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Parlare di Kim Jong Un è sempre un’impresa ardua. A maggior ragione se ci discostiamo dall’analisi delle sue mosse geopolitiche, legate al futuro della Corea del Nord nello scacchiere globale, e decidiamo di camminare sull’ancor più scivoloso terreno della vita privata del Grande Leader. In quest’ultimo caso è facile imbattersi in fake news, notizie sensazionalistiche gonfiate per screditare un Paese non democratico o, più semplicemente, indiscrezioni intrise di gossip, non confermate né confermabili.

Nel corso degli anni i tabloid sudcoreani hanno raccontato innumerevoli storielle su Kim Jong Un, facendo passare il presidente nordcoreano per un personaggio goffo, bizzarro e capriccioso. Una simile narrazione, approssimativa e per niente accademica, è riuscita ad avvelenare anche il dibattito politico. I media internazionali, quasi per osmosi, hanno così iniziato a paragonare Kim Jong Un a un “dittatore pazzo” quando invece, pur governando una nazione nettamente più debole degli Stati Uniti, il leader di Pyongyang ha dimostrato di avere stoffa da vendere.

Nonostante le sanzioni economiche, l’isolamento imposto dalla comunità internazionale e le condizioni economiche nazionali non proprio ottimali – soprattutto nell’ultimo periodo, a causa della pandemia di Covid-19 -, Kim ha giocato al meglio gli unici due jolly a propria disposizione: l’amicizia fraterna con la Cina di Xi Jinping e il fatto di poter contare su armi nucleari.

Kim: una figura complessa

Agli occhi dei nordcoreani, Kim Jong Un non è soltanto un leader politico come potrebbe essere per noi il nostro Presidente della Repubblica. Kim è una figura collocabile a metà strada tra una sorta di divinità teocratica, la massima carica politica del Paese e il simbolo del riscatto nordcoreano contro gli invasori “imperialisti”. Nelle vene del Grande Leader scorre il sangue reale, lo stesso sangue di Kim Il Sung, nonno di “Kim terzo” nonché fondatore della Corea del Nord, e di Kim Jong Il, padre di Kim ed ex presidente.

In base a questo è pressoché impossibile distinguere la biografia dall’agiografia, le reali tappe esistenziali dell’essere umano Kim dalle gesta epiche della sua proiezione mitologica. I circa 24 milioni di nordcoreani vivono in un sistema politico e valoriale ben preciso, credono nell’ideologia Juche e, soltanto perché diversi da noi, non ha alcun senso criticarli pensando di essere culturalmente superiori. Ai loro occhi, e nella simbologia nordcoreana, Kim è tutto ciò che serve alla Corea del Nord per essere un Paese forte, prospero e rispettato.

L'”harem” del presidente

Tra le tante indiscrezioni emerse, ha fatto il giro del web la notizia secondo cui Kim Jong Un potrebbe contare su un harem di concubine, a sua completa disposizione in ciascuno dei suoi 32 palazzi privati. Non solo: pare che queste concubine siano inizialmente tutte vergini, e che Kim, di tanto in tanto, si diverta con loro in serate a luci rosse. Alla luce di quanto scritto, è impossibile verificare voci del genere. Le fonti dalle quali escono simili dicerie sono rifugiati o dissidenti, dunque figure accademicamente affidabili fino a un certo punto. Anche perché, data la loro condizione di fuggiaschi, e del presumibile astio che nutrono nei confronti della Corea del Nord, è difficile aspettarsi disamine obiettive.

Se, poi, consideriamo l’impermeabilità del Paese, il gioco è fatto. Chiunque può gettare nella mischia dicerie più o meno plausibili, giocando sull’effetto sorpresa e sul fatto che nessuno, da Pyongyang, perderà mai tempo a confermare o smentire tali voci. Visto, inoltre, che il governo nordcoreano si basa su un sistema politico diametralmente opposto rispetto a quello occidentale, risulta ancora più semplice abbinare voci fantasiose a luoghi e personaggi etichettabili come “cattivi“. Del resto, la voce degli harem presidenziali nordcoreani non è certo una novità, dal momento che se ne parlava già all’epoca di Kim Jong Il. Il punto, al netto delle dicerie, è che non ci sono, né probabilmente ci saranno mai, elementi per confermare o smentire simili indiscrezioni. Nessun osservatore occidentale è in grado di sapere cosa accade sulla “superficie” nordcoreana. Figurarsi nei meandri delle residenze di Kim.

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