L’Italia, primo Paese dopo la Cina a subire le dure conseguenze dell’esplosione della pandemia di Covid-19 nel 2020, non lascia sola l’India nella battaglia che il Paese del subcontinente indiano sta combattendo contro la nuova variante del virus, che ha messo alle corde il sistema sanitario nazionale e causato decine di migliaia di morti in poche settimane.

Il 4 maggio scorso sono giunti in India i primi aiuti inviati dall’Italia a bordo di un cargo dell’Aeronautica Militare, un C-130J della 46esima Brigata Aerea di Pisa. L’aereo è decollato dall’aeroporto di Torino-Caselle con circa 12 tonnellate di attrezzature per l’assistenza respiratoria e altri apparati e materiale sanitario, atterrando nella capitale Nuova Delhi. Il sistema dispiegato dall’Italia è centrato, in particolar modo, sul coordinamento del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa- Comando Operativo Vertice Interforze, mentre il team inviato in India per prestare soccorso alla popolazione sarà composto dal personale del gruppo Maxiemergenza della Regione Piemonte, il cui presidente Alberto Cirio e il cui assessore alla Sanità Luigi Icardi hanno risposto tempestivamente all’appello lanciato dal governo di Mario Draghi per offrire aiuto all’India.

Gli aiuti medico-sanitari comprendono invece diverse tipologie di equipaggiamento medico, venti respiratori polmonari e un vitale generatore in grado di fornire ossigeno ad un intero ospedale che saranno destinati al centro Itbp di Greater Noida, città dell’Uttar Pradesh a sud-est di Delhi. La scelta della Regione Piemonte, della Protezione civile e del governo non è casuale. L’amministrazione regionale di Torino ha alle sue disponibilità un equipe sanitaria certificata dall’Oms per il secondo dei tre livelli di classificazione degli Emergency Medical Teams, primo italiano (e tra i dodici al mondo) a ricevere tale riconoscimento nell’agosto 2018, e si pone l’obiettivo di ottenere il massimo livello di certificazione per poter operare in qualsiasi scenario di risposta a catastrofi o emergenze sanitarie. Il dottor Mario Raviolo, alla guida del dipartimento emergenze della Regione, vanta esperienze sul campo in Paesi come Mozambico e Angola e ora guida la battaglia indiana.

Intervistato da Tf NewsRaviolo ha fatto il punto della situazione in India sottolineando che l’equipaggiamento dell’ospedale target della missione con l’installazione del dispositivo di generazione dell’ossigeno ha rappresentato il primo obiettivo completato con successo dalla missione. L’ossigeno generato dalla macchina proveniente dall’Italia, nota Raviolo, potrà fornire a flussi costanti abbastanza prodotto da mantenere ventilati 70 pazienti attaccati a un ventilatore polmonare o un centinaio di ammalati di Covid-19 che necessitano dell’assistenza ordinaria a mezzo di maschere. La missione consta oggigiorno di dodici persone: quattro tecnici, due infermieri e sei medici. Personale estremamente specializzato per far fronte a una situazione pandemica che Raviolo stesso non manca di definire “drammatica”, con contagi nell’ordine delle 400mila unità al giorno e decessi tra i 3.500 e i 4mila ogni 24 ore nella settimana dell’arrivo del team italiano.

Per rafforzare la capacità indiana di produzione dell’ossigeno l’esempio del team italiano si è associato a un impegno diretto del governo di Narendra Modi per cercare accordi che, in alcuni casi, hanno coinvolto direttamente il nostro Paese. Ad esempio l’Indian Oil Company Ltd. (Iocl), azienda petrolifera del governo indiano, ha concluso un accordo con Sol Italia per il noleggio di 4 container Iso (capacità 20 Mt), sempre per la produzione d’ossigeno.

“L’Italia non farà mancare il proprio sostegno in questo momento di difficoltà”, aveva promesso a fine aprile il presidente del Consiglio Mario Draghi parlando dell’emergenza Covid in India. Una delle migliori strutture operative in campo sanitario è stata portata sul terreno per assistere Nuova Delhi nel contrasto alla pandemia e la continuità operativa tra strutture militari e apparati civili e sanitari, che si sta dimostrando fondamentale in patria per rafforzare la campagna vaccinale e la corsa all’immunizzazione, si dimostra la chiave di volta per un’efficace e tempestiva cooperazione internazionale. Italia e India condividono un approccio favorevole al multilateralismo e alla ricerca di soluzioni condivise a problemi globali. La pandemia è ad oggi, chiaramente, il più importante di questi problemi e la tempestiva attivazione del massimo sostegno italiano a Nuova Delhi dimostra quanto, in queste sfide, l’unione faccia la forza.

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