Secondo quanto riportato dall’agenzia si stampa Agi, a seguito delle indagini per la sparatoria avvenuta nella base navale americana di Pensacola, in Florida, gli Stati Uniti hanno deciso l’estradizione di circa una decina di cittadini dell’Arabia Saudita. I militari sauditi sono stati accusati di essere vicini ad ideali di estremismo religioso e nei loro supporti digitali sono state ritrovate immagini e riproduzioni pedo-pornografiche. Il rapporto sui fatti del 6 dicembre è  stato redatto dall’unità investigativa dell’FBI.

Le indagini sono scattate a seguito della sparatoria nella base d’addestramento della marina militare, che nello scorso dicembre era stata teatro dalle strage avvenuta per mano di Ahmed Mohammed Alshamrani, un ufficiale saudita di 21 anni in forza alle truppe americane. In quell’occasione persero la vita quattro persone (tre marinai americani e l’aggressore) e ne rimasero feriti ulteriori 8, prima che la situazione venisse posta sotto controllo dalle forze accorse in aiuto. Prima di compiere il gesto, l’ufficiale saudita aveva pubblicato sul suo account twitter messaggi di odio diretti al popolo americano ed all’espansionismo degli Stati Uniti, sostenendo in particolar modo la figura di Osama Bin Laden

Nonostante non sia stato trovato nessun collegamento tra l’attentato ordito da Alshamrani ed i militari sauditi che hanno recentemente ricevuto il mandato di estradizione, le mancate segnalazioni dei comportamenti sospetti avevano spinto gli inquirenti ad indagare a fondo nella questione. Come riportato dal Washington Post, a seguito delle indagini e dal sequestro dei supporti digitali, sono stati ritrovati materiali pornografici ritraenti minori e lodi al jihad ed all’estremismo islamico. Il detto materiale è stato considerato sufficiente per stabilire l’estradizione immediata dei militari, per garantire la sicurezza della base navale di Pensacola.

Benché lo scorso mese il governo degli Stati Uniti guidato da Donald Trump avesse dichiarato tramite i propri portavoce come il pericolo dettato dai militari sauditi ancora presenti nelle basi americane non fosse imminente, Washington ha deciso di tutelare il proprio personale militare da eventuali pericoli. Inoltre, la detenzione di materiale pedo-pornografico rappresenta una grave violazione della legge americana.
Gli Stati Uniti hanno inoltre ribadito negli ultimi anni le loro volontà di difendersi con tutte le armi possibili dall’estremismo religioso e la decisione di espellere il contingente saudita rientra nel canone di pensiero del governo americano. Nonostante infatti i file ritrovati non lasciassero intendere una volontà di effettiva azione, il semplice sostegno a tematiche vicine al jihad è stato rilevante al fine della decisione di estradare il personale saudita.

Al momento non è ancora giunto un comunicato ufficiale da parte di Riad, che ha comunque preso parte alle investigazioni portate avanti dall’Fbi. Le possibilità che l’Arabia Saudita difenda la posizione dei militari espulsi sono, alla luce dei fatti, estremamente remote, soprattutto dopo che lo scorso dicembre il re Salman aveva definito “barbaro” l’attacco efferato alle forze americane.

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