Le agenzie di narcotici degli Stati Uniti e dell’Indonesia non hanno dubbi: si tratta di una droga che altera la mente, ed è sullo stesso piano dell’eroina. Eppure, per moltissimi indonesiani, soprattutto gli abitanti dei villaggi rurali, il kratom è solo una panacea a base di erbe, la stessa che è diffusa legalmente e conosciuta a livello globale. Il problema è che le organizzazioni criminali hanno già messo le mani su questo miscuglio naturale, e sono pronte a commerciare la presunta sostanza nociva in tutto il mondo per ricavarne un sacco di soldi. Ancora una volta il pericolo per l’Occidente (e non solo) arriva da un’area molto particolare, non distante dal famoso Triangolo d’oro costituito da Vietnam, Laos e Cambogia che rifornisce di droga i Paesi limitrofi. A queste latitudini i contrabbandieri lavorano le sostanze stupefacenti in laboratori sperduti nella fitta vegetazione e spediscono i carichi lungo rotte ben rodate: in Cina, in Africa, addirittura in Europa e Stati Uniti grazie a vari intermediari.

Foglie pericolose

L’ultimo pericolo, come racconta in un lungo reportage il South China Morning Post, arriva dal kratom, una foglia di un albero tropicale che rappresenta un valido sostituto agli oppioidi, e che è utilizzata legalmente come antidolorifico in gran parte del mondo. Ma per la dipendenza che può creare, il kratom potrebbe però presto essere sottoposto a un controllo più stringente, soprattutto in Occidente. La Mitragyna speciosa, il nome scientifico del kratom, è una pianta che cresce tra Indonesia, Thailandia, Malesia e Papua Nuova Guinea. Le sue foglie contengono composti che alterano la mente e colpiscono i ricettori cerebrali, ed è per questo che sono conosciute tra le popolazioni locali grazie alle loro capacità mediche.

Fuori controllo

Il guaio è che l’uso di kratom è lentamente sfuggito a ogni controllo. Negli Stati Uniti, dove ogni anno perdono la vita oltre 130 persone a causa di overdose causata da oppiacei, le autorità hanno messo sotto esame la sostanza derivante dalle foglie della pianta proveniente dal sud-est asiatico. In Indonesia l’agenzia di narcotici vuole che il governo classifichi il kratom come uno psicotropo al pari di eroina o cocaina, e da queste parti l’assunzione di sostanze simili comporta pene che vanno fino a 20 anni di carcere.

Il pericolo più grande è che il kratom, soprattutto se assunto in dosi massicce e magari mescolato con altre sostanze, crea una forte dipendenza. Secondo le autorità indonesiane il pericolo derivante dalle foglie di kratom sarebbe dieci volte superiore rispetto a quello derivante da cocaina o marijuana.

Il kratom in Occidente

Negli Stati Uniti ci sono circa 15,6 milioni di persone che usano regolarmente il kratom, e la sua industria vale più di un miliardo di dollari. Nel 2016 la Drug Enforcement Administration (Dea) aveva proposto di paragonare il kratom a lsd, eroina e mdma ma la proposta fu poi ritirata. Attualmente questa sostanza è illegale in sei stati americani e in vari Paesi europei, tra cui Irlanda, Italia, Svezia, Lettonia, Lituania, Polonia e Gran Bretagna. È legale, invece, in Germania, Francia, Spagna. Al di là delle legislazioni vigenti, molti utenti ordinano comunque il kratom su internet, dove viene solitamente venduto sotto forma di polvere verde, tè o gomma.