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Gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo hanno reso noto tre persone sono risultate positive al Covid-19 all’interno del villaggio olimpico, dove risiedono la maggior parte dei delegati e degli atleti che prenderanno parte ai Giochi. Secondo quanto riportato da Masa Takaya, portavoce di Tokyo 2020, le persone positive sono un funzionario e due atleti. L’identità e la nazionalità dei positivi non è stata rivelata per motivi di privacy ed il resto del loro team è stato sottoposto a test.

Non si tratta comunque di una buona notizia per le Olimpiadi, che avranno inizio tra soli cinque giorni. Finora sono risultate positive più di 40 persone, inclusi cittadini giapponesi, coinvolti nell’organizzazione dei Giochi. Come riporta l’Agi il Villaggio Olimpico, un complesso di appartamenti e aree ristoro a Tokyo, ospiterà al picco della capienza 6.700 persone tra atleti e funzionari. Il protocollo prevede che tutti gli atleti debbano sottoporsi ad un test giornaliero per prevenire possibili focolai che rischierebbero di far saltare tutta l’impalcatura e di segnare, in maniera irreparabile, la competizione sportiva mondiale.

La notizia dei contagi appare destinata ad alimentare il malcontento dell’opinione pubblica nei confronti dei Giochi, organizzati nonostante in Giappone i contagi da Covid-19 abbiano toccato nuovi picchi nelle settimane precedenti, a fronte di una popolazione tra le più anziane nel mondo dove solo il 20% dei cittadini ha ricevuto l’immunizzazione completa.

Il parere degli esperti

I Giochi, come confermato dal primo ministro giapponese Yoshide Suga, si svolgeranno sotto uno stato di emergenza, il quarto istituito nella capitale giapponese dall’inizio della pandemia. La curva dei contagi, dopo una fase di calo e di assestamento durata sino all’inizio di luglio, è ora in netto rialzo con quasi 4mila casi registrati in tutto il Giappone nelle ultime ventiquattro ore. Hiroshi Nishiura, un epidemiologo dell’Università di Kyoto e membro del comitato di esperti del ministero della Salute sul coronavirus, ha messo in dubbio il fatto che le misure di sicurezza possano prevenire l’importazione dei casi in Giappone mentre Hitoshi Oshitani, un virologo che ha aiutato ad ideare la strategia COVID-19 del Giappone, è preoccupato.

Secondo Oshitani, infatti, ospitare decine di migliaia di visitatori stranieri non è una buona idea dato che molti paesi sono alle prese con nuove ondate del virus. Tra questi ci sono l’Indonesia, che sta affrontando il peggior focolaio dall’inizio della pandemia con più di 30mila casi al giorno ed il Sudafrica, dove i casi giornalieri sono stati 23mila l’8 luglio. Oshitani ritiene che le Olimpiadi faciliteranno la trasmissione del virus in tutto il Giappone, dato che i volontari e lo staff si sposteranno da e per Tokyo visto che alcuni eventi, come le partite di calcio e le maratone, si svolgeranno in altre località come l’isola di Hokkaido. C’è, poi, un rischio secondario che riguarda gli atleti delle piccole nazioni del Pacifico, molte delle quali non sono dotate di una forte infrastruttura sanitaria e che hanno tenuto a bada il COVID-19 con severi controlli alle frontiere, che potrebbero diffondere il virus quando tornano a casa

La profezia

Il Giappone ha speso più di 15.4 miliardi di dollari per i Giochi Olimpici e Paralimpici ma, secondo alcune fonti, questa cifra potrebbe essere anche più alta. Anche le aziende private non hanno badato a spese e sono arrivate a mettere sul piatto fino a 3 miliardi di dollari. L’importanza delle Olimpiadi, per la nazione asiatica, va molto oltre il lato sportivo. Per l’ex primo ministro Shinzo Abe le Olimpiadi dovevano essere un simbolo del rinnovamento interno ed avere come temi dominanti le capacità tecnologiche del Giappone, la sua capacità di riprendersi dopo le difficoltà e la sua ospitalità. Ci sono, poi, aspetti geopolitici da non trascurare. I giochi invernali del 2022 si svolgeranno a Pechino ed il Giappone non intende sfigurare di fronte ad un rivale storico.

Le cose, però, potrebbero andare proprio così. Almeno secondo Peter Chin-Hong, uno specialista in malattie infettive presso l’Università della California sentito da Scientific American, che ha dichiarato che “Si tratta della scena di apertura perfetta per un film thriller nel quale tutti si ammalano con la Delta in tutto il mondo e lo fanno risalire alle Olimpiadi” e che “le Olimpiadi hanno il potenziale per diventare un evento di superdiffusione globale”. Gli eventi sportivi che si svolgono al chiuso a stretto contatto, come la boxe ed il wrestling, sono ad alto rischio, quelli che si svolgono all’aperto ma dove il contatto stretto è inevitabile, come il rugby, sono a rischio moderato mentre si può stare più tranquilli per gli eventi, come le competizioni equestri, dove c’è molto spazio tra i concorrenti.