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Il Covid-19 rischia di travolgere Berlino ed il Senato locale ha deciso di imporre severe restrizioni alla vita sociale e notturna della capitale tedesca. I ristoranti, i bar, i pub gli esercizi commerciali dovranno rimanere chiusi, nel periodo compreso tra il 10 ed il 31 ottobre, tra le undici di sera e le sei di mattina del giorno successivo. Nella stessa fascia oraria gli incontri conviviali non potranno avere più di cinque partecipanti e non potranno avere luogo nei parchi. Di giorno gli incontri al chiuso potranno avere un massimo di dieci partecipanti e non venticinque come era stato sinora. La velocità del tasso di riproduzione del virus preoccupa ed in quattro distretti della città, abitati da oltre un milione di persone, è stato registrata un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni. Si tratta di una soglia utilizzata dall’esecutivo della Cancelliera Angela Merkel per classificare una regione europea come ad alto rischio. Alcuni Land tedeschi, come lo Schleswig-Holstein e la Bassa Sassonia, hanno deciso di imporre quarantene o tamponi obbligatori per chi fa ritorno da Berlino mentre il Premier bavarese Markus Söder ha affermato che la situazione di Berlino potrebbe presto “essere fuori controllo”. I Land hanno concordato sul fatto che i cittadini tedeschi provenienti da un’area a rischio non potranno soggiornare negli alberghi situati al di fuori di queste zone impedendo, di fatto, la libera circolazione dei cittadini della capitale sul territorio nazionale.

Un quadro poco rassicurante

Le autorità di Berlino ritengono che le feste private nelle case e gli assembramenti illegali all’aperto abbiano giocato un ruolo importante nella diffusione del virus SARS-CoV-2. I cittadini che non rispettano il distanziamento sociale o le misure igienico sanitarie necessarie a contenere la diffusione del Covid-19 erano già sottoposti a sanzioni. Chi non indossa la mascherina facciale dove richiesto può ricevere una multa compresa tra i 50 ed i 500 euro e la medesima sanzione può essere comminata a chi non rispetta la distanza interpersonale di un metro e mezzo. Chi riceve un ospite durante l’isolamento domestico può ricevere una multa compresa tra i 300 ed i 1000 euro.  La vita notturna della capitale è notoriamente attiva e trasgressiva ma al tempo della pandemia questi atteggiamenti sembrano non essere più tollerati.  Berlino, già priva di una buona parte del consistente flusso turistico internazionale che ne alimentava l’economia, rischia ora di finire ai margini della vita culturale, che iniziava a riprendersi dopo la primavera. Ad agosto la rivista Resident Advisor parlava di 193 eventi in corso di svolgimento nella capitale, in crescita del 244 per cento rispetto a giugno quando era stato allentato il distanziamento sociale. Ai club era consentita, previa l’osservanza di misure igieniche, l’organizzazione di eventi all’aria aperta con un massimo di 5000 partecipanti. Numeri decisamente elevati se paragonati a quelli di altre nazioni europee e che potrebbero aver contribuito ad abbassare la soglia di attenzione.

Le cause di una disfatta

Secondo il giornale locale Tagesspiegel la colpa di quanto accaduto è dei berlinesi. In un articolo pubblicato sulla testata si può leggere che “C’è una ragione per cui il contagio è in forte crescita nelle aree centrali della città” e che “le regole vengono continuamente violate nei pub, nei bar e nei parchi in particolar modo nelle ore serali. Il duro lockdown primaverile ha lasciato spazio ad una libertà eccessiva e ad una situazione in cui ciascuno aderisce alle regole che si è autoimposto”. Il ministro della Salute Jens Spahn ha recentemente dichiarato che il distanziamento sociale non viene praticato in città e che si è sentito “un alieno” quando ha deciso di indossare una mascherina facciale in un ristorante berlinese. L’assenza di un orario di chiusura obbligatorio per i bar (non ne è mai stato imposto uno dal 1949) non ha probabilmente aiutato. Sotto accusa è finito anche l’esecutivo municipale retto da una coalizione progressista formata da Socialdemocratici, Verdi e Sinistra radicale. Uno sviluppo, quest’ultimo, che potrebbe avere ricadute anche sul governo nazionale a cui prendono parte proprio i Socialdemocratici.

Una speranza per il futuro

La situazione di Berlino non è comunque paragonabile a quella vissuta da Parigi o Madrid. Nelle capitale francese i pazienti Covid in terapia intensiva occupano il 36 per cento dei posti letto disponibili ed in quella spagnola il 43 per cento. A Parigi il tasso di incidenza è di 260 casi ogni 100mila abitanti ed in alcune aree di Madrid ha raggiunto i 1000 casi ogni 100mila abitanti. La resilienza della rete ospedaliera tedesca, che è riuscita a gestire egregiamente la prima ondata di contagi, potrebbe fare la differenza in futuro quando, nel corso di mesi invernali, le cose potrebbero volgere al peggio.