diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY

Locomotiva dell’Unione europea, cuore dell’Europa, massimo esempio di organizzazione politica e di efficienza economica. La lista di etichette utilizzate per riferirsi alla Germania potrebbe continuare all’infinito. Eppure il mito tedesco, la narrazione del Paese dove i conti pubblici sono sempre in ordine e nessun ostacolo sembra insormontabile, è stata messa a dura prova da due eventi tra loro distanti anni luce.

Il graduale ritiro dall’arena politica di Angela Merkel ha scoperchiato un piccolo vaso di Pandora. Le ultime elezioni federali hanno consegnato agli analisti una Germania diversa dal solito, divisa e senza leader. E non avere un leader solido nel bel mezzo di una pandemia globale, a maggior ragione se il virus che sembrava ormai un lontano ricordo è tornato a fare danni, si sta rivelando un problema enorme.

Le ultime notizie sanitarie provenienti da Berlino non sono affatto confortanti. La Germania si prepara a mobilitare 12mila soldati per venire in aiuto dei servizi sanitari a fronte dell’ultima ondata di Sars-CoV-2. I loro compiti sarebbero già stati assegnati: rifornire di terze dosi di vaccino e di test le case di riposo e supportare gli ospedali sovraccarichi. Secondo quanto riportato dal settimanale Der Spiegel, l’intero contingente di militari sarà mobilitato entro Natale (al momento ne sono stati chiamati 630).

Emergenza nazionale

Questa mossa rientra nell’ambito di un piano di emergenza nazionale attuato per arginare il ritorno di fiamma del Covid, tornato a far registrare numeri record. Non a caso il ministro degli Esteri tedesco, Jens Spahn, ha parlato espressamente di “emergenza nazionale” e si è lasciato andare in una previsione ancor più emblematica, ossia che quasi tutti i tedeschi saranno “vaccinati, guariti o morti” in pochi mesi. “Probabilmente entro la fine dell’inverno, come viene a volte detto con cinismo, più o meno tutti in Germania saranno vaccinati, guariti o morti”, ha aggiunto lanciando un appello alla vaccinazione.

Le autorità sono in apprensione, anche perché il contatore dei numeri continua a macinare contagi su contagi. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 47.887 nuovi casi e 307 decessi. I dati risultano in aumento rispetto a esattamente una settimana fa, quando erano stati rilevati 23.607 contagi e 43 decessi. L‘incidenza su 100mila abitanti è salita a 386,5, rispetto al dato di 372,7 del giorno prima e di 303,0 di una settimana fa; un mese fa lo stesso dato si attestava a 95,1. Insomma, la corazza tedesca si è sciolta come neve al sole davanti alla quarta ondata di Covid, e con lei è evaporato anche il mito dell’organizzazione teutonica (o quando meno ne è uscito ridimensionato).

Fa specie che Berlino si trovi sotto pressione dopo tutti gli elogi ricevuti per esser riuscita ad arginare il virus a differenza di tante altre pecore nere d’Europa, Italia compresa. Adesso la situazione è capovolta, con l’Italia che può tirare un sospiro di sollievo – senza però abbassare la guardia – e la Germania che deve rincorrere i cittadini per incrementare il tasso di vaccinazione così da scongiurare gli effetti nefasti del Covid.

Mobilitati 12 mila soldati

Senza ombra di dubbio il numero di vaccinati, inferiore a quello italiano, ha giocato un ruolo cruciale. Al momento, soltanto il 67,38% dei tedeschi ha terminato il ciclo vaccinale, mentre il 2,51% è in attesa di ricevere la seconda dose. Numeri bassi, se confrontati con il 72,98% di italiani vaccinati con due dosi e con il 4,85% in attesa della seconda. È vero che le misure adottate in Italia – vedi Green Pass rafforzato all’ennesima potenza – hanno contribuito ad accelerare il ritmo di vaccinazioni. Ma è altrettanto vero che l’efficiente Germania si è fatta cogliere impreparata, o forse ha sbagliato i suoi calcoli, ritenendo che tutto potesse andare per il meglio senza utilizzare provvedimenti più duri. Morale della favola: il Paese è un unico grande focolaio ed è sempre più complesso tracciare i contatti dei contagiati.

Ad aggiungere l’ennesima spada di Damocle su Berlino troviamo l’Istituto Robert Koch. Lothar Wieler, il presidente dell’ente responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania, ha spiegato che una quinta ondata di coronavirus in Germania potrebbe essere possibile, qualora il numero di vaccinati non fosse sufficiente. Ecco perché è stato mobilitato l’esercito: per cercare di accelerare le vaccinazioni.

Ma per capire la situazione in cui è precipitata Berlino basta fare un raffronto con quanto avvenuto nell’inverno 2020 e nella primavera del 2021. C’erano appena 10mila soldati dispiegati in quel periodo, e cioè nella fase più critica dell’emergenza Covid; a breve ce ne saranno 12mila.  Attualmente le richieste di aiuto provengono principalmente da Turingia, Sassonia e Baviera, dove l’incidenza del virus è in forte aumento. SI preannunciano settimane complicate.