Negli ultimi sette giorni l’Europa è l’unica regione del mondo che ha visto aumentare il numero di contagi di Sars-CoV-2. Come se non bastasse, la pandemia di Covid-19 “proseguirà per un anno più del necessario”, perché i Paesi poveri non stanno ricevendo i vaccini di cui necessitano. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) è tornata a farsi sentire, come sempre, non per proporre soluzioni alla pandemia ma per puntare il dito contro il mondo occidentale.

I cosiddetti Paesi ricchi non solo non starebbero attuando le restrizioni necessarie per bloccare la corsa del virus, ma sarebbero pure i responsabili della penuria vaccinale presente nei Paesi a basso reddito. Le loro colpe? Continuare a rifornirsi di dosi, costringendo le case farmaceutiche a non dare priorità ai governi più bisognosi. Bruce Aylward, ricercatore di alto livello dell’Oms, ha dichiarato alla Bbc che la pandemia potrà “facilmente trascinarsi fin verso la fine del 2022“.

Non sappiamo da dove possa derivare questa precisione statistica, anche perché le ultime previsioni diffuse dall’agenzia con sede a Ginevra si sono rivelate a di poco imprecise e inesatte. Sappiamo però, come ha sottolineato Aylward, che meno del 5% della popolazione africana è stato vaccinato, rispetto al 40% della maggior parte degli altri continenti, mentre i Paesi ricchi hanno consegnato solo una piccola parte della quantità di vaccini promessa a quelli poveri.

L’aumento di contagi dell’Europa

Tralasciando la questione vaccini, e concentrandosi sui bollettini della pandemia, l’Oms ha sottolineato come in Europa, la scorsa settimana, si sia registrato un aumento di contagi di coronavirus del 7%. Piccolo particolare che l’agenzia internazionale non ha tralasciato: si tratta dell’unica regione al mondo in cui i nuovi casi di Covid-19 sono cresciuti. Dal documento risulta che la scorsa settimana sono stati registrati circa 2,7 milioni di nuovi casi di Covid-19 e oltre 46mila morti, dati simili a quelli della settimana precedente.

Bollino rosso a Regno Unito, Russia e Turchia, Paesi che hanno registrato il maggior numero di casi. Al contrario, il maggior calo di infezioni è stato registrato in Africa e nel Pacifico occidentale, dove i contagi sono calati rispettivamente del 18% e del 16%. Anche il numero di decessi in Africa è calato, di circa un quarto, nonostante la disperata mancanza di vaccini nel continente. Altre regioni come Americhe e Medioriente hanno registrato numeri simili alla settimana precedente.

Insomma, a sentire l’Oms e a leggere i suoi dati, la regione europea sembrerebbe essere la pecora nera tra le aree analizzate. Per la terza settimana consecutiva, infatti, i casi di coronavirus sono aumentati in Europa con circa 1,3 milioni di nuovi casi, mentre oltre la metà dei Paesi della regione ha registrato un aumento dei contagi.

Terza dose e vaccini

Il plauso dell’Oms è andato a Israele, dove la pandemia sta continuando il suo trend discendente delle ultime settimane. Dorit Nitzan, direttrice delle emergenze per la regione europea dell’Oms, ha elogiato la decisione del Paese di lanciare al più presto il terzo richiamo del vaccino. “Israele ha avuto ragione quando ha iniziato a somministrare il richiamo prima dell’approvazione della FDA. Israele è stato tra i primi a farlo ed è tra i primi a fare progressi. È un pioniere, e questo è importante”, ha detto Nitzan. Ricordiamo che Israele utilizza quasi esclusivamente il vaccino Pfizer/BioNTech, e Tel Aviv ha reso disponibile ad agosto il vaccino supplementare a tutta la popolazione di età pari o superiore a 12 anni; da quel momento in poi, ha registrato un significativo calo a livello nazionale di contagi giornalieri e di pazienti gravi.

Secondo Nitzan, Israele è vicino a domare la quarta ondata alimentata dalla variante Delta altamente trasmissibile grazie alla pionieristica scelta del richiamo che finora ha visto oltre 3,8 milioni di israeliani ricevere la terza dose. Eppure, guai a tirare un sospiro di sollievo, perché l’esperta ha avvertito che si stanno facendo strada nuove varianti del coronavirus. Va da sé, che potrebbero potenzialmente combinarsi con la stagione influenzale. Insomma, l’Oms e i suoi esperti, di tanto in tanto, tornano a commentare lo stato della pandemia dando “premi morali” ai Paesi che hanno ottenuto dati pandemici migliori e criticando chi è rimasto indietro per i più svariati motivi.

Poco importa se nel Regno Unito l’aumento dei casi non ha comportato – almeno per adesso – emergenze nazionali: Londra, secondo i parametri dell’agenzia, non si è “comportata bene”. Per quanto riguarda la distribuzione dei vaccini – vecchio cavallo di battaglia della stessa Oms – i Paesi più ricchi starebbero facendo (e avrebbero fatto) incetta di dosi contribuendo a togliere le stesse dosi dalla disponibilità dei Paesi a basso reddito. Anche in questo caso, solo tante critiche e zero soluzioni da parte dell’Oms.

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