. A Pattaya, non a caso, sarebbero operative tra le 25mila e le 50mila prostitute, la maggior parte delle quali operativa lungo Soi 6, la strada che collega Beach Road e Second Road, nota per la forte concentrazione di beer bar e locali per adulti. Locali all’esterno dei quali stazionano legioni di simpatiche signorine che implorano i passanti di sesso maschile di “entrare a divertirsi”.

L’allarme per i 5mila Marine Usa a Pattaya
Cosa mai potrebbe andare storto quando 5mila Marine Usa rimasti in mare per quasi un anno hanno la possibilità di scorrazzare spensierati nella città del peccato thailandese? Certo, pare che al personale statunitense sia stata fornito un vademecum da seguire, compreso il divieto di accedere a diverse zone della vita notturna, tra cui Soi 6, Soi 6/1 e Soi 7, di consumare cannabis e di partecipare ad attività considerate ad alto rischio come il jet ski e il parasailing.
Appare comunque complicato pensare che migliaia di militari dedicheranno il loro tempo libero a visitare centri commerciali, parchi acquatici, giardini botanici e musei. La Marina statunitense ha organizzato un servizio di bus navetta dal porto attivo dalle 5:00 alle 2:00 di ogni giorno in cui la portaerei si trova in Thailandia. Sono stati inoltre predisposti due hotel adatti ad ospitare i membri dell’equipaggio statunitense che desiderano concedersi una notte di lusso a terra.
Sarà un caso, ma la polizia thailandese ha intensificato la sua presenza nelle zone turistiche e nei quartieri legati alla nightlife. Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva locale PBS, 25 persone sono state arrestate durante un’operazione notturna sul lungomare con l’accusa di prostituzione in luoghi pubblici. “Stiamo facendo del nostro meglio, ma riscontriamo delle difficoltà”, ha spiegato il capo della polizia di Pattaya, Anek Srathongyoo.
Benvenuti nella città del peccato
Il sindaco della città, Poramat Ngampichet, ha intanto dichiarato a Reuters che ogni Marine potrebbe spendere tra i 1.000 e i 3.000 baht al giorno, ovvero tra i 30 e i 91 dollari circa, a seconda della durata della permanenza a terra e dell’eventuale pernottamento. Pattaya, che ha risentito di una stagione turistica debole, per alcuni la peggiore degli ultimi 20 anni, spera quindi che la visita di 5mila Marine possa spingere l’economia.
Per quanto riguarda la prostituzione, il governo thailandese la tollera nonostante sia tecnicamente vietata. La città del peccato, situata a circa 150 chilometri a sud-est di Bangkok, in passato era un piccolo villaggio di pescatori. Si è sviluppata durante la guerra del Vietnam, quando il personale militare statunitense iniziò a frequentare la zona alla ricerca di svago e riposo.
Hotel, ristoranti e locali di intrattenimento si sono espansi in risposta al crescente afflusso di visitatori, e anche l’industria del sesso è cresciuta diventando una parte considerevole della reputazione internazionale di Pattaya.
I primi giorni del soggiorno dei Marine non sono filati proprio lisci. “A mezzanotte alcuni dei marinai più giovani erano così ubriachi da doversi sorreggere a vicenda. Altri si addentravano nervosamente nelle caverne illuminate di rosso dei go-go bar, con le loro ballerine seminude che si dimenavano sui pali”, ha scritto la Bbc. Alla faccia dei divieti e del vademecum da rispettare.

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