È vero, siamo ancora nel bel mezzo della pandemia di Covid-19. In attesa di capire se ci troviamo alla fine della seconda ondata o all’inizio della terza – tra continui allarmi, spesso infondati, e previsioni di ogni tipo, su questo gli esperti hanno dato un contributo pessimo -, e nella speranza che le campagne di vaccinazione avviate in gran parte del mondo possano risolvere l’emergenza sanitaria, è possibile dare un’occhiata ai dati fin qui raccolti. Perché, direte voi, guardare dati ormai vecchi, relativi a settimane, se non mesi fa?

Per capire, al netto della politica e della propaganda, quali sono i Paesi ad aver commesso il maggior numero di errori nel contenimento del Covid, e quali effetti hanno provocato le scelte sbagliate dei governi sulle rispettive popolazioni ed economie. Sia chiaro, tutti hanno fatto degli errori, soprattutto nella fase iniziale della pandemia, quando neppure gli esperti si rendevano conto contro che cosa avrebbero dovuto combattere di lì a pochi giorni. Tuttavia, archiviati i primi, drammatici mesi, c’è chi ha fatto tesoro delle valutazioni errate e chi ha continuato imperterrito a seguire la stessa strada, con tutte le conseguenze del caso.

Morti in eccesso e crollo del pil

Abbiamo parlato di modello cinese, modello svedese, immunità di gregge. E ancora: lockdown soltanto nei weekend, lockdown a yo-yo, zone gialle e coprifuochi notturni. Sono state messe sul tavolo mille soluzioni, e adesso è arrivato il momento di toccare con mano il frutto di determinate scelte politiche. Le fonti principali alle quali attingere sono principalmente tre: il Fondo Monetario Internazionale, per capire gli effetti delle misure restrittive sull’economia, lo Human Morality Database, per il numero di decessi causati dal Covid, e Our World in Data per incrociare altri valori.

Chiunque è libero di consultare questi e altri siti di rilevanza istituzionale, così da trovare risposte alle proprie domande. Ad esempio, considerando due variabili, ovvero il numero di morti e l’impatto economico, quali sono gli Stati che hanno saputo fronteggiare peggio l’emergenza sanitaria? Quali, invece, hanno dimostrato una migliore resistenza e resilienza? Moltissimi statistici ed esperti hanno incrociato diversi dati, fino a ottenere risultati sorprendenti.

Considerando la mortalità in eccesso per milione di abitanti e la crescita (o, più realisticamente, caduta) del Pil relativo al 2020, è interessante leggere l’interessantissimo grafico “a quattro quadranti” realizzato e condiviso su Twitter dall’utente @eugenio_sp. In alto a sinistra, troviamo i Paesi che hanno contato meno decessi e che hanno dovuto fare i conti con un minor crollo del pil; in fondo a destra, quelli che hanno fallito tanto sul fronte sanitario quanto su quello economico. Gli altri due quadranti sono occupati da quei governi che, a fronte di un minor danno economico, hanno pianto più vittime, e da quelli che hanno avuto meno morti ma più danni economici.

Migliori e peggiori

Scendendo nel dettaglio, individuiamo subito la posizione dell’Italia. Si trova nel quadrante dei “cattivi”, un’area frequentata da Paesi che hanno totalizzato il peggior crollo del pil e il maggior numero di morti. Il governo italiano, giusto per farsi un’idea, è in compagnia di Messico, Ecuador, Colombia, Sud Africa e Regno Unito (Londra, almeno, sta parzialmente rimediando con una campagna di vaccinazione super). Le belle parole di Giuseppe Conte e Roberto Speranza sui successi ottenuti dall’Italia, i complimenti dei media internazionali in  merito al lodevole esempio italiano di lotta al virus, tutto questo, e tanto altro, si infrange sulla realtà dei fatti.

Coloro che possono vantare la sconfitta meno dolorosa, sono altri Stati, come Australia, Corea del Sud, Germania, e non certo l’Italia, tra i peggiori per il numero di morti per milione di abitanti (qui tutti i dati nel dettaglio) e tra i peggiori pure per crollo del pil (il Fondo Monetario Internazionale ha tutti i dati del caso). Questo significa che le scelte avallate dall’ex governo giallorosso, i Dpcm annunciati in diretta televisiva agli orari più improbabili e tutte le innumerevoli e caotiche misure restrittive proposte, non hanno contribuito a evitare il peggio. E no, a quanto pare non è possibile nascondersi dietro a un dito, giustificandosi dietro ai risultati ottenuti dal resto del mondo. I dati parlano chiaro: c’è chi è davvero riuscito ad attutire il colpo provocato dall’onda d’urto del Covid.

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