“Non c’è nessun amico più leale di un libro”, diceva Ernest Hemingway, e per tutti coloro che credono all’adagio di Virginia Wolff, secondo cui l’immagine ideale del Paradiso è quello di un luogo in cui si possa leggere per sempre, ma si devono scontrare con gli impegni della quotidianità l’estate non è solo un periodo per riposare o godersi le meritate vacanze, ma anche un momento per recuperare letture arretrate o scoprirne di nuove.
Chi scrive vuole consigliare tre gradite letture che possono contribuire a approfondire determinati scenari del mondo d’oggi. Partiamo da un saggio che racconta una partita critica per la geopolitica contemporanea. “La sfida del Pacifico: Il teatro della prossima competizione egemonica”, scritto da Mirko Campochiari, analista e titolare del canale YouTube “Parabellum”, e Leonardo Lanzara, studiosi di dinamiche strategiche legate al potere aereo e navale, è un saggio che colma un vuoto della pubblicistica italiana per quanto concerne l’analisi della partita tra Usa e Cina nel teatro più caldo del pianeta.
Con un’ampia rassegna di fonti e chiavi di lettura interdisciplinari, Campochiari e Lanzara approfondiscono attentamente il confronto tra le marine di Usa e Cina, le linee di faglia e tensione nel Pacifico, il ruolo dei Paesi asiatici nella contesa globale che plasma la “Guerra Fredda 2.0”.
Sul caos globale che ruota attorno ai cambiamenti della geopolitica internazionale è incentrato il saggio “Il suicidio della pace. Perché l’ordine internazionale liberale ha fallito (1989-2024)” del politologo e storico Alessandro Colombo, docente all’Università degli Studi di Milano e direttore del Programma per le Relazioni Transatlantiche dell’Ispi.
Colombo approfondisce le dinamiche che hanno portato al crollo delle illusioni di un ordine globale pacifico e centrato sull’Occidente dopo la fine della Guerra Fredda. Tra rivalità geopolitiche, revisionismi ed errori dell’egemone americano, si è saldata una tempesta perfetta che ha impedito a qualsivoglia delle promesse fatte dai fautori dell’ordine post-Muro di Berlino di realizzarsi. Colombo indaga non solo un cambio di paradigma consolidatosi in oltre tre decadi ma anche il fallimento collettivo di un’élite occidentale che ha pensato di costruire a sua immagine e somiglianza un mondo dove nuovi attori chiedevano spazio.
Last but not least, in tempi di dazi e guerre commerciali suggeriamo la lettura de “La legge del più forte – Il diritto come strumento di competizione tra Stati”, saggio dell’avvocato Luca Picotti, ricercatore specializzato nella connessione tra diritto, sicurezza economica e scenari legati alla sicurezza nazionale. Picotti studia come l’uso geopolitico del diritto, il cosiddetto lawfare, stia diventando la norma non solo per consolidare le strategie delle potenze a tutela dei rispettivi settori critici in campo economico ma anche col fine di ampliare il perimetro della propria sicurezza a scapito dei rivali e attrezzare le strutture dello Stato a un clima di competizione permanente.
Questi libri possono aiutare a navigare un presente complesso e articolato. Li suggeriamo come stimolo intellettuale: non resterete delusi!
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