Skip to content
Società

Parte da Singapore la guerra dell’Asia a sigarette elettroniche e svapo

Vita sempre più dura in Asia per gli utilizzatori di sigarette elettroniche e svapo. Da Singapore (e non solo) arrivano nuovi divieti.

Vita sempre più dura in Asia per gli utilizzatori delle sigarette elettroniche e dello svapo. Le notizie che arrivano da Singapore rispecchiano una tendenza che si sta diffondendo in gran parte del continente.

La città-Stato ha infatti annunciato pene severe per chi ”svapa”, ossia per chi inala il vapore prodotto da un dispositivo elettronico. Tra le misure rientrano multe salatissime, detenzioni e persino la fustigazione. Gli stranieri possono anche essere espulsi. L’obiettivo delle autorità? Reprimere il crescente utilizzo di sigarette elettroniche contenenti droghe.

Singapore è stato uno dei primi posti al mondo a vietare lo svapo, nel 2018, ma la pratica è comunque andata avanti. Peggio ancora, negli ultimi mesi il governo ha registrato un aumento della popolarità delle sigarette elettroniche arricchite con etomidato, un farmaco anestetico, suscitando un allarme visto che il Paese ha alcune delle leggi antidroga più severe del mondo.

Anche Thailandia, India, Brunei, Cambogia, Filippine in parte, e Hong Kong hanno ufficialmente dichiarato guerra tout court alle sigarette elettroniche. Nel resto della Cina non sono vietate, ma fortemente controllate e uniformate al mercato del tabacco tradizionale. In Giappone è invece vietata la vendita di e-cig con nicotina, sostituita dal boom di dispositivi a tabacco riscaldato.

L’ombra dei Kpods

Come ha spiegato la Bbc, Singapore ha messo nel mirino le sigarette elettroniche contenenti etomidato, più comunemente note come Kpods. Il soprannome deriva dall’abbreviazione di “ketamine pods” e si riferisce al fatto che l’etomidato ha effetti simili alla ketamina.

Un test effettuato dalle autorità singaporiane su un campione casuale di 100 sigarette elettroniche sequestrate a luglio ha rilevato che un terzo conteneva proprio etomidate. Troppo per il ministro della Salute di Singapore, Ong Ye Kung, convinto che leggi più severe sono necessarie perché “le sigarette elettroniche sono diventate una porta d’accesso a un abuso di sostanze molto grave”, tanto che i dispositivi sono diventati “dispositivi di somministrazione” di droghe.

Il governo locale ha dunque inasprito le sanzioni per lo svapo, riclassificando l’etomidato come droga di Classe C per sei mesi. Le nuove norme sono entrate in vigore il primo settembre. Chi viene sorpreso a usare o possedere sigarette elettroniche, anche quelle tradizionali, dovrà pagare multe più salate a partire da 500 dollari di Singapore (circa 390 dollari) e dovrà sottoporsi a riabilitazione obbligatoria da parte dello Stato.

Le pene saranno ancora più severe per chi viene sorpreso in possesso di sigarette elettroniche con etomidate. I fornitori di sigarette elettroniche contenenti droghe rischiano fino a 20 anni di carcere e 15 frustate.

Guerra alle sigarette elettroniche

La piaga dei Kpods è stata un pretesto per varare una stretta generale sull’intero settore delle sigarette elettroniche, in realtà con distinzioni alquanto nebulose fra e-cig e svapo.

Singapore è stata invasa da pubblicità governative su autobus, treni e aree pubbliche che invitavano le persone a ”smettere di svapare”, mentre i media locali sono stati inondati di resoconti sulla questione. E altrove? Cinque dei dieci Paesi della regione del Sud Est Asiatico – Brunei, Cambogia, Laos, Singapore e Thailandia – hanno vietato le sigarette elettroniche e i prodotti per lo svapo, in base alla valutazione della Southeast Asia Tobacco Control Alliance (SEATCA). Forti regolamentazioni sono invece presenti in Vietnam, Indonesia e Filippine.

In generale, lo svapo è visto come una “porta d’ingresso” al fumo. I governi asiatici ritengono poi che i liquidi aromatizzati attirino i minorenni rischiando di creare una nuova generazione di dipendenti da nicotina. Paesi come Singapore e Thailandia hanno già un approccio molto rigido contro il tabacco (spazi senza fumo, tasse altissime, pubblicità vietata) e vedere nascere un nuovo prodotto a base di nicotina è da loro percepito come un passo indietro. Infine, le sigarette tradizionali sono tassate e controllate; con le e-cig è più difficile applicare la stessa logica fiscale.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.