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Società

L’epidemia rischia di travolgere l’India

Il coronavirus si sta rivelando una minaccia formidabile per la stabilità socio-economica delle nazioni più colpite come Cina, Corea del Sud, Italia ed Iran ma, fortunatamente, non si è ancora esteso in maniera macroscopica nelle aree più  vulnerabili del mondo....
India coronavirus (La Presse)

Il coronavirus si sta rivelando una minaccia formidabile per la stabilità socio-economica delle nazioni più colpite come Cina, Corea del Sud, Italia ed Iran ma, fortunatamente, non si è ancora esteso in maniera macroscopica nelle aree più  vulnerabili del mondo. L’Africa, al momento, è stata poco toccata dall’onda lunga dei contagi  così come diverse nazioni che presentano grandi sacche di povertà. Tra questi Stati c’è l‘India, la nazione più popolosa del globo, che ha aspirazioni da superpotenza ed un’economia in grande crescita. Qui si sono registrati poche decine di casi d’infezione malgrado la relativa vicinanza con la Cina.

Una minaccia incombente

Nuova Delhi, però, rischia grosso: il sistema sanitario potrebbe non reggere ad un’esplosione di casi, facilitata da sovrappopolamento e carenza di igiene. Una prima sirena d’allarme è scattata  alcuni giorni fa quando sedici turisti italiani sono risultati positivi al morbo portando i casi totali del Paese da sei a trentuno. La reazione del governo è stata immediata: introduzione di restrizioni ai viaggi per i cittadini di Paesi ad alta presenza di contagi, screening sanitari per i turisti provenienti da altri Stati e chiusura delle scuole primarie nella capitale Nuova Delhi. Queste misure, però, potrebbero non bastare: il sistema sanitario indiano ha delle debolezze e la capacità di individuare nuovi casi, come segnalato in questo articolo di Al Jazeera, ed eseguire i test non è ottimale. Sarà poi necessario potenziare la presenza di dottori, posti letto, macchinari per la ventilazione ed equipaggiamenti per la prevenzione da distribuire a chi lavora in prima linea, come gli infermieri. Preoccupano, poi, i diversi livelli di sviluppo dei sistemi sanitari degli Stati del Paese.

Il quadro generale

Le condizioni di vita della popolazione indiana hanno conosciuto, negli ultimi decenni, un certo miglioramento. L’aspettativa di vita ha infatti raggiunto, in un periodo compreso tra il 2013 ed il 2017, i 70 anni per le donne e i 67 per gli uomini malgrado continuino a persistere differenze tra città e campagne e tra Stato e Stato. Il sistema sanitario pubblico, gratuito per chi vive sotto la soglia di povertà e particolarmente utilizzato nelle aree rurali, ha diverse carenze e non è sempre considerato di buona qualità. I medici più esperti, infatti, preferiscono non esercitare nelle zone rurali e pertanto il personale non è sempre all’altezza delle aspettative: ad incidere negativamente sono anche le grandi distanze che separano i centri abitati e gli ospedali. L’attuale esecutivo indiano, guidato dal premier Narendra Modi, ha comunque intenzione di introdurre un programma universale di cure mediche gratuite per tutti e bisognerà vedere come questo sviluppo potrà influenzare le dinamiche del settore che comunque soffre a causa della carenza di strumenti diagnostici nelle aree più remote del Paese. L’India è poi afflitta dalla presenza di diverse e gravi malattie: dalla febbre tifoide all’encefalite giapponese, dalla rabbia alla malaria.

Il comparto economico, a differenza di quello sanitario, ha invece già risentito del dilagare del virus in Cina ed altrove. L’attuale epidemia di coronavirus ha infatti provocato danni per 348 milioni di dollari all’economia indiana a causa del più generale rallentamento degli scambi commerciali nel mondo dovuto alla crisi del settore manifatturiero cinese. Danni, questi ultimi, significativi ma non paragonabili a quelli che potrebbero derivare da un’estensione del morbo nel Paese. Una frenata della crescita indiana, unita a quella cinese, potrebbe causare una serie di gravi reazioni concatenate in primis nel continente asiatico ed a seguire nel resto del mondo. I tassi di crescita dell’economia globale, già gravati dai gravi problemi cinesi, verrebbero ulteriormente appesantiti dai problemi indiani con il rischio di una vera e propria recessione a livello locale e mondiale.





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