Era entrata nell’occhio del ciclone a causa della presenza di un pericolosissimo focolaio di coronavirus all’interno di un mattatoio, adesso la società tedesca Tonnies è nuovamente sotto inchiesta a causa delle condizioni igieniche scadenti dei suoi stabilimenti. A renderlo noto è il quotidiano tedesco DerSpiegel, il quale ha messo in luce come dai controlli effettuati in uno stabilimento in Bassa Sassonia siano venute alla luce gravissime mancanze nelle condizioni igieniche. Prima tra tutte, la presenza di nidi di topo all’interno delle celle frigorifere, stimate presenti da almeno cinque mesi a questa parte.

Il fatto – che si unisce alle già rilevate carenze nella tutela del personale – è un’ascia che si abbatte sulla casa di mattatoi tedesca, che adesso rischia delle gravi ripercussioni non soltanto sotto l’aspetto giudiziario ma anche sotto il profilo della domanda di mercato. Dopo le ultime rilevazioni, infatti, sono già molteplici le società che hanno rescisso le collaborazioni, sentendosi insicure riguardo agli standard igienici garantiti dalla Tonnies.

I mattatoi tedeschi rischiano un terremoto

L’immagine della filiera messa in luce dalla stampa tedesca e dalle indagini giudiziarie hanno rivelato un mondo nascosto che ha messo in luce tutte le criticità e le carenze del comparto alimentare tedesco. In particolar modo, sono state sottolineate le carenze igieniche basilari che dovrebbero essere garantite – in particolar modo durante un periodo segnato dalla pandemia – e che adesso rischiano di far traballare non soltanto la società Tonnies ma tutta la filiera alimentare tedesca.

Situazioni di questo tipo, infatti, succedono con maggior frequenza quando la vigilanza alla quale le società devono essere sottoposte non viene svolta nel modo più consono. Questo particolare – risultato evidente anche nel mondo finanziario tedesco, con la Bafin sotto accusa per i carenti controlli su Wirecard AG- induce di conseguenza il consumatore a guardare con sfiducia la totalità del settore, considerandolo soggetto alle medesime pratiche.

Molto spesso in passato la Germania è stata vista come la patria del rigore, dove il rispetto delle leggi e dei regolamenti è stato posto come pilastro fondante per una economia solida ed importante – come di fatto si era sino a questo momento rivelata. Tuttavia, il nascere di scandali all’interno delle istituzioni adibite ai controlli – siano essi di natura finanziaria o igienica – ha distrutto questa immagine di Berlino. Se prima infatti non c’erano infrazioni grazie al rigore, adesso sembra che non ci siano infrazioni a causa dei controlli sostanzialmente assenti – o all’acqua di rose – in uno scenario che rischia di affossare l’ennesimo comparto industriale tedesco.

Il settore alimentare tedesco è in depressione

Specularmente a quanto accaduto in molti altri Paesi europei, il settore alimentare autoctono ha vissuto più di una problematica negli ultimi anni, inducendo ad un generalizzato peggioramento degli standard igienici e lavorativi e contribuendo alla sparizione di molte industrie. Oltre alle criticità internazionali, buona parte di questa problematica trae le sue fondamenta da una ridotta domanda interna a favore degli acquisti di prodotti provenienti dall’estero.

Tuttavia, uno dei cavalli di battaglia messo in campo dalla produzione interna è quello relativo all’affidabilità, alla tracciabilità ed alla sicurezza dei prodotti immessi sul mercato. In questo modo, infatti, anche in presenza di un prezzo mediamente maggiore i prodotti locali hanno sempre trovato modo di essere incentivati. In una situazione che però vede la produzione interna essere essa stessa lavorata in condizioni inaccettabili, ecco che anche quest’ultimo muro difensivo contro la concorrenza estera viene a mancare. Questo, in fondo, è quello che verosimilmente potrebbe accadere al mercato tedesco e non soltanto limitatamente ai mattatoi Tonnies. E soprattutto, da questo scandalo – unito alle mancanze già messe in evidenza nelle scorse settimane – è l’intero comparto alimentare tedesco a rischiare di dover pagare il prezzo più salato.