È crisi nera in Corea del Sud, dove il gelo demografico – ancor più che i missili di Kim Jong Un – è diventato il nemico numero uno del governo guidato da Yoon Suk Yeol. Gli ultimi numeri sono emblematici: le nascite per donna sono scese a quota 0,72, il tasso più basso tra tutti i Paesi OCSE e molto al di sotto del 2,1, ovvero il tasso di fecondità che assicura ad una popolazione la possibilità di riprodursi mantenendo costante la propria struttura (in assenza di immigrazione). Le previsioni non lasciano presagire sviluppi rosei, visto che alla fine del 2024 il valore dovrebbe scendere ancora, fino a toccare il poco confortante 0,68. Seoul, dunque, sta facendo i conti con una vera e propria bomba a orologeria.
Il problema della Corea del Sud
Nel corso degli ultimi anni, il Governo ha attuato alcune iniziative, come l’estensione del congedo di paternità retribuito, l’offerta in denaro di “buoni per neonati” ai neo genitori e campagne sociali per incoraggiare gli uomini a contribuire all’assistenza all’infanzia e ai lavori domestici. Niente di tutto questo è però servito ad invertire una tendenza sempre più netta.
Le cause del gelo demografico sono molteplici. Riguardano, tra gli aspetti, una cultura lavorativa particolarmente esigente, salari stagnanti, l’aumento del costo della vita, un diverso atteggiamento nei confronti del matrimonio da parte dei cittadini sudcoreani e la diffusa disillusione tra le generazioni più giovani. Per non parlare dello stigma nei confronti dei genitori single, della discriminazione nei confronti delle unioni non tradizionali e delle barriere per le coppie dello stesso sesso.
L’ultima mossa di Seoul
A livello locale è stata presa un’iniziativa interessante. Nelle scorse settimane, un distretto della città di Busan ha deciso di affrontare la sfida demografica offrendo denaro alle coppie interessate ad uscire insieme per conoscersi, e ancora più soldi se dovessero poi decidere di sposarsi.
Il Governo del distretto di Saha, nella seconda città più grande della Corea del Sud, ha approvato un bilancio rivisto per finanziare un programma di matchmaking che dovrebbe incoraggiare donne e uomini locali ad incontrarsi con l’obiettivo di formare una famiglia, a fronte della messa in campo di incentivi finanziari.
Un progetto pilota per avrà luogo a ottobre. È previsto un evento di un giorno di incontro per le coppie interessate. I membri di ogni coppia che accetteranno di frequentarsi tramite il programma riceveranno 1 milione di won (circa 360 dollari a testa); se terranno un sang-gyeon-rye, e cioè un incontro tra familiari (organizzato in genere prima del matrimonio), riceveranno complessivamente altri 2 milioni di won; se si sposeranno, otterranno altri 20 milioni di won.
I novelli sposi potranno anche ricevere ulteriori 30 milioni di won come deposito per l’acquisto di una casa o 800.000 won al mese per sovvenzionare l’affitto fino a cinque anni. Le regole specifiche e la portata dell’evento, hanno scritto i media sudcoreani, non sono ancora state rivelate. Basterà alla Corea del Sud tutto questo per uscire dalla sua spirale demografica negativa?