La Spagna è finita di nuovo nell’occhio del ciclone e Madrid rischia di diventare il nuovo epicentro europeo della pandemia di Covid. Da un paio di mesi a questa parte l’intero Paese deve fare i conti con un’impennata costante di nuovi casi quotidiani, accompagnati – e questo è il trend più preoccupante – da ricoveri in terapia intensiva.

Nuove restrizioni

La Comunità di Madrid ha quindi adottato nuove restrizioni per abbattere la curva epidemiologica. Per la prima volta sono state varate limitazioni specifiche per 37 aree, dove non si potrà entrare o uscire salvo eccezioni. Le misure scatteranno lunedì prossimo, resteranno in vigore per 14 giorni e potranno essere prorogate in caso di necessità.

Le disposizioni delle autorità riguarderanno circa 855mila persone di sei distretti della capitale iberica (Carabanchel, Ciudad Lineal, Puente de Vallecas, Usera, Villa de Vallecas e Villaverde) e dei comuni di Alcobendas, Fuenlabrada , Getafe, Humanes de Madrid, Moraleja de Enmedio, Parla e San Sebastiàn de los Reyes. Per far sì che i cittadini rispettino le misure restrittive è stata richiesta la collaborazione della polizia locale. Le sanzioni per i trasgressori delle disposizioni e protocolli sanitari potranno variare tra i 600 e i 600mila euro.

Scendendo nel dettaglio, le principali misure restrittive limitano gli incontri a un massimo di sei persone. Si potrà inoltre entrare o uscire dalle zone rosse solo per motivi medici, di lavoro, per accedere alle scuole, per prendersi cura di anziani e minori. E ancora: per l’accesso a banche o uffici assicurativi, legali o amministrativi; per sostenere esami; e per qualsiasi altra necessità prioritaria, urgente o di forza maggiore. Chiusi parchi e giardini. La raccomandazione è di evitare spostamenti e attività non necessarie. Come se non bastasse, i residenti delle zone rosse potranno circolare su strade all’interno del perimetro delimitato.

Perché i contagi sono riesplosi

Difficile individuare una sola causa capace di spiegare cosa sta accadendo a Madrid. A detta degli esperti uno dei motivi principali riguarderebbe il sistema politico spagnolo, con la scarsa coordinazione tra governo centrale e governi regionali. Il Paese si è quindi ritrovato con misure non omogenee e con soggetti che hanno abbracciato (o abbracciano) misure tra loro differenti. Pesano, inoltre, un sistema di monitoraggio da rivedere, non sempre in grado di registrare i nuovi casi, e la scarsa disciplina sociale.

La situazione di Madrid è specchio di quanto appena spiegato. Il governo locale, dopo aver rivendicato a gran voce l’autonomia nella gestione dell’emergenza sanitaria, adesso si è ritrovato a dover chiedere aiuto a quello nazionale. C’è infine da considerare un problema non da poco. La gestione dell’epidemia nella Comunità di Madrid non riguarda solo Madrid ma anche il resto della Spagna. La capitale è infatti al centro di un notevole flusso di persone. Ora, per frenare i contagi, il governo regionale di Madrid ha chiesto aiuto al premier Pedro Sanchez.

L’ultimo bollettino, in ogni caso, preoccupa le autorità: il ministero della Sanità spagnolo ha registrato 14.389 nuovi casi di Covid-19, di cui 4.697 risultati dei tamponi delle ultime 24 ore. I morti sono 90 per un totale che ca a 30.495. Nel frattempo una fila di tende verdi è stata allestita ai cancelli dell’ospedale militare Gomez Ulla di Madrid, quattro mesi dopo la creazione di strutture simili per il triage dei pazienti affetti da Covid-19. Il Ministero della Difesa spagnolo, che gestisce l’ospedale militare, ha dichiarato che per ora le tende sono vuote e non utilizzate, ma sono state allestite per precauzione nel caso di una seconda ondata che sovraccarichi gli ospedali, mentre i contagi nella capitale continuano ad aumentare.

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