Entro la fine di ottobre, nella Ile de France il 100% dei posti in terapia intensiva potrebbe essere occupato da pazienti positivi al coronavirus, secondo le stime riportate dalla testata giornalistica francese Le Monde e riferite dal massimo organo di sanità della regione francese. A preoccupare non sono soltanto i numeri degli ultimi giorni costantemente sopra i 10mila contagi (col picco nella giornata del 7 ottobre con quasi 19mila nuovi casi) ma soprattutto il trend rialzista della diffusione del coronavirus. E in questo scenario, la Francia teme nuovamente di sprofondare all’interno di una crisi sanitaria come quella vissuta nello scorso inverno, con i dati che non lasciano assolutamente ben sperare.

Si rischia una Sedan sanitaria

Con i numeri in costante aumento, è parso chiaro come le mosse messe in campo dal governo francese e dal presidente Emmanuel Macron non siano state sufficienti per contenere una nuova diffusione del patogeno all’interno del territorio francese. E soprattutto, il rischio adesso è rivolto ancora una volta alle capacità del sistema sanitario, che nonostante il potenziamento dello scorso anno potrebbe ancora non essere sufficiente per scongiurare un nuovo collasso sanitario.

Le principali preoccupazioni derivano anche dalla “precocità” con la quale la Francia si è trovata nuovamente a dover far i conti con il Covid-19. Una stagione fredda iniziata in anticipo sui tempi potrebbe infatti rivelarsi drammatica nel favorire la diffusione della pandemia, aumentando dunque i problemi attesi per i prossimi mesi. E inoltre, la necessità di scendere tutte le carte possibili per evitare un nuovo lockdown potrebbe inficiare sulle capacità di contenimento; in uno scenario che rischia di rivelarsi drammatico non soltanto per la Ile de France e per la capitale Parigi ma per tutto il territorio nazionale francese.

La seconda ondata si sta già diffondendo

Come sottolineato precedentemente, i rischi legati ad un nuovo aumento dei casi non si limiterebbero alla sola città di Parigi. Secondo le ricerche e l’elaborazione dei dati fatta dall’Institut Pasteur anche la Francia settentrionale starebbe attraversando gli stessi problemi, acuiti però da un rapporto tra posti in terapia intensiva e popolazione decisamente peggiore rispetto alla capitale. E in questo scenario, la sensazione è che proprio il nord della Francia potrebbe essere la cartina al tornasole per evidenziare le reali criticità che affronterà il Paese nei prossimi mesi.

Tutte le grandi città francesi, però, stanno già facendo i conti con la seconda ondata della pandemia. A Lione, Marsiglia, Bordeaux e l’industrializzata Alsazia stanno infatti crescendo giorno dopo giorno le cifre dei contagiati in una tendenza che non sembra essere invertita dalle misure restrittive messe in campo dal governo nazionale e dalle autorità territoriali.

Nella situazione attuale, dunque, la Francia pare essere il Paese dell’Eurozona messo maggiormente in ginocchio dalla seconda ondata di pandemia, seguito a ruota dalla vicina Spagna che nella giornata del 7 ottobre ha registrato nuovamente oltre 200 morti attribuiti al Covid-19. E se le cifre verranno confermate anche nei prossimi giorni, ecco che proprio Parigi e Madrid potrebbero diventare un pericolo anche per tutto il resto d’Europa, divenendo i focolai più pericolosi della pandemia di coronavirus in Europa. Con uno scenario che, purtroppo, questa volta forse si sarebbe potuto evitare.

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