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Nel teatro, la guerra, spiega lo scrittore Alessandro Baricco commentando l’opera teatrale di Edmond Rostand, Cyrano de Bargerac, ha spesso il ruolo di costringere gli uomini a tirare fuori la verità dalla loro vita. Questa nota può aiutarci a leggere il terribile gesto di Aaron Bushnell, soldato americano venticinquenne che lo scorso 25 febbraio si è recato di fronte all’ambasciata Israeliana e si è lasciato consumare dalle fiamme al grido “Palestina libera”. “Sono un membro dell’Aeronautica degli Stati Uniti” ha spiegato Bushnell in diretta video mentre si recava verso i cancelli dell’ambasciata israeliana, “e non sarò più complice di un genocidio. Sto per compiere un atto di protesta estremo, ma rispetto a ciò che la gente sta vivendo in Palestina per mano dei loro colonizzatori, non è affatto estremo”. Un gesto estremo portato avanti da una persona normale, parte del sistema insieme a tanti altri ragazzi come lui.

In un articolo apparso su The Intercept, Nikita Mazurov, risalendo ai post che Bushnell ha postato negli ultimi anni su Reddit, una delle piattaforme social più utilizzate negli Stati Uniti, rende conto di un cursus decisamente comune per molti ragazzi americani. Mazurov spiega infatti come Bushnell si sia unito all’esercito “subito dopo aver scritto alcuni post circa le proprie difficoltà finanziarie all’inizio della pandemia. Il 19 marzo 2020, acebush1 [user name di Bushnell su Reddit, ndr] ha chiesto informazioni su come poter diventare un autista di Uber Eats, e il mese successivo, ha scritto alcuni post chiedendo esplicitamente aiuti economici.”

Continua Mazurov, “a maggio, acebush1 ha postato una foto con la didascalia “mio padre si sta preparando per darmi un abbraccio d’addio prima di partire per il BMT”, l’addestramento militare di base.” Notizia confermata dalla pagina LinkedIn di Bushnell, in cui si attesta che a maggio 2020 si è iscritto al “Basic & Technical Training” dell’Aeronautica Militare. Dopo circa tre anni di addestramento, e pochi mesi prima dell’estremo gesto che ha compiuto pochi giorni fa, il ragazzo scrive sul suo profilo Reddit che intraprendere la carriera militare è un rimpianto che si porterà dietro per il resto della sua vita.

Una storia americana normale, una simile a quelle che ci raccontò Michael Moore nel suo documentario Farenheit 9\11, dove vengono descritte le modalità di arruolamento nel contesto delle guerre che seguirono l’attentato al World Trade Center: la carriera militare, una delle poche industrie che gode del privilegio di non conoscere crisi, rappresenta l’unica risorsa per tanti ragazzi in difficoltà economica, ragazzi che, se hanno la fortuna di non morire in guerra, tornano in patria e vengono abbandonati dalle istituzioni.

Così, Ann Wright, veterana dell’esercito Usa e dal 2003 attivista contro la guerra, spiega a Democracy Now! come Bushnell non sia “la prima persona che si è suicidata per quello che gli Stati Uniti hanno fatto. A ben vedere, si stima che circa 22 veterani al giorno si suicidino per quello che hanno fatto mentre servivano l’esercito americano.” E non è neanche il primo ad essersi immolato pubblicamente, come si legge in un lungo articolo di Wright intitolato “perché qualcuno dovrebbe uccidersi per fermare una guerra? Su Aaron Bushnell e altri”.

Eppure, è proprio questa normalità che i giornali hanno subito cercato di inquadrare come anomalia. La normalità cioè di un ragazzo che non regge il peso di essere complice degli orrori della guerra, e in particolar modo di una guerra, come quella condotta da Israele contro la Palestina, che conta la morte di circa 10.000 bambini. “l’aviatore che si è dato fuoco è cresciuto in un complesso religioso e aveva un passato da anarchico”, titola il Washington Post, seguito dal New York Times, che indaga in modo certosino sulle magagne della comunità religiosa in cui Bushnell è cresciuto.

Così, mentre l’auto immolazione di Jan Palach, il ragazzo cecoslovacco che si diede fuoco a Praga di fronte alle forze sovietiche, o quella più recente di Mohamed Bouazizi, il giovane tunisino che fece lo stesso in segno di protesta contro la violenza del suo governo, non hanno bisogno di alcuna spiegazione che vada oltre l’umana intuizione che l’oppressione è una condizione insostenibile, il gesto di Aaron Bushnell, che si è immolato di fronte ai Buoni, probabilmente verrà sepolto da accuse di follia o di estremismo politico o religioso.

La vita delle persone è complessa e sicuramente si sono già spese troppe parole sulla triste storia di questo ragazzo, ma per tornare al ruolo della guerra nel teatro, questa mette gli uomini all’angolo e, seppure siano tanti e affannati gli sforzi per reprimerla, porta la verità ad emergere. “Sono un membro dell’Aeronautica degli Stati Uniti e non sarò più complice di un genocidio. Sto per compiere un atto di protesta estremo, ma rispetto a ciò che la gente sta vivendo in Palestina per mano dei loro colonizzatori, non è affatto estremo. Questo è ciò che la nostra classe dirigente ha deciso che sarà la normalità.”

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