Già nelle scorse settimane, rispetto al resto dell’Europa ed in modo molto similare a quanto sta avvenendo nella vicina Spagna, la Francia ha evidenziato un numero di contagi molto elevato che ha fatto ripiombare governo e popolazione nel terrore dei mesi passati. Dopo una prima fase di massima allerta nella quale sono state introdotte misure restrittive per evitare la diffusione dei contagi, però, la situazione non sembra essere sostanzialmente migliorata. E in questo scenario, nella giornata di mercoledì, il presidente francese Emmanuel Macron si è visto obbligato ad alzare ancora volta l’asticella, facendo di fatto cadere ancora una volta in lockdown Parigi ed altre 8 grandi città del Paese.

Parigi si blinda contro il coronavirus

Anche durante la prima ondata della pandemia che aveva colpito la Francia tra il finire dello scorso inverno e la primavera, Parigi era diventato l’epicentro francese – insieme all’Alsazia – del picco dei contagi. A pesare, soprattutto, un sistema dei trasporti che non ha garantito e non garantisce tutt’ora l’adeguato distanziamento sociale e delle misure prese forse troppo tardivamente. E con l’aumento odierno, purtroppo, la situazione sembra essersi ripetuta in modo sostanzialmente identico.

Con le nuove misure varate nella giornata di mercoledì, però, i cittadini parigini tornano di nuova in una situazione di semi-lockdown, con chiusure anticipate dei locali pubblici e l’incentivo a non portare avanti comportamenti che possano aiutare il patogeno a propagarsi. Il tutto, questa volta, dovrebbe durare per un periodo lungo dalle quattro alle sei settimane. Tuttavia, anche questa soluzione non appare priva di rischi, soprattutto considerando da un lato la già indebolita economia della capitale e dall’altro l’assenza di un sostanziale miglioramento del sistema sanitario della Francia. E questi rischi, purtroppo per il governo d’oltralpe, i francesi sembrano averlo già ampiamente percepito.

Le terapie intensive sono già al collasso

Secondo quanto riportato da TGcom24, la sanità della Francia sarebbe già entrata in piena crisi, con le terapie intensive della Ile de France che hanno raggiunto il 90% dei posti letti aggregati occupati. Adesso, però, le preoccupazioni sono relative al rapido aumento dei numeri del contagio che potrebbero portare ben presto il sistema ospedaliero della capitale al totale collasso. E insieme alla capitale, purtroppo, sono molte le grandi città che rischiano di vedere i propri ospedali stracolmi in meno di una settimana, in uno scenario che si preannuncia tutt’altro che positivo per la Francia.

Le misure messe in campo dal governo francese, dunque, dovrebbero essere necessarie a limitare il numero dei contagi per dare modo al sistema ospedaliero di smaltire i malati senza privare la popolazione francese delle più necessarie cure. Tuttavia, l’aumento continuo dei contagi e la crescita giorno dopo giorno dell’indice Rh sono dei dati che Parigi non può e non deve assolutamente sottovalutare e che la obbligano a studiare misure alternative volte anche ad aumentare la capienza dei reparti ospedalieri.

La Francia è l’immagine dell’Europa delle prossime settimane?

Concludendo. La situazione vissuta dalla Francia in questi giorni, però, dovrebbe far riflettere anche il resto d’Europa riguardo ai rischi di un impatto violento con la seconda ondata della pandemia. E in modo particolare, dovrebbe stimolare i governi a comprendere gli errori compiuti da Parigi – e da Madrid – col fine di non lasciare che la situazione sfugga ancora una volta di mano.

Tuttavia, la situazione della Francia ha chiarificato come l’aver sottovalutato le potenzialità del virus nel periodo estivo sia stata la discriminante che ha permesso alla pandemia di tornare a colpire in modo violento, nonostante i numeri della mortalità continuino in questi giorni a rimanere relativamente bassi. E soprattutto, ha messo tutta l’Europa di fronte alle conseguenze di un errato meccanismo di convivenza con il Covid-19.

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