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Società

Nuove ombre su AstraZeneca: in Francia niente vaccino agli under 55

A quanto pare, il caso AstraZeneca non può ancora essere considerato del tutto archiviato. Il semaforo verde dell’Ema non ha affatto concluso la spinosa vicenda che ha coinvolto il vaccino realizzato dall’azienda anglo-svedese in collaborazione con l’Università di Oxford. Anzi,...
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A quanto pare, il caso AstraZeneca non può ancora essere considerato del tutto archiviato. Il semaforo verde dell’Ema non ha affatto concluso la spinosa vicenda che ha coinvolto il vaccino realizzato dall’azienda anglo-svedese in collaborazione con l’Università di Oxford. Anzi, la decisione finale dell’Agenzia europea del farmaco rischia di provocare nuove fratture in seno all’Unione europea, e il motivo è semplice.

Anche se il vaccino AZD1222 ha ricevuto un sostanziale via libera dall’Ema, i Paesi membri dell’Ue hanno scelto di muoversi in maniera del tutto autonoma. C’è chi, come Finlandia, Svezia, Danimarca e Norvegia, chiede più tempo e sta continuando a sospendere le somministrazioni del siero, e chi ha invece ripreso l’inoculazione delle dosi. Attenzione però, perché coloro che sono ripartiti a vaccinare usando l’AstraZeneca lo hanno fatto andando in ordine sparso. Il caso più eclatante in ordine di tempo arriva dalla Francia.

All’ombra della Tour Eiffel, la somministrazione dell’AZD1222 è ripresa, sì ma escludendo gli under 55, almeno fino a nuovi studi, per una motivazione puramente precauzionale. La scelta è alquanto bizzarra, visto che a febbraio lo stesso vaccino era vietato per tutti gli over 65. Da dove nasce questa decisione? A quanto pare, ci sarebbero alcuni elementi medici che avrebbero spinto le autorità sanitarie a frenare i facili entusiasmi. L’Alta autorità francese della Sanità è preoccupata non tanto per i rari casi di trombosi rilevati dal Paul Ehrlich Institute, una sorta di Istituto Superiore di Sanità in salsa tedesca, quanto per altre due patologie altrettanto rare. Stiamo parlando delle coagulazioni intravascolari disseminate (Civd) e le trombosi venose cerebrali (Tvc).

La decisione di Parigi

Le Civd, spiegate in termini non tecnici, consistono nella formazione di coaguli di sangue all’interno dell’organismo, mentre le Tvc si riferiscono all’ostruzione dei vasi incaricati di trasportare il sangue al cervello. In termini numerici, stiamo parlando di episodi rarissimi. Come ha sottolineato il Corsera, in Francia sono stati segnalati due casi di Tvc tra persone vaccinate (una 24enne e un 51enne) e un caso di Civd (una 26enne). Peccato che il numero complessivo di vaccinazioni AstraZeneca sfondasse il tetto del milione di vaccinati, precisamente 1.4 milioni.

L’incidenza delle Vivd e delle Tvc è dunque bassa ma, a quanto pare, superiore alle attese degli esperti. Dunque: niente AstraZeneca per gli under 55. Estendo lo sguardo al resto dell’Europa, i numeri continuano a essere irrisori. Nel Vecchio Continente, prendendo in esame le vaccinazioni effettuate con AstraZeneca, e considerando anche il Regno Unito, si contano appena 5 casi di Civd e 12 di Tvc. Stando a quanto sottolineato da Le Monde, che ha citato l’Alta autorità francese della Sanità, le cifre registrate indicano nei vaccinati under 55 con AstraZeneca un rischio “otto volte maggiore di Tvc” e “cinque volte più elevato di Civd”.

La confusione regna sovrana

La gestione vaccinale europea continua a essere a dir poco confusionaria. La decisione della Francia ha colto un po’ tutti di sorpresa, anche gli stessi cittadini francesi. Molti under 55, infatti, avevano già ricevuto una prima dose del vaccino in questione. Persino il ministro della Sanità, Olivier Véran, si era lasciato fotografare durante la vaccinazione con il siero prodotto dall’azienda anglo-svedese. Difficile dire cosa potrà succedere a questa platea di vaccinati. Potrebbero rinunciare alla seconda dose AstraZeneca e ricevere un altro vaccino, oppure terminare comunque il ciclo con la seconda inoculazione del siero.

Non sappiamo ancora quale piega prenderà la vicenda, né se avrà ripercussioni nel resto dell’Europa. Nel frattempo, le autorità francesi hanno spiegato che lo stop agli under 55 è puramente precauzionale in attesa di ulteriori studi. Ricordiamo che la somministrazione della seconda dose dell’AZD1222 è raccomandata dopo un intervallo di circa tre mesi dall’inoculazione della prima dose. Tutto lascia presupporre che, di qui ai prossimi 90 giorni, Parigi saprà dare qualche indicazione in più. Al momento, dunque, AstraZeneca è finito nuovamente nell’occhio del ciclone.





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